Il reboot degli X-Men dell’MCU può finalmente rimediare al più grande affronto della Fox in materia di casting

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Nonostante Avengers: Doomsday e Secret Wars siano ormai all’orizzonte, il progetto più impegnativo del MCU in arrivo è qualcosa di completamente diverso. Il reboot degli X-Men, dopo anni di sviluppo silenzioso, rappresenta molto più di una semplice questione di nuovo casting per Wolverine o Ciclope, o di trovare un modo inedito per raccontare per la terza volta la saga di Fenice Nera: è un’opportunità per espandere il MCU in modo significativo, come non accadeva dall’ingresso in scena di Spider-Man.

Il reboot cinematografico degli X-Men richiederà un delicato equilibrio: bisognerà rendere omaggio alla storia classica dei fumetti lasciandosi al tempo stesso alle spalle l’ingombrante eredità della 20th Century Fox. Sebbene il primo franchise degli X-Men abbia regalato vette incredibili, i passi falsi maldestri dell’ultima fase sono stati tanto deludenti quanto i trionfi erano stati gloriosi. Tutto sommato, però, non è una cattiva base di partenza per la Marvel, considerando il potenziale di accoglienza positiva da parte del pubblico.

Gli aggiornamenti finora confermano che i Marvel Studios stanno prendendo la cosa molto sul serio: sulla carta, il cast del reboot degli X-Men appare eccellente. Nonostante alcune assenze di rilievo, la conferma di tanti personaggi amatissimi dai fan e il coinvolgimento di grandi talenti – tra cui Adam Driver nel ruolo di Mr. Sinister – rappresentano un primo passo estremamente positivo. Inoltre, avremo finalmente l’occasione di vedere versioni migliori di personaggi leggendari a cui la Fox non aveva reso giustizia. Emma Frost ha ora una vera possibilità di brillare, e la nuova Tempesta potrà cancellare il ricordo della seconda versione, incapace di reggere il confronto con l’interpretazione di Halle Berry (che pure non era stata universalmente apprezzata).

Dopo il riscatto di Gambit grazie a Channing Tatum, i fan dei mutanti saranno entusiasti di queste altre opportunità di rinascita; e c’è un mutante, più di ogni altro nella nuova formazione, che la merita davvero. Asa Germann si è unito al cast nel ruolo di Warren Worthington III, alias Angel; visto come la Fox trattò questo membro fondatore del team – sprecando clamorosamente un enorme talento vent’anni fa – il giovane attore ha davanti a sé una grande occasione.

La Fox sprecò un casting perfetto con una pessima versione di Angel

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Nel 2006, Ben Foster non si era ancora guadagnato la fama di uno dei migliori e più interessanti caratteristi di Hollywood. Aveva già alle spalle alcune interpretazioni degne di nota – in The Punisher, Get Over It, Hostage e soprattutto Alpha Dog – ma la sua carriera era ancora agli inizi: film come Quel treno per Yuma (3:10 to Yuma), Hell or High Water e 30 giorni di buio dovevano ancora arrivare.

Tuttavia, il team di casting della Fox aveva evidentemente intravisto qualcosa di speciale nei suoi primi lavori, affidandogli il ruolo di Warren Worthington III (alias Angel) in X-Men – Conflitto finale. Ripensando a quella performance e al percorso artistico intrapreso successivamente, è evidente che non si fossero resi conto appieno del talento che avevano tra le mani. Foster offrì una buona prova nei panni di Angel, conferendo al personaggio la vulnerabilità necessaria alla storia, la cui struttura narrativa era solida: traumatizzato dalla vergogna della sua famiglia nell’avere un erede mutante, Warren arriva a tagliarsi le ali, intraprendendo un autentico viaggio alla scoperta di sé.

Quella trama avrebbe potuto costituire il fulcro di un intero film, ma la pellicola caotica di Brett Ratner finì sostanzialmente per trascurare l’importanza di Angel. Il personaggio viene relegato – in modo rapido e inspiegabile – a una presenza silenziosa sullo sfondo di poche scene, senza battute né interazioni significative con i protagonisti. In quanto membro fondatore degli X-Men, Angel avrebbe meritato di più; sprecare un attore del calibro di Foster – proprio mentre uscivano film come Alpha Dog e Quel treno per Yuma – fu imperdonabile. Nessuna decisione di casting nella saga degli X-Men è stata al contempo così azzeccata e così mal gestita.

I film degli X-Men hanno deluso Angel due volte

X-Men: Dark Phoenix

A dieci anni di distanza da *Conflitto finale* (dove Angel era stato trattato come un personaggio di secondo piano), *X-Men – Apocalisse* ha fatto peggio, proponendo una versione ancora più scadente del personaggio. Sostituire Foster con il più giovane Ben Hardy per la linea temporale del prequel ambientata negli anni ’80 offriva alla Fox l’occasione di ripartire da zero e dare importanza ad Angel, sfruttando soprattutto il potenziale narrativo della trasformazione in Archangel. Tuttavia, anche in un film aspramente criticato per la rappresentazione del villain titolare, Angel risulta forse il personaggio peggiore dell’intera pellicola.

Dopo la sua introduzione, Angel riceve un potenziamento da Apocalisse trasformandosi in Archangel, con il corpo rivestito di metallo; tuttavia, anziché riflettere la profondità della trasformazione vista nei fumetti, l’Angel di Hardy si riduce essenzialmente a un semplice scagnozzo di lusso. Privo di legami con gli X-Men e di un passato tragico, la sua corruzione per mano di Apocalisse manca di qualsiasi risonanza emotiva. È un mutante che combatte in incontri clandestini, si ferisce, cade nell’alcolismo e poi, senza alcun motivo apparente, viene trasformato da Apocalisse in uno dei Cavalieri. Il tutto appare come un pretesto debole per mostrare un mutante volante dotato di ali metalliche.

Se il design essenziale di Angel in Conflitto finale poteva anche andare bene, in Apocalisse il personaggio viene trasformato in una mostruosità in stile heavy metal — probabilmente il peggior design di un film che ne abbonda (Psylocke a parte) — allontanandosi anni luce dall’aspetto grintoso e minaccioso sfoggiato da Archangel nei fumetti. Forse è proprio per questo che, per la seconda volta in un decennio, ad Angel non viene affidato praticamente nulla da fare in Apocalisse, confermando senza ombra di dubbio che nessuno alla Fox ha mai saputo come valorizzarlo.

Si spera che, in qualità di membro fondatore della nuova squadra di X-Men del MCU, l’Angel interpretato da Asa Germann riesca a riscattare il personaggio. Si tratta di una figura incredibilmente interessante, con un background diverso da quello degli altri mutanti; sebbene la sua resa visiva possa rappresentare una sfida, abbiamo finalmente l’opportunità di vedere qualcosa di valido realizzato per lui sullo schermo.

Redazione
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