In un’atmosfera dai toni retro si ambienta The only living pickpocket in New York: scritto e diretto da Noah Segan (Knives out, Wake up dead man), il film segue le vicende di un esperto borseggiatore che, aggirandosi tra le metro e i quartieri della grande mela, cerca di guadagnarsi il necessario per i suoi cari. La pellicola ha avuto la sua premiere mondiale al Sundance Film Festival, per poi essere presentato nuovamente alla 76esima edizione della Berlinale. Nel cast troviamo diverse figure già molto note nel panorama cinematografico internazionale, specialmente nel genere thriller/poliziesco. John Turturro (Il grande Lebowski, Batman) qui è nei panni del protagonista Harry, mentre Giancarlo Esposito (Gus Fring nella serie Breaking bad, Megalopolis) interpreta un detective amico di Harry. Altri ruoli rilevanti sono ricoperti da Steve Buscemi (Le iene, Pulp fiction ) e da Tatiana Maslany (Orphan Black).
The only living pickpocket in New York: la strada non perdona
Il film si apre presentandoci un giovane della New York bene: il ragazzo prende la metro per andare a lavoro, vive tutta la propria giornata non serenità, finché, arrivato il momento di dover pagare il pranzo, si rende conto che il suo portafoglio è stato rubato.
Harry vive tutti i giorni così: rubando piccoli oggetti, roba di valore ma non troppo. Ormai ha trascorso tutta la vita così, si potrebbe dire che è la sua specialità. I furti non sono un hobby ma una necessità per Harry per poter aiutare la sua amata Rosie; la donna è malata, ormai praticamente in stato vegetativo e lui cerca di starle accanto in tutti i modi possibili.
Durante i suoi furti quotidiani, però, Harry becca la persona sbagliata: un giovane con una macchina d’epoca, una pistola e una strana usb. Questo sarà l’inizio dei guai per l’abile borseggiatore; quello che sembrava solo un curioso oggetto di elettronica si rivelerà molto più costoso di quanto sembra ed Harry dovrà fare di tutto per recuperarlo.
The only living pickpocket in New York: old school contro gen z
In The only living pickpocket in New York vediamo alternarsi due generazioni: i giovani tecnologici e gli old school. Harry fa certamente parte di questa seconda categoria: lui non riesce neanche a riconoscere cosa sia la card che trova, così come anche Ben il gioielliere. È certamente molto ironica la scena in cui i due inseriscono la card in un computer stile anni 80 che non riesce neanche ad accendersi perché non aggiornato a questo secolo. Come loro anche la misteriosa boss, interpretata a sorpresa da Jamie Lee Curtis, che si nasconde dietro al ragazzino derubato preferiva l’old school: il contante, anche se più ingombrante, è più difficile da rubare in grandi quantità rispetto a una chiavetta usb.
Dall’altro lato, invece, abbiamo i giovani: abili con le tecnologie, anche se sempre per furti e truffe. Alla fine, l’unione con la nuova generazione così alfabetizzata dal punto di vista informatico permettere a Harry di avere, in un certo, senso la meglio.
La dicotomia bene e male che svanisce

Nel caso di Harry, ad esempio, non sembra lui abbia molte alternative: dovendosi prendere cura della moglie, in un paese in cui la sanità non è pubblica, bensì molto costosa, l’uomo ha bisogno di trovare tanto denaro per poter mantenere le cure giornaliere di Rosie. Infatti, si nota dal modo in cui lui è disposto a corrompere chiunque con due o tre banconote: questo certamente dimostra come lui non sia effettivamente attaccato alla ricchezza che ottiene rubando, ma la vede solo come un mezzo necessario.
Non è semplice stabilire se Harry sia o meno una brava persona, questo è effettivamente un dilemma che lo accompagna fino alla fine. Questa analisi non è semplice perché non è possibile dividere le cose solamente tra bianche o nere: così questa dicotomia crolla sotto il peso della complessità della vita. È vero, Harry ha compiuto diversi reati, ha trascorso degli anni in prigione e non è riuscito a esserci per la figlia e le altre persone che amava, ma ha cercato di rimediare ai suoi sbagli fino all’ultimo secondo.
Con una particolare attenzione ai colori, che ci riportano una New York molto più retro, The only living pickpocket in New York si presenta come una pellicola originale e accattivante, costellata da un cast d’eccellenza.
The only living pickpocket in New York
Sommario
The only living pickpocket in New York ha molti degli elementi per rendere un film accattivante agli occhi del pubblico: una trama non scontata, tematiche rilevanti, un ritmo incalzante e un cast d’eccellenza.

