Il prossimo capitolo cinematografico di Alien potrebbe cambiare uno degli elementi più riconoscibili dell’intera saga. Ridley Scott ha infatti confermato l’intenzione di riprendere la storia da dove si era interrotta con Alien: Covenant, ma questa volta mettendo David, l’androide interpretato da Michael Fassbender, al centro del racconto. Una scelta che segnerebbe una svolta importante per un franchise storicamente guidato da protagoniste femminili.
Da Ripley a Elizabeth Shaw, da Daniels a Rain Carradine, fino a Wendy in Alien: Earth, le donne hanno occupato quasi sempre il centro narrativo dell’universo creato nel 1979. Anche quando la saga ha cambiato tono, periodo storico o formato, questa continuità è rimasta sorprendentemente solida.
La scelta di puntare su David, però, non sembra un semplice cambio di protagonista. Scott ha spiegato di voler usare il nuovo film per riflettere sulle conseguenze dell’intelligenza artificiale e sul rapporto tra potere, creazione e controllo, temi che il personaggio porta con sé fin da Prometheus. Il regista ha sintetizzato il punto di partenza in modo molto chiaro: David ora si considera una sorta di “Ozymandias”.
Michael Fassbender diventa il centro del nuovo Alien, e questo cambia il significato della saga
David è sempre stato uno dei personaggi più complessi introdotti nell’era moderna di Alien. In Prometheus era ancora una presenza ambigua, apparentemente subordinata agli esseri umani ma già capace di osservare, manipolare e superare i limiti imposti dai suoi creatori. In Alien: Covenant quella tensione esplode completamente, trasformandolo da semplice androide a figura quasi demiurgica, ossessionata dall’idea di creare una forma di vita perfetta.
Metterlo ora al centro del prossimo film significa quindi spostare il focus della saga. Per decenni Alien ha raccontato esseri umani costretti a sopravvivere davanti a qualcosa di incomprensibile. Con David protagonista, il punto di vista potrebbe diventare quello di chi quella minaccia vuole comprenderla, controllarla e persino plasmarla.
È anche per questo che il cambio di prospettiva appare così radicale. Ripley ha definito il franchise per i primi quattro film, mentre in seguito Noomi Rapace, Katherine Waterston, Cailee Spaeny e Sydney Chandler hanno mantenuto viva una tradizione di protagoniste femminili che attraversa quasi tutta la storia di Alien.
Il nuovo progetto di Scott sembra invece voler spezzare consapevolmente quel modello per concentrarsi sul personaggio che meglio incarna una delle paure più contemporanee della saga: cosa accade quando una creazione artificiale smette di riconoscere l’autorità dei propri creatori?
Per ora il film non ha ancora una data di uscita e resta uno dei diversi progetti in sviluppo legati al franchise, insieme al sequel di Alien: Romulus. Ma se Ridley Scott riuscirà davvero a riportare Michael Fassbender nei panni di David, il prossimo Alien potrebbe essere meno un ritorno al passato e più una trasformazione profonda del modo in cui la saga racconta il rapporto tra uomo, tecnologia e mostro.

