Coyote vs. Acme, il film ibrido che Warner Bros. aveva accantonato prima di cederne i diritti, potrà concorrere agli Oscar 2027 nella categoria Miglior film d’animazione. La decisione dell’Academy riporta al centro della stagione dei premi una produzione che sembrava destinata a non raggiungere mai le sale e che ora potrebbe misurarsi con titoli come Wildwood di Laika e Toy Story 5 di Pixar.
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La notizia è stata riportata da Gold Derby, dopo mesi di incertezza sull’ammissibilità del film. In agosto, Ketchup Entertainment, che ha acquisito i diritti mondiali, aveva inizialmente lasciato intendere che non avrebbe presentato il titolo, perché la componente animata avrebbe potuto non raggiungere la soglia del 75% della durata richiesta dal regolamento. La candidatura è ora possibile, anche se l’eleggibilità non equivale a una nomination: sarà il voto dei membri dell’Academy a stabilire se Coyote vs. Acme entrerà nella cinquina finale.
Il risultato ha un peso che supera la semplice curiosità da stagione dei premi. Il film, diretto da Dave Green e prodotto da James Gunn, è diventato il simbolo di una vicenda controversa sulla gestione dei contenuti da parte degli studios: completato, inizialmente accantonato e infine distribuito dopo il passaggio a un altro proprietario, ha dimostrato di poter trovare un pubblico. La sua ammissione alla corsa agli Oscar apre inoltre una questione interessante sui confini dell’animazione, soprattutto quando personaggi disegnati condividono la scena con attori in carne e ossa.
Coyote vs. Acme può diventare il primo film dei Looney Tunes candidato agli Oscar per l’animazione?
Secondo la ricostruzione di Gold Derby, una candidatura renderebbe Coyote vs. Acme uno dei rarissimi film ibridi a entrare nella categoria, dopo Marcel the Shell. Sarebbe inoltre un traguardo inedito per i Looney Tunes, che non hanno ottenuto una nomination in questa categoria con precedenti produzioni cinematografiche. Il caso mostra quanto il riconoscimento dell’Academy dipenda anche da criteri tecnici: il requisito del 75% di animazione è stato decisivo per stabilire l’eleggibilità del film.
La vicenda produttiva ha contribuito a rendere il titolo particolarmente seguito. Warner Bros. aveva accantonato il progetto, dal budget riportato di circa 70 milioni di dollari, per ottenere un vantaggio fiscale; in seguito, Ketchup Entertainment ne ha acquistato i diritti mondiali per una cifra stimata intorno ai 50 milioni. Il film è arrivato nelle sale ad agosto e, secondo i dati riportati dalla fonte, ha incassato oltre 125 milioni di dollari in tutto il mondo. Numeri che non ne fanno un blockbuster, ma che raccontano un percorso commerciale significativo per una produzione che aveva rischiato di non essere distribuita.
La corsa al premio resta comunque aperta. Wildwood, film in stop-motion di Laika, e Toy Story 5 sono tra i titoli più osservati, insieme a Iron Boy, Tangles, Ray Gunn, Jumpers e Forgotten Island. L’eleggibilità di Coyote vs. Acme aggiunge una variabile imprevista: la sua natura ibrida potrebbe distinguerlo dagli altri concorrenti, mentre la storia travagliata della produzione può attirare attenzione e simpatia. Per ora, però, il traguardo è soltanto l’accesso alla competizione: la vera prova sarà convincere l’Academy che il film meriti un posto tra i candidati.

