Coyote vs. Acme: perché Warner Bros. aveva cancellato il film e come è riuscito a uscire al cinema

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Per molto tempo è sembrato che Coyote vs. Acme (leggi qui la recensione) fosse destinato a diventare l’ennesima vittima dell’avidità aziendale di Hollywood. Nonostante fosse un film completamente terminato e interpretato da star molto popolari, l’ultimo ibrido tra animazione e live action dei Looney Tunes era stato accantonato da Warner Bros. alcuni anni fa, lasciando pensare che non avrebbe mai visto la luce. Eppure, Coyote vs. Acme è ora arrivato nelle sale dopo un percorso dietro le quinte davvero incredibile, che per certi versi rispecchia quello raccontato sullo schermo.

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Il nuovo film dei Looney Tunes non era un progetto rifiutato o un’opera rimasta incompleta a causa di problemi produttivi. Diretto da Dave Green e interpretato da Will Forte, John Cena e Lana Condor, Coyote vs. Acme era un lungometraggio completato e pronto per le sale quando Warner Bros. decise di non distribuirlo, nonostante avesse già investito milioni di dollari nella sua realizzazione.

Il film fu travolto dalle conseguenze della fusione tra Warner Bros. e Discovery e rientrò in un’intera ondata di progetti cancellati dalla major. Una decisione che continua ancora oggi a suscitare forti critiche. Ecco quindi come Coyote vs. Acme sia riuscito infine ad arrivare al cinema e perché è stato a un passo dall’essere cancellato per sempre.

Quanto era completo Coyote vs. Acme quando Warner Bros. lo cancellò?

Coyote vs. Acme nasce dai classici cartoni animati dei Looney Tunes con protagonisti Willy il Coyote e Beep Beep, ma anche da un umoristico articolo pubblicato negli anni Novanta su The New Yorker da Ian Frazier. Il testo immaginava Willy il Coyote intentare una causa contro la Acme Corporation per tutti i prodotti acquistati nel disperato tentativo di catturare Beep Beep, puntualmente rivelatisi controproducenti.

Nel 2015 fu presentato un adattamento scritto da James Gunn, oggi uno dei responsabili di DC Studios. Nel 2018 vennero poi ingaggiati gli sceneggiatori Jon Silberman e Josh Silberman, insieme al regista Dave Green. John Cena, Will Forte e Lana Condor entrarono nel cast umano, mentre il protagonista venne realizzato attraverso l’animazione, insieme a diversi altri celebri personaggi dei Looney Tunes, seguendo la tradizione di precedenti ibridi come i film di Space Jam e Looney Tunes: Back in Action.

Nel 2022 Warner Bros. aveva fissato l’uscita di Coyote vs. Acme per l’estate del 2023, ma successivamente lo studio rimosse il film dal calendario per privilegiare Barbie di Greta Gerwig. Alla fine del 2023 arrivò la decisione più drastica: nonostante il film fosse completato al 100%, Warner Bros. scelse di accantonarlo definitivamente, provocando una forte reazione negativa da parte dell’industria e del pubblico, soprattutto per la motivazione economica alla base della scelta.

Warner Bros. cancellò Coyote vs. Acme per ottenere una deduzione fiscale

Will Forte e Lana Condor Coyote vs. Acme Recensione 2026
Photo by Courtesy of Ketchup Entertainment – © Ketchup Entertainment

Coyote vs. Acme fu uno dei diversi progetti rimasti coinvolti in una vasta operazione di riduzione dei costi successiva alla fusione tra Warner Bros. e Discovery. Il nuovo amministratore delegato David Zaslav aveva promesso circa 3 miliardi di dollari di quelle che venivano definite “sinergie”, vale a dire risparmi e maggiore efficienza attraverso licenziamenti, profonde ristrutturazioni e, soprattutto, la controversa decisione di accantonare film già completati o quasi completati, trattandoli come attività finanziarie della società anziché come opere creative destinate al pubblico.

Oltre a Coyote vs. Acme, tra i progetti cancellati in quel periodo figurava Batgirl, film del DCEU con Leslie Grace nel ruolo principale, Brendan Fraser nei panni del villain Firefly, J.K. Simmons come Jim Gordon e il ritorno di Michael Keaton nel ruolo di Batman. Anche Scoob! Holiday Haunt e Scooby-Doo! and the Haunted High Rise finirono coinvolti nella stessa strategia di deduzioni fiscali e vennero accantonati.

La logica contabile era fredda: invece di sostenere ulteriori costi per promuovere e distribuire quei film, Warner Bros. avrebbe potuto ottenere vantaggi fiscali abbandonando completamente i progetti e impedendone la distribuzione. Il problema è che dietro quei beni finanziari c’erano film realizzati da persone che avevano dedicato mesi o anni del proprio lavoro alla loro creazione. La protesta crebbe progressivamente, fino a raggiungere un punto di rottura proprio con Coyote vs. Acme.

Quanto ha pagato Ketchup Entertainment per Coyote vs. Acme?

Coyote vs. Acme
Photo by Warner Bros./Courtesy of Ketchup Entertainment – © Warner Bros./Courtesy of Ketchup Entertainment

La reazione alla decisione di Warner Bros. di accantonare Coyote vs. Acme fu enorme. Registi, attori, professionisti dell’industria, fan e appassionati di cinema criticarono la scelta di seppellire un film già completato invece di permettere a un altro distributore di acquistarlo e portarlo al pubblico. La vicenda alimentò persino il timore, tra alcuni registi, che i loro futuri progetti con Warner Bros. potessero subire la stessa sorte.

Di fronte alla pressione pubblica, Warner Bros. alla fine consentì che Coyote vs. Acme venisse proposto ad altri distributori. A spuntarla fu Ketchup Entertainment, che acquistò i diritti di distribuzione mondiale per circa 50 milioni di dollari. La circostanza dimostra quanto la cancellazione non fosse l’unico possibile esito finanziario per lo studio: esisteva infatti un’altra società disposta a investire nel film e a portarlo sul mercato.

Il risultato è che il film è finalmente arrivato nelle sale, trasformando la propria storia produttiva in una sorta di versione reale della vicenda raccontata sullo schermo: proprio come Willy il Coyote combatte contro la Acme, il film ha dovuto lottare contro un sistema industriale che sembrava averne già decretato la fine.

Dopo Coyote vs. Acme, possono tornare al cinema anche gli altri film cancellati?

Coyote vs. Acme

Per quanto sia significativo che il pubblico possa finalmente vedere Coyote vs. Acme, la sua resurrezione non dovrebbe essere interpretata come il segnale che Warner Bros. sia pronta a recuperare e vendere tutti gli altri film precedentemente accantonati.

Scoob! Holiday Haunt, come Coyote vs. Acme, era stato completato. Batgirl e Scooby-Doo! and the Haunted High Rise, invece, si trovavano ancora nelle rispettive fasi di post-produzione. Riportarli oggi sul mercato richiederebbe comunque un complesso lavoro finanziario e legale, oltre alla ricerca di nuovi distributori. È difficile quindi immaginare che Warner Bros. scelga spontaneamente di affrontare un simile percorso.

Nel caso di Batgirl, inoltre, alcuni dirigenti dello studio sostenevano che il film fosse “impossibile da distribuire” nella sua forma esistente. È difficile però stabilire quanto peso attribuire a questa argomentazione, considerando che il film non era stato completato quando venne accantonato e che la decisione era strettamente legata alla strategia fiscale adottata dalla società.

Coyote vs. Acme ha avuto dalla sua parte una pressione pubblica immediata e particolarmente forte. Ricreare lo stesso livello di attenzione per film rimasti fermi per tre o quattro anni sarebbe molto più difficile, indipendentemente da quanto il pubblico possa ancora desiderare di vederli.

Eppure la storia di Coyote vs. Acme dimostra proprio che nel sistema cinematografico contemporaneo anche un film apparentemente condannato all’oblio può trovare una seconda possibilità. Il progetto di Dave Green è diventato così qualcosa di più di un semplice film dei Looney Tunes: la sua stessa esistenza racconta il conflitto tra la logica finanziaria degli studios e il desiderio di far arrivare un’opera al pubblico. Una vicenda che rende ancora più ironica la sua premessa: mentre Willy il Coyote porta la Acme in tribunale per i danni provocati dai suoi prodotti, il film stesso ha dovuto combattere una battaglia quasi identica per poter arrivare nelle sale.

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Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
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