A quasi 25 anni dall’uscita di Quando Einstein ci mette lo zampino (The Poof Point), film di fantascienza prodotto da Disney Channel nel 2001, l’attrice Raquel Lee Bolleau ha fatto causa a The Walt Disney Company, accusando un dipendente adulto della società di averla ripetutamente violentata, aggredita e molestata sessualmente durante le riprese, quando aveva 14 anni.
Secondo la denuncia, l’uomo, identificato con il nome fittizio “John Doe”, avrebbe abusato della giovane attrice in diverse occasioni. Le accuse non riguardano però soltanto il presunto aggressore: Bolleau sostiene che gli abusi fossero evidenti agli adulti presenti sul set e che Disney non abbia adottato misure adeguate per proteggerla. La denuncia accusa inoltre la società di aver facilitato e occultato gli abusi, sostenendo che il set non fosse un ambiente sicuro per i minori.
La causa arriva dopo precedenti tentativi di raggiungere un accordo. Circa dieci anni fa, Bolleau si sarebbe già rivolta a Disney attraverso un altro avvocato per una proposta di risarcimento riservata relativa a un’altra persona presente sul set. Nel giugno 2026, i suoi attuali legali Doug Wigdor e Jame Kim avrebbero invece contattato la società per cercare un accordo extragiudiziale sulle nuove accuse, senza successo.
La possibilità di presentare oggi una causa per fatti avvenuti oltre vent’anni fa è legata anche alle modifiche della legge californiana sulla prescrizione degli abusi sessuali subiti durante l’infanzia. Le norme introdotte negli ultimi anni hanno infatti ampliato significativamente le possibilità per le vittime di intraprendere azioni civili anche a distanza di molto tempo.
Bolleau aveva già raccontato alcune delle proprie esperienze nell’industria televisiva partecipando a Quiet on Set: The Dark Side of Kids TV, docuserie dedicata soprattutto alle controversie legate alle produzioni Nickelodeon e a Dan Schneider. L’attrice aveva però espresso perplessità sulla profondità dell’inchiesta. Nel frattempo aveva continuato a lavorare con Disney, tornando a prestare la voce in The Proud Family: Louder and Prouder.
Disney, al momento della pubblicazione della notizia, non aveva ancora risposto ufficialmente alle accuse. La causa riporta così sotto i riflettori la questione della tutela dei minori sui set televisivi e il modo in cui Hollywood ha gestito per decenni le segnalazioni di abusi e molestie.

