È morta Dolly Parton: addio a 80 anni alla leggenda della musica country

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Dolly Parton è morta all’età di 80 anni. La cantante, cantautrice e attrice statunitense, una delle personalità più riconoscibili e influenti della cultura popolare americana, si è spenta dopo una carriera durata oltre sessant’anni. La notizia è stata annunciata dalla famiglia e trova conferma anche da Reuters e dalle principali testate internazionali.

L’annuncio è stato affidato dal nipote Bryan Seaver a un messaggio diffuso sui canali social dell’artista a nome delle famiglie Parton e Owens. Seaver, che per oltre vent’anni aveva lavorato anche come responsabile della sicurezza della zia, ha ricordato Dolly con un messaggio preparato secondo una volontà che la stessa artista gli aveva espresso anni prima. Nelle ultime settimane Parton aveva parlato pubblicamente dei propri problemi di salute, dopo aver già cancellato la residency prevista a Las Vegas.

La morte arriva poco più di un anno dopo quella del marito Carl Dean, scomparso nel marzo 2025 dopo quasi sessant’anni di matrimonio. Parton aveva raccontato quanto quella perdita avesse segnato l’ultimo periodo della sua vita, pur continuando a lavorare e a progettare nuove iniziative. Solo pochi giorni fa aveva ribadito di avere ancora molti obiettivi da raggiungere.

Dolly Parton lascia un’eredità che supera i confini della musica country

Nata il 19 gennaio 1946 in Tennessee, Dolly Parton aveva iniziato a esibirsi giovanissima nelle televisioni e nelle radio locali prima di trasferirsi a Nashville e costruire una carriera destinata a trasformarla nella cosiddetta “Queen of Country”. Il debutto discografico Hello, I’m Dolly arrivò nel 1967, ma negli anni successivi Parton sarebbe diventata un fenomeno capace di superare largamente i confini del genere country.

Brani come Jolene, Coat of Many Colors, 9 to 5 e soprattutto I Will Always Love You sono entrati nella storia della musica americana. Parton ha venduto oltre 100 milioni di dischi, conquistato 11 Grammy Awards ed è stata inserita sia nella Songwriters Hall of Fame sia nella Rock and Roll Hall of Fame. Il suo catalogo comprende migliaia di composizioni e la sua influenza ha attraversato generazioni e generi musicali.

Parallelamente alla musica, Parton aveva costruito una significativa carriera cinematografica. Nel 1980 fu protagonista insieme a Jane Fonda e Lily Tomlin di Dalle 9 alle 5… orario continuato, mentre tra i suoi ruoli più ricordati figura anche quello in Fiori d’acciaio. La sua capacità di trasformare un’immagine apparentemente sopra le righe in uno strumento di ironia e consapevolezza aveva contribuito a renderla una presenza immediatamente riconoscibile anche lontano dal palco.

Ma ridurre Dolly Parton alla sua produzione artistica significherebbe raccontarne soltanto una parte. Attraverso la Dollywood Foundation e soprattutto la Imagination Library, fondata nel 1995, aveva trasformato l’alfabetizzazione infantile in una delle grandi missioni della propria vita. A questa attività si erano aggiunti interventi nella ricerca medica, nell’assistenza alle comunità colpite da calamità e numerose altre iniziative filantropiche.

La sua importanza risiede forse proprio nell’aver occupato contemporaneamente molti spazi della cultura americana senza essere completamente identificabile con nessuno di essi: star country, autrice, attrice, imprenditrice, filantropa e personaggio pop. Con Dolly Parton scompare una delle ultime grandi icone dello spettacolo americano del Novecento, ma resta un repertorio capace di continuare a vivere ben oltre la sua interprete.

Redazione
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