Rocky Sono Io parte bene con la critica: il biopic su Sylvester Stallone convince dopo il debutto

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Rocky sono io, il biopic dedicato alla straordinaria storia dietro la nascita di Rocky, ha ottenuto una prima accoglienza complessivamente positiva dopo la presentazione al Toronto International Film Festival 2026. Il film diretto da Peter Farrelly vede Anthony Ippolito interpretare un giovane Sylvester Stallone negli anni in cui, ancora praticamente sconosciuto, decise di rischiare tutto pur di interpretare personalmente il personaggio che aveva scritto.

Secondo i primi dati raccolti dopo il debutto al TIFF, I Play Rocky ha esordito su Rotten Tomatoes con il 74% di recensioni positive sulla base delle prime 19 valutazioni riportate. Si tratta naturalmente di un risultato destinato a cambiare con l’arrivo di nuove recensioni, ma le reazioni iniziali evidenziano soprattutto la performance di Ippolito e la capacità del film di recuperare lo spirito da underdog che aveva reso Rocky un fenomeno nel 1976. Le reazioni dal festival sono state in larga parte favorevoli, anche se alcune recensioni hanno criticato un uso troppo marcato della nostalgia e una certa mancanza di profondità nel ritratto di Stallone.

Il dato più interessante è proprio questo: Rocky sono io sembra funzionare quando smette di essere semplicemente un film “su Rocky” e diventa a sua volta una storia alla Rocky. La vicenda di Stallone — un attore senza potere contrattuale che rifiuta di vendere la propria sceneggiatura se non gli viene permesso di interpretarla — possiede già naturalmente la stessa struttura narrativa del personaggio che avrebbe cambiato la sua carriera. È probabilmente questa sovrapposizione tra biografia e mito cinematografico che permette al film di superare almeno in parte il rischio dell’operazione nostalgica.

Anthony Ippolito sembra essere il vero punto di forza di Rocky sono io

Gran parte degli apprezzamenti iniziali si concentra sulla trasformazione di Anthony Ippolito. L’attore ha lavorato a lungo per ricostruire non soltanto la voce e la fisicità del giovane Stallone, ma anche il modo in cui l’attore si muoveva e affrontava un’industria che non sembrava considerarlo materiale da protagonista. Ippolito ha raccontato di essersi preparato per oltre un anno prima delle riprese, e la sua interpretazione sta emergendo come uno degli elementi maggiormente apprezzati del film.

La storia segue Stallone nel momento decisivo della sua carriera. Ancora lontano dall’essere una star, scrive Rocky e riceve interesse da Hollywood, ma si trova davanti a una condizione apparentemente impossibile da superare: gli studios vogliono la sceneggiatura, non necessariamente lui. Stallone decide invece di legare le due cose e insiste per interpretare Rocky Balboa, trasformando quella scelta in una delle scommesse più celebri della storia del cinema.

I Play Rocky

Farrelly sembra utilizzare questa vicenda senza nascondere la propria ammirazione per il protagonista. Ed è proprio qui che le prime reazioni si dividono. Da una parte, il film è stato descritto come un racconto estremamente coinvolgente e capace di recuperare l’energia emotiva dell’originale; dall’altra, alcuni critici hanno sottolineato come l’approccio celebrativo rischi di lasciare poco spazio alle contraddizioni e agli aspetti più complessi della personalità di Stallone.

La nostalgia ha comunque un ruolo evidente. Il film ricostruisce momenti ormai entrati nell’immaginario popolare, dalla lavorazione del primo Rocky alle sequenze diventate iconiche, utilizzando anche elementi musicali immediatamente riconoscibili per gli appassionati della saga. Ma il vero banco di prova sarà capire se queste citazioni funzioneranno come parte del racconto oppure soprattutto come fan service.

Nel cast figurano anche AnnaSophia Robb, Toby Kebbell, P.J. Byrne, Jay Duplass, Robert Morgan e Stephan James, quest’ultimo nei panni di Carl Weathers. Dietro la macchina da presa c’è Peter Farrelly, premio Oscar per Green Book, mentre la sceneggiatura è firmata da Peter Gamble.

Anche Sylvester Stallone ha ormai visto il film. Farrelly ha raccontato di essere stato inizialmente preoccupato dalla sua reazione, ma secondo il regista Stallone avrebbe apprezzato molto il risultato dopo una visione privata.

Negli Stati Uniti il film inizierà la propria distribuzione cinematografica a novembre, mentre in Italia I Play Rocky arriverà con il titolo Rocky sono io il 31 dicembre 2026. Se l’accoglienza positiva del TIFF dovesse consolidarsi con l’aumento delle recensioni, il film potrebbe trasformarsi da semplice celebrazione del cinquantesimo anniversario di Rocky in uno dei biopic più discussi della stagione.

Redazione
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