Il reboot degli X-Men nel Marvel Cinematic Universe sembra intenzionato a restituire a Rogue una delle caratteristiche più riconoscibili della sua versione a fumetti. Inde Navarrette, scelta per interpretare la mutante nel nuovo film diretto da Jake Schreier, ha infatti confermato di voler lavorare su un accento del Sud autentico e legato alle origini del personaggio, un elemento che la precedente incarnazione cinematografica della Fox aveva sostanzialmente lasciato da parte.
Parlando con Entertainment Tonight, Navarrette ha spiegato di avere un legame personale con quel tipo di inflessione, essendo cresciuta per buona parte della sua vita in Texas. L’attrice ha raccontato di voler però andare ancora più nello specifico, ricordando che Rogue proviene dal Mississippi e sottolineando di voler rendere giustizia a quella componente del personaggio. L’intervista conferma quindi che il nuovo adattamento non sembra intenzionato a trattare l’accento come un semplice dettaglio estetico.
È un cambiamento apparentemente piccolo, ma significativo. La Rogue interpretata da Anna Paquin nei film Fox funzionava soprattutto come punto di ingresso dello spettatore nel mondo dei mutanti, ma era molto distante dall’energia, dall’identità meridionale e dalla sicurezza della controparte cartacea. Il nuovo MCU potrebbe quindi puntare su una versione più vicina alla Rogue che i lettori conoscono: ironica, impulsiva, combattiva e profondamente segnata dalla propria origine.
La Rogue del MCU potrebbe essere molto più vicina ai fumetti rispetto alla versione Fox
L’accento del Sud non è infatti soltanto una caratteristica vocale. Nelle storie Marvel contribuisce a definire il modo di parlare, l’atteggiamento e perfino il carisma di Rogue. La versione animata diventata iconica negli anni ’90, e poi tornata in X-Men ’97, ha fatto di quella componente uno degli elementi più immediatamente riconoscibili del personaggio.
Ma il possibile cambio di direzione va ben oltre la voce. Nei fumetti, Rogue è uno dei personaggi più potenti e complessi degli X-Men: il contatto fisico le permette di assorbire forza vitale, ricordi e abilità degli altri, mentre un incontro con Carol Danvers le ha conferito permanentemente forza sovrumana, resistenza e capacità di volare. La saga Fox aveva invece privilegiato quasi esclusivamente la dimensione tragica dei suoi poteri, costruendo una Rogue molto più fragile e introversa.
È proprio qui che il reboot può intervenire. Recuperare l’origine del Mississippi e l’accento meridionale può essere il primo segnale di una volontà più ampia: presentare una Rogue che non sia soltanto definita dall’impossibilità di toccare gli altri, ma anche dalla sua forza, dal suo temperamento e dalla contraddizione tra vulnerabilità emotiva e potere fisico.
Navarrette arriverà inoltre all’interno di una generazione completamente nuova di mutanti. Il cast annunciato comprende Sadie Sink come Jean Grey, Kit Connor nei panni di Cyclops, Maya Boyd come Storm, Samara Weaving come Emma Frost, Christopher Abbott come Professor X e Adam Driver come Mister Sinister, mentre Asa Germann è stato scelto per Angel.
Per Marvel Studios si tratta di una decisione importante anche perché gli X-Men della Fox hanno già lasciato un’impronta culturale fortissima. Tentare semplicemente di replicarli avrebbe poco senso. Il nuovo film ha invece l’opportunità di recuperare caratteristiche dei fumetti rimaste ai margini dei precedenti adattamenti, differenziando immediatamente questa nuova generazione.
Nel caso di Rogue, partire dalla sua voce potrebbe sembrare un dettaglio. In realtà è forse il modo più semplice per comunicare che questa volta il personaggio avrà un’identità diversa fin dalla sua prima apparizione. E se il resto della caratterizzazione seguirà la stessa filosofia, il MCU potrebbe finalmente portare sul grande schermo una Rogue molto più vicina alla mutante amata dai lettori.


