Il DCU ha appena svelato un altro importante cattivo di Gotham prima di Batman

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Il Batman del DCU non ha ancora fatto il suo debutto, The Brave and the Bold rimane il progetto destinato a introdurlo ufficialmente e persino il volto scelto per interpretare il nuovo Cavaliere Oscuro è ancora uno dei grandi interrogativi dell’universo costruito da James Gunn e Peter Safran. Eppure Gotham sta già cominciando a esistere. Non soltanto come città, ma attraverso criminali, aziende, personaggi e conseguenze di una storia che sembra essere iniziata molto prima che il pubblico possa incontrare Bruce Wayne. Lanterns aggiunge ora un dettaglio particolarmente interessante a questa costruzione: il possibile primo riferimento a Roman Sionis, meglio conosciuto come Black Mask.

L’indizio arriva quasi nascosto nell’episodio 3, durante i flashback dedicati al passato di John Stewart. Mentre il futuro Green Lantern affronta il colloquio che lo porterà a diventare il sostituto di Hal Jordan, sullo sfondo di un centro commerciale abbandonato compare l’insegna di Janus Cosmetics. Per chi conosce la mitologia di Batman, il nome è tutt’altro che casuale: nei fumetti Janus Cosmetics è l’azienda della famiglia Sionis e occupa un ruolo decisivo nella trasformazione di Roman nel signore del crimine conosciuto come Black Mask. Preso isolatamente potrebbe sembrare soltanto uno dei tanti easter egg disseminati dal DCU. Inserito però accanto a tutto ciò che DC Studios ha già mostrato di Gotham, suggerisce qualcosa di più importante: quando Batman arriverà, il suo mondo potrebbe essere già completamente formato.

Janus Cosmetics potrebbe significare che la storia di Black Mask è già cominciata nel DCU prima degli eventi di The Brave and the Bold

Black Mask

Il dettaglio più interessante dell’insegna vista in Lanterns non è soltanto il nome Janus Cosmetics. Sotto il logo sembra infatti comparire un riferimento a Sionis Pharmaceuticals, rafforzando notevolmente il collegamento con la famiglia di Roman Sionis. Nei fumetti, Janus appartiene originariamente ai genitori di Roman e diventa successivamente parte della sua discesa criminale. Dopo aver ucciso i genitori ed ereditato l’azienda, Sionis prende decisioni disastrose che conducono la società al collasso; Wayne Enterprises interviene acquistandola, alimentando ulteriormente il rancore di Roman nei confronti di Bruce Wayne. Da quella rovina economica e personale nasce progressivamente Black Mask.

Lanterns potrebbe aver mostrato proprio una conseguenza di quella storia anziché il suo inizio. Il negozio si trova infatti all’interno di un centro commerciale ormai abbandonato. Se il DCU conserverà almeno parte dell’origine fumettistica di Roman Sionis, Janus Cosmetics potrebbe essere già fallita, e il passaggio che trasforma l’imprenditore nel boss di Gotham potrebbe essersi verificato prima degli eventi della serie. Non significa che Black Mask sia certamente già operativo: l’easter egg non costituisce una conferma della presenza del personaggio nel DCU. Ma la scelta di mostrare un’azienda così specificamente legata alla sua mitologia permette almeno di stabilire che la famiglia Sionis potrebbe già appartenere alla storia di questo universo.

È proprio questa possibilità a rendere il riferimento più significativo del semplice cameo mancato. Il DCU non avrebbe bisogno di mostrare Roman Sionis per cominciare a raccontarlo. Può mostrare ciò che esiste intorno a lui, lasciare tracce della sua famiglia e suggerire eventi avvenuti fuori campo. Quando eventualmente Black Mask comparirà, il pubblico potrebbe quindi incontrare un criminale con una storia già alle spalle anziché assistere ancora una volta alla sua origine.

E soprattutto Roman non sarebbe un caso isolato. Il DCU sta applicando lo stesso principio a buona parte della mitologia di Batman. Creature Commandos ha già introdotto Doctor Phosphorus e il boss criminale Rupert Thorne. Matt Hagen è apparso come Clayface prima del suo sviluppo live-action, mentre Peacemaker ha permesso di allargare ulteriormente il perimetro dei personaggi associati a Gotham. Persino Lanterns aveva già stabilito un collegamento con la città prima dell’easter egg di Janus Cosmetics, rivelando che Kerry Kane proviene proprio da Gotham.

La conseguenza è evidente: Gotham non sta aspettando Batman per cominciare a esistere.

Presentare Gotham senza Batman può risolvere uno dei problemi più difficili di The Brave and the Bold, ma crea aspettative enormi sul nuovo Bruce Wayne

Questa strategia diventa ancora più interessante considerando ciò che sappiamo di The Brave and the Bold. Il film non dovrebbe raccontare gli inizi di Batman, perché la presenza di Damian Wayne come Robin presuppone necessariamente un Bruce già molto avanti nella propria carriera. Prima di Damian devono essere esistiti anni di attività del Cavaliere Oscuro, il rapporto con Talia al Ghul e inevitabilmente una parte considerevole della Bat-Family. Anche Ra’s al Ghul appartiene implicitamente a questa storia, indipendentemente da quando DC Studios deciderà effettivamente di mostrarlo.

Il rischio di introdurre un Batman tanto avanzato è evidente. Presentare contemporaneamente Bruce, Damian, la Bat-Family, Gotham e un’intera galleria di criminali potrebbe trasformare The Brave and the Bold in un film costretto a spiegare un universo invece di raccontare una storia. Costruire Gotham attraverso gli altri progetti del DCU permette a James Gunn di aggirare proprio questo problema. Quando Bruce arriverà, una parte del suo mondo sarà già familiare.

È una soluzione particolarmente adatta a Batman perché Gotham è molto più di uno scenario. La città funziona quasi come un ecosistema narrativo nel quale politica, grandi famiglie, aziende e criminalità sono continuamente intrecciati. Wayne Enterprises, i Sionis, boss come Rupert Thorne e criminali trasformati in supervillain non esistono semplicemente perché Batman ha cominciato a combatterli. Sono parte della città che ha prodotto Batman stesso.

Qui emerge però anche la contraddizione della strategia. Più il DCU rende Gotham concreta prima dell’arrivo di Bruce Wayne, più aumenta le aspettative sul Batman che dovrà abitarla. Doctor Phosphorus, Thorne, Clayface e ora il possibile riferimento a Black Mask suggeriscono un Cavaliere Oscuro che non può essere agli inizi della propria carriera. Deve essere qualcuno che ha già attraversato una parte importante della propria storia e che potrebbe conoscere molti dei criminali che il pubblico sta incontrando prima di lui.

The Brave and the Bold

Ed è precisamente ciò che può distinguere questo Batman dalle precedenti incarnazioni cinematografiche. Il DCU non sembra aver bisogno di raccontare nuovamente come Bruce Wayne diventa Batman. Potrebbe invece mostrarci cosa significa essere Batman dopo anni trascorsi a Gotham, con alleati, figli, errori, nemici e rapporti già sedimentati. Damian Wayne avrebbe molto più senso all’interno di questo scenario, così come una Bat-Family già esistente e una criminalità che non nasce improvvisamente con l’inizio del film.

Il riferimento di Lanterns a Janus Cosmetics rimane, almeno per ora, soltanto un indizio. Non conferma Black Mask in The Brave and the Bold e non dimostra che Roman Sionis sia già diventato un boss criminale. Ma è proprio la quantità crescente di indizi analoghi a renderlo interessante. DC Studios sembra costruire Batman al contrario: prima il mondo, poi l’uomo che dovrà viverci dentro.

Se questa impostazione verrà mantenuta, il vero debutto del Cavaliere Oscuro potrebbe avere qualcosa di insolito per un nuovo universo cinematografico. Quando Batman entrerà finalmente nel DCU, non avremo la sensazione di assistere alla nascita di Gotham insieme a lui. Potremmo avere invece l’impressione che Gotham sia sempre stata lì, piena di storie, criminali e cicatrici che Bruce Wayne conosce da molto più tempo di noi. E l’insegna dimenticata di Janus Cosmetics potrebbe essere soltanto una delle prime prove di quanto di quella storia sia già accaduto fuori dallo schermo.

Redazione
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