Lanterns, episodio 3: spiegazione del finale. Svelato l’oscuro piano dei Guardiani per Hal Jordan

-

Lanterns utilizza il terzo episodio per fare qualcosa di più ambizioso del semplice racconto delle origini di John Stewart: prende il rapporto tra i due protagonisti e ne modifica radicalmente il significato. Dopo aver introdotto Sinestro e aver lasciato emergere i dubbi dei Guardiani sull’affidabilità di Hal Jordan, la serie di HBO Max porta finalmente lo spettatore dentro la storia personale di John, mostrando che il suo destino come Green Lantern non è nato per caso. Al contrario, è stato preparato per anni, quasi come se qualcuno avesse deciso molto tempo prima quale sarebbe stato il suo posto nel Corpo.

Questa rivelazione cambia anche il modo in cui bisogna leggere la tensione tra Hal e John. Se nei primi episodi Jordan sembrava semplicemente infastidito dalla presenza di un nuovo collega destinato a diventare il suo allievo, ora sappiamo che la questione è molto più grave: John è stato scelto dai Guardiani come suo sostituto fin dall’inizio. Dietro il conflitto tra i due, dunque, non c’è soltanto una differenza generazionale o caratteriale, ma una manipolazione deliberata. E mentre John è stato educato a non avere paura, Hal continua a essere legato proprio all’uomo che i Guardiani considerano responsabile della crisi di fiducia nei confronti del Green Lantern Corps: Sinestro.

Le origini di John Stewart rivelano che il suo destino come Green Lantern era stato preparato fin dall’infanzia

Il terzo episodio di Lanterns abbandona temporaneamente la dimensione investigativa legata agli eventi della storia principale per concentrarsi quasi interamente su John Stewart. È attraverso una serie di flashback che la serie ricostruisce un destino cominciato quando il personaggio era ancora bambino. John aveva appena cinque anni quando sua madre scoprì che il futuro del figlio avrebbe potuto essere legato ai Green Lantern. Il primo elemento sorprendente riguarda infatti suo padre: l’anello avrebbe inizialmente scelto lui, chiedendogli se avesse paura. La risposta dell’uomo, condizionata dalla sua esperienza di uomo nero in America e dal peso del razzismo, gli impedisce di accettare quella possibilità. L’anello passa così a Hal Jordan, trasformandolo nel primo Green Lantern umano del nuovo DCU. La madre di John, però, non dimentica ciò che è accaduto e si assicura che, quando arriverà il momento di scegliere un nuovo portatore dell’anello, suo figlio venga preso in considerazione.

Da quel momento, la vita di John assume una direzione quasi predestinata. Diventa un sergente maggiore dei Marines e costruisce la propria identità attorno alla disciplina, al controllo e alla capacità di affrontare il pericolo. Ma il percorso militare che avrebbe dovuto renderlo il candidato ideale viene distrutto proprio da Hal. Durante una missione da cecchino, John sta per eliminare il suo bersaglio quando Jordan, ubriaco, precipita dal cielo e porta via l’uomo che avrebbe dovuto uccidere. L’incidente ha conseguenze politiche e personali enormi: John viene trasformato nel capro espiatorio della vicenda e la sua carriera militare finisce. La madre prova allora a indirizzarlo verso l’arte, iscrivendolo a una scuola dove possa sviluppare quella sensibilità creativa che rappresenta una componente fondamentale del personaggio nei fumetti. John, tuttavia, non riesce a vedere questa nuova strada come un’opportunità. Per lui è soltanto l’ennesima conferma del proprio fallimento.

LanternsÈ proprio da questo fallimento che nasce il Green Lantern che i Guardiani stanno cercando. Quando finalmente lo sottopongono al loro test, non vogliono semplicemente verificare le sue capacità fisiche o militari: vogliono capire se sia capace di continuare anche quando ogni elemento sembra spingerlo verso la rinuncia. Il colloquio con la Guardian interpretata da Laura Linney è costruito per farlo arrendere prima ancora che possa dimostrare qualcosa. John, invece, resiste. Ed è questa capacità di non cedere a renderlo, agli occhi dei Guardiani, l’uomo giusto per il ruolo.

La rivelazione finale dà però un significato completamente diverso a ciò che abbiamo visto nei primi due episodi. John non viene scelto per affiancare Hal Jordan in qualità di semplice apprendista: viene scelto per sostituirlo. I Guardiani ordinano quindi a John di mantenere il segreto e di lasciare che Hal creda di doverlo soltanto addestrare. È una decisione apparentemente pragmatica, ma narrativamente è il vero detonatore del conflitto tra i due. Hal percepisce John come una minaccia alla propria posizione, mentre John sa che quella minaccia esiste davvero, ma non può spiegargli perché.

Il rapporto tra i due Green Lantern nasce così da una menzogna istituzionale. E questo è probabilmente il dettaglio più importante dell’episodio: Lanterns non sta semplicemente mettendo insieme due eroi incompatibili, sta mostrando come un’autorità superiore abbia costruito deliberatamente le condizioni perché entrassero in conflitto.

Paura, fallimento e sostituzione: John Stewart è l’opposto di Hal Jordan molto più di quanto sembri

La storia di John Stewart assume il suo significato più interessante quando si considera il ruolo della paura all’interno del mito dei Green Lantern. L’anello non sceglie semplicemente chi non ha paura, ma chi è capace di affrontarla. L’episodio costruisce John proprio attorno a questa idea, trasformando una serie di esperienze traumatiche e fallimenti personali nella prova della sua forza. La sua carriera militare finisce, il rapporto con la propria identità si spezza e persino il percorso artistico suggerito dalla madre non riesce inizialmente a offrirgli una nuova direzione. Eppure John continua. È questa perseveranza, più che la sua capacità di essere coraggioso in senso tradizionale, a renderlo degno dell’anello.

Il contrasto con Hal è evidente. Jordan è già un Green Lantern affermato, ma il suo rapporto con il potere è diventato ambiguo proprio perché è legato a una storia personale che i Guardiani non riescono più a controllare. Sinestro non è soltanto un vecchio alleato diventato nemico: è stato il mentore di Hal, una figura quasi paterna, e il legame emotivo tra i due non sembra essere completamente scomparso. Hal è riuscito a fermarlo, ma non è riuscito a cancellare ciò che Sinestro rappresenta nella sua vita. Per i Guardiani, questa ambivalenza è sufficiente a trasformarlo da risorsa a possibile rischio.

John rappresenta quindi una forma diversa di eroismo. Non è l’uomo che non ha mai fallito, ma quello che è stato definito dai propri fallimenti e ha continuato comunque a cercare una strada. In questo senso, il fatto che venga scelto per sostituire Hal non è soltanto una decisione narrativa: è un giudizio sul modello di Green Lantern incarnato da Jordan. Il vecchio eroe è diventato troppo compromesso dal proprio passato; il nuovo è ancora abbastanza libero da poter essere plasmato.

Ed è qui che entra in gioco anche il tema del controllo. I Guardiani non stanno soltanto scegliendo John: stanno costruendo il suo percorso. Lo hanno individuato quando era bambino, hanno osservato la sua crescita e infine gli hanno imposto un ruolo senza dirgli fino in fondo quale sarebbe stato il prezzo. La stessa istituzione che pretende di difendere l’ordine dell’universo decide quindi di manipolare i propri agenti. La contraddizione è importante perché impedisce di leggere i Guardiani come figure semplicemente sagge o benevole.

Il loro comportamento introduce una delle tensioni più interessanti della serie: quanto può essere affidabile un’autorità che costruisce la verità attraverso omissioni e manipolazioni? John viene scelto perché è determinato, ma viene immediatamente inserito in una situazione nella quale non può essere completamente onesto con Hal. La sua prima responsabilità come Green Lantern nasce quindi da un segreto.

Anche Sinestro si inserisce perfettamente in questa dinamica. Se i Guardiani temono che Hal possa essere ancora influenzato dal suo vecchio mentore, il problema non è soltanto capire cosa voglia Sinestro, ma stabilire quanto Jordan sia ancora legato a lui. La serie sembra così suggerire che il vero conflitto non sarà necessariamente tra eroi e villain, ma tra diverse concezioni della fiducia.

Sinestro, i Guardiani e la struttura da detective story spiegano perché Lanterns sta costruendo il DCU in modo diverso

La presenza di Sinestro permette a Lanterns di ampliare la propria storia oltre la semplice introduzione dei Green Lantern. La serie sta costruendo un racconto nel quale la componente cosmica del fumetto viene filtrata attraverso una struttura da crime drama e da detective story. La domanda non è soltanto chi abbia ragione, ma chi stia manipolando chi. L’indagine sugli eventi che coinvolgono Hal e John procede così insieme alla progressiva scoperta dei segreti del Corpo, dei Guardiani e del passato di Sinestro.

In questo contesto, la Guardian interpretata da Laura Linney diventa una figura particolarmente significativa. Il suo personaggio rappresenta l’autorità del Corpo ma, allo stesso tempo, è proprio lei a comunicare a John che il suo compito reale è sostituire Hal. La serie non chiarisce ancora quale Guardian sia, lasciando aperta la possibilità che possa trattarsi di una figura proveniente dalla mitologia fumettistica, come Sayd, ma ciò che conta maggiormente è la funzione che ricopre nella narrazione: è il volto di un sistema che decide il destino dei propri eroi dall’alto.

Anche il fatto che i Guardiani siano i creatori dei Manhunters e del Green Lantern Corps acquista maggiore peso in questa nuova prospettiva. La loro presenza nel DCU non sembra destinata a essere puramente mitologica. Al contrario, Lanterns li introduce come un potere politico e istituzionale capace di prendere decisioni che hanno conseguenze dirette sulla vita degli esseri umani. John Stewart diventa così parte di un sistema molto più grande di lui, nel quale l’anello rappresenta il potere ma anche l’appartenenza a un’organizzazione con le proprie regole.

È un’impostazione particolarmente coerente con il tono scelto per la serie. Invece di presentare immediatamente la mitologia dei Green Lantern come un universo dominato da battaglie cosmiche, Lanterns preferisce partire dai personaggi, dai loro traumi e dai rapporti di potere. Hal è un eroe che nasconde ferite e contraddizioni; John è un uomo che deve ricostruire la propria identità dopo aver perso tutto ciò che pensava lo definisse; Sinestro è un mentore diventato nemico che continua a esercitare un’influenza sul protagonista.

Il risultato è una mitologia supereroistica raccontata attraverso il linguaggio del thriller. Ed è proprio questo che rende la questione della sostituzione di Hal più importante di quanto sembri. Non si tratta soltanto di stabilire chi indosserà l’anello, ma di capire se il Corpo sia capace di riconoscere davvero il valore dei propri membri oppure se continui a manipolarli per mantenere il controllo.

Aaron Pierre come john stewart in Lanterns
Credit: John Johnson/HBO

La scelta di John Stewart potrebbe essere il primo passo verso la rottura tra Hal, Sinestro e i Guardiani

La rivelazione dell’episodio 3 prepara inevitabilmente il terreno per il futuro di Lanterns. Ora John sa di essere stato scelto per prendere il posto di Hal, ma Jordan non conosce ancora la verità. Questo segreto non può rimanere senza conseguenze, soprattutto perché Hal ha già dimostrato di avere un rapporto irrisolto con Sinestro. La domanda centrale diventa quindi quanto tempo potrà trascorrere prima che Jordan scopra di essere stato progressivamente sostituito senza che nessuno glielo dicesse.

La situazione potrebbe inoltre trasformare John da possibile antagonista di Hal a suo principale alleato. Se i Guardiani hanno deliberatamente creato una rivalità tra i due, la scoperta della verità potrebbe portarli a riconoscere di essere stati entrambi utilizzati. In quel momento, la vera frattura potrebbe non essere più tra i due Green Lantern, ma tra loro e l’istituzione che li ha messi l’uno contro l’altro.

Ed è proprio questo il punto che rende il terzo episodio particolarmente importante per il nuovo DCU. John Stewart non viene introdotto soltanto come un nuovo supereroe, ma come qualcuno destinato a mettere in discussione il sistema che dovrebbe rappresentare. Il suo percorso parte dalla paura, attraversa il fallimento e arriva alla determinazione, ma il vero test potrebbe essere un altro: capire se sia possibile essere un Green Lantern senza diventare semplicemente uno strumento dei Guardiani.

Hal, John e Sinestro si trovano così ai vertici di un triangolo fondato sulla fiducia e sul tradimento. Sinestro potrebbe ancora manipolare Hal, i Guardiani potrebbero aver manipolato John e Hal potrebbe a sua volta nascondere qualcosa che ancora non conosciamo. Lanterns sembra suggerire che, in un universo costruito attorno alla forza di volontà, il potere più difficile da esercitare non sia quello dell’anello, ma quello di scegliere autonomamente a chi credere.

La vera origine di John Stewart, quindi, non è soltanto la storia di come un uomo sia diventato Green Lantern. È la storia di come un’istituzione abbia scelto il proprio successore molto prima che il precedente eroe fosse pronto a lasciargli il posto. E se Lanterns continuerà a seguire questa direzione, il conflitto tra Hal e John potrebbe essere soltanto la conseguenza visibile di una crisi molto più profonda: quella di un Corpo che non si fida più dei propri eroi.

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice e Direttore Responsabile di Cinefilos.it dal 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
- Pubblicità -

ALTRE STORIE

- Pubblicità -