A distanza di anni dalla cancellazione, Tenebre e Ossa continua a sembrare uno dei più evidenti casi di occasione mancata per Netflix. La serie fantasy tratta dai romanzi del Grishaverse di Leigh Bardugo si è fermata dopo appena due stagioni, proprio mentre il mercato dello streaming si stava preparando a una nuova esplosione del fantasy e, soprattutto, del cosiddetto romantasy. Un contesto che oggi rende quella decisione ancora più difficile da ignorare.
Tenebre e Ossa arrivò in un momento particolarmente complicato per l’industria. La pandemia e, successivamente, gli scioperi di Hollywood del 2023 rallentarono e sconvolsero le produzioni, mentre Netflix decise infine di non procedere con una terza stagione. La cancellazione bloccò anche un progetto spin-off dedicato a Six of Crows, per il quale lo showrunner Eric Heisserer aveva già confermato l’esistenza di otto sceneggiature complete.
Il punto, però, è che oggi Tenebre e Ossa appare molto più contemporanea di quanto non sembrasse al momento della sua uscita. La serie aveva già costruito una miscela di fantasy epico, romance, intrigo politico e personaggi moralmente ambigui che negli ultimi anni è diventata centrale nell’industria. Netflix aveva quindi tra le mani un universo che anticipava perfettamente la nuova corsa alle trasposizioni fantasy-romance, ma lo ha abbandonato prima che quel mercato esplodesse davvero.
Tenebre e Ossa aveva già costruito il tipo di universo fantasy che oggi tutti cercano
La serie seguiva inizialmente Alina Starkov, interpretata da Jessie Mei Li, una giovane cartografa che scopre di possedere un potere rarissimo: la capacità di evocare la luce del sole. Una forza potenzialmente in grado di distruggere la Faglia, l’enorme barriera di oscurità che divide il regno di Ravka. La scoperta trascina Alina all’interno di un sistema fatto di eserciti, potere politico e Grisha, individui capaci di manipolare diverse forme di materia attraverso abilità apparentemente magiche.
Al centro della sua storia c’era anche il rapporto con il Generale Kirigan, il Darkling interpretato da Ben Barnes, personaggio capace di muoversi continuamente tra fascino romantico e minaccia. Ma una delle intuizioni più importanti della serie fu quella di non limitarsi alla trilogia principale della Bardugo.
Heisserer decise infatti di introdurre fin dalla prima stagione Kaz Brekker, Inej Ghafa e Jesper Fahey, protagonisti della successiva duologia Six of Crows. La scelta consentì a Netflix di fondere diverse linee narrative del Grishaverse e di preparare potenzialmente un franchise composto da più serie.
Ed è proprio qui che la cancellazione pesa maggiormente. Six of Crows è una delle parti più amate dell’universo letterario di Leigh Bardugo e lo spin-off avrebbe potuto sviluppare ulteriormente personaggi come Kaz, Inej, Jesper, Nina, Matthias e Wylan. La produzione aveva già fatto una parte consistente del lavoro necessario per trasformare il Grishaverse in un universo televisivo più ampio.
Nel frattempo, il mercato è cambiato. Il successo editoriale del romantasy e la crescita di BookTok hanno spinto studi e piattaforme a investire pesantemente in opere che combinano fantasy e relazioni sentimentali. Prime Video sta sviluppando Fourth Wing di Rebecca Yarros, mentre Netflix ha acquisito i diritti di Quicksilver di Callie Hart e diversi altri studi stanno lavorando su saghe come Powerless, Lightlark e Divine Rivals.
Shadow and Bone possedeva già molti degli elementi che oggi rendono questi titoli particolarmente appetibili: romance tormentate, mondi fantasy riconoscibili, giovani protagonisti, intrighi politici e una mitologia sufficientemente ampia da sostenere più storie.
Naturalmente è impossibile sapere se una terza stagione avrebbe trasformato la serie in un fenomeno più grande. I costi elevati del fantasy televisivo e la necessità di mantenere un pubblico consistente rimangono fattori decisivi per qualsiasi piattaforma. Ma guardando alla direzione presa oggi dall’industria, è difficile non avere la sensazione che Netflix abbia abbandonato Tenebre e Ossa proprio poco prima che il mercato diventasse ideale per lei.


