Disney+ potrebbe avere tra le mani una delle espansioni fantasy più interessanti del suo catalogo. The Kane Chronicles, adattamento della trilogia di Rick Riordan attualmente in fase di sviluppo, porterebbe sullo schermo una storia ambientata nello stesso universo narrativo di Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo, ma costruita intorno alla mitologia egizia. Il progetto non ha ancora ricevuto un ordine ufficiale per una serie: dopo l’abbandono del precedente adattamento cinematografico sviluppato da Netflix, i diritti sono passati a Disney e Riordan e Angela Robinson hanno lavorato nell’ultimo anno a sceneggiature di prova, ora al vaglio dei dirigenti.
Ma è proprio la natura di The Kane Chronicles a rendere il progetto molto più interessante di un semplice spin-off spirituale di Percy Jackson. Carter e Sadie Kane non sono semidei e il loro rapporto con le divinità funziona secondo regole completamente diverse. I due diventano infatti ospiti umani di Horus e Iside, creando una relazione tra uomo e dio che, pur partendo dalla narrativa per ragazzi di Riordan, presenta inevitabili punti di contatto con un’altra serie già passata da Disney+: Moon Knight. Non perché le due storie raccontino lo stesso tipo di personaggi, ma perché entrambe trasformano il rapporto con le divinità egizie in qualcosa di molto più intimo della semplice appartenenza a un pantheon: il dio entra letteralmente nella vita e nel corpo dell’essere umano, concedendogli potere ma chiedendo qualcosa in cambio.
The Kane Chronicles racconta Carter e Sadie Kane e trasforma la mitologia egizia in un’avventura diversa da Percy Jackson
La storia parte da Carter e Sadie Kane, fratello e sorella cresciuti separatamente e figli dell’egittologo Julius Kane. Quando il padre scompare, i due finiscono coinvolti in una realtà che fino a quel momento apparteneva apparentemente soltanto ai libri di storia: scoprono di discendere da alcune delle più importanti dinastie faraoniche e di possedere un legame eccezionalmente potente con la magia egizia. Il loro percorso li conduce verso la Casa della Vita, l’organizzazione che governa la comunità dei maghi, e soprattutto verso un sistema nel quale dèi, magia e storia dell’antico Egitto continuano a esistere nel mondo contemporaneo.
È qui che The Kane Chronicles comincia immediatamente a distinguersi da Percy Jackson. Percy scopre di essere figlio di Poseidone e la sua identità di semidio determina ciò che è e i poteri che possiede. Carter e Sadie, invece, non sono figli biologici delle divinità. La mitologia egizia costruita da Riordan prevede che determinati maghi possano diventare ospiti di una divinità, permettendole di condividere il loro corpo e accedendo in cambio a capacità straordinarie. Carter viene legato a Horus, mentre Sadie diventa l’ospite di Iside.
La differenza sembra tecnica, ma modifica completamente il tipo di conflitto. Percy deve imparare ad accettare la propria origine divina; i Kane devono capire quanto spazio concedere alla divinità che portano dentro di loro. Il potere non deriva soltanto da ciò che sono, ma dalla relazione che instaurano con un’altra presenza dotata di volontà, obiettivi e interessi propri. Di conseguenza, utilizzare quel potere significa continuamente negoziare con qualcosa di immensamente più antico e potente di loro.
È questo meccanismo a rendere The Kane Chronicles familiare per chi ama Percy Jackson, ma sufficientemente diverso da non sembrare semplicemente la stessa formula trasferita dall’Olimpo alle piramidi.
Il legame tra Carter, Sadie e gli dèi egizi ricorda Moon Knight, ma nasconde una differenza fondamentale
Il paragone con Moon Knight nasce soprattutto da questa dinamica. Nella serie Marvel, Khonshu sceglie Marc Spector come proprio avatar e gli concede capacità sovrumane affinché possa agire nel mondo degli uomini. Anche Carter e Sadie diventano, in modo differente, manifestazioni fisiche attraverso le quali Horus e Iside possono esercitare il proprio potere. In entrambi i casi, quindi, l’essere umano non osserva semplicemente il soprannaturale: diventa il luogo nel quale umano e divino devono convivere.
Il parallelo deve però fermarsi qui. Il rapporto di Marc Spector con Steven Grant e le altre identità è legato al disturbo dissociativo dell’identità del personaggio, che nella storia di Moon Knight esiste indipendentemente da Khonshu e ha radici nel trauma. Carter e Sadie non possiedono identità alternative: Horus e Iside sono entità soprannaturali autonome che condividono magicamente il loro corpo. Confondere i due elementi significherebbe quindi sovrapporre un dispositivo fantasy a una condizione psicologica reale che Moon Knight utilizza come parte fondamentale della costruzione di Marc.
Ciò che rende davvero simili le due storie è invece la questione del potere come patto. Khonshu non concede gratuitamente la propria forza a Marc, così come le divinità di Riordan non scelgono casualmente i propri ospiti. Dietro il rapporto esiste sempre una volontà divina e, spesso, un secondo fine. L’essere umano ottiene capacità impossibili, ma contemporaneamente rischia di diventare lo strumento attraverso cui un’entità superiore realizza i propri obiettivi.
È una differenza importante rispetto alla struttura più tradizionale di Percy Jackson. Essere figlio di Poseidone è parte dell’identità di Percy e non qualcosa che può semplicemente abbandonare. Essere l’ospite di Horus pone invece Carter davanti a un problema differente: quanto del potere che utilizza appartiene realmente a lui e quanto appartiene alla divinità che lo condivide? È qui che l’eventuale serie Disney+ potrebbe trovare una propria identità, sfruttando l’avventura adolescenziale tipica di Riordan ma introducendo un rapporto con il divino più ambiguo.
The Kane Chronicles potrebbe finalmente trasformare Percy Jackson nel centro di un vero Riordanverse televisivo
L’aspetto forse più importante dell’arrivo di The Kane Chronicles su Disney+ riguarda però il rapporto con Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo. Le due saghe letterarie non condividono soltanto lo stesso autore: esistono nello stesso universo narrativo. Riordan ha costruito negli anni una cosmologia nella quale differenti pantheon possono esistere contemporaneamente, permettendo alle proprie serie di raccontare mitologia greca, romana, egizia e norrena senza necessariamente annullarsi a vicenda.
The Kane Chronicles mantiene inizialmente una certa distanza dalle avventure di Percy, ma i due mondi finiscono effettivamente per incontrarsi. La raccolta Demigods & Magicians porta Percy e Annabeth a confrontarsi direttamente con Carter e Sadie attraverso tre racconti crossover. Nei romanzi dei Kane compaiono inoltre piccoli riferimenti al mondo di Percy Jackson, mentre l’esistenza contemporanea di più pantheon permette a Riordan di affrontare persino una delle questioni più curiose del suo universo: cosa accade alla morte quando differenti religioni e differenti concezioni dell’aldilà sono tutte reali?
Un adattamento televisivo renderebbe improvvisamente queste connessioni molto più importanti. Disney+ possiede già Percy Jackson e, qualora The Kane Chronicles ricevesse il via libera, per la prima volta due grandi rami del Riordanverse potrebbero svilupparsi contemporaneamente sulla stessa piattaforma. Non significa che un crossover sia già previsto: il progetto dei Kane non ha ancora ricevuto neppure l’ordine definitivo per la serie. Ma il materiale originale offre una strada narrativa già esistente per arrivarci.
Ed è probabilmente questa la differenza più significativa rispetto al precedente tentativo di Netflix di trasformare The Kane Chronicles in una serie di film. Su Disney+ Carter e Sadie non sarebbero soltanto i protagonisti di un nuovo adattamento fantasy: potrebbero diventare il secondo pilastro di un universo televisivo già avviato.
Se Disney+ darà il via libera, The Kane Chronicles potrà espandere Percy Jackson senza diventare semplicemente un altro Percy Jackson
Il rischio più evidente sarebbe cercare di replicare il successo di Percy Jackson cambiando soltanto il pantheon di riferimento. Ma i romanzi di Riordan possiedono già gli strumenti necessari per evitare questa strada. La mitologia egizia non è una semplice variazione estetica di quella greca: introduce una diversa concezione della magia, delle divinità e soprattutto del rapporto tra il protagonista e il potere.
È proprio qui che il confronto con Moon Knight diventa utile. Non perché Disney debba trasformare The Kane Chronicles in una versione adolescenziale della serie Marvel, ma perché il pubblico della piattaforma ha già incontrato un’interpretazione contemporanea della mitologia egizia nella quale gli dèi non sono figure lontane: intervengono, manipolano, scelgono avatar e pretendono qualcosa dagli esseri umani. Riordan parte da presupposti differenti e da un pubblico differente, ma utilizza alcune delle stesse possibilità narrative della mitologia.

Se il progetto verrà approvato, la vera opportunità per Disney+ sarà quindi evitare di pensarlo come semplice estensione commerciale di Percy Jackson. Carter e Sadie possono allargare il mondo della serie proprio perché mostrano che le regole conosciute da Percy rappresentano soltanto una parte di un universo molto più grande.
E a quel punto la prospettiva più interessante non sarebbe vedere un’altra serie di ragazzi alle prese con antiche divinità. Sarebbe scoprire che Percy Jackson non è mai stato il centro dell’universo mitologico di Rick Riordan, ma soltanto la porta attraverso cui siamo entrati.





