La storia di Helaena Targaryen si è conclusa nel finale della terza stagione di House of the Dragon con una morte che segue in larga parte quanto raccontato da George R.R. Martin in Fire & Blood. C’è però una differenza significativa: nella serie HBO è stato eliminato il ruolo di Dreamfyre, il drago di Helaena.
La scelta può sorprendere soprattutto chi conosce il libro, perché in Fire & Blood la morte della giovane Targaryen è accompagnata dal lamento disperato di Dreamfyre, che sembra comprendere perfettamente che la sua cavaliera è morta. Nella serie, invece, questo momento non viene mostrato.
Helaena si getta dalla finestra della sua stanza nella Fortezza Rossa, proprio come nella versione raccontata da Martin. Ma House of the Dragon modifica profondamente le motivazioni che portano alla sua morte, collegandole alle sue capacità di dragon dreamer. È proprio questo cambiamento a rendere comprensibile l’assenza di Dreamfyre nel momento della sua morte.
L’assenza di Dreamfyre è coerente con la storia raccontata dalla terza stagione
In Fire & Blood viene spiegato che Helaena aveva smesso di cavalcare Dreamfyre a causa della sua natura gentile e del dolore provocato dalla morte del giovane Jaehaerys. La perdita del figlio contribuisce a spingerla progressivamente lontano dal drago e dalla vita stessa.
La serie propone però una versione differente di Helaena. Anche dopo la morte del figlio, la giovane regina conserva il suo amore per la vita e per le creature viventi. Il suo desiderio è quello di lasciare King’s Landing e vivere in pace con la sua famiglia, allevando galline e prendendosi cura dei suoi figli sopravvissuti.
Il problema è che questo futuro non è realmente possibile. La visione mostrata nel settimo episodio della terza stagione suggerisce che Helaena sia destinata a rimanere a King’s Landing. Rhaenyra potrebbe sfruttare le sue capacità di dragon dreamer oppure costringerla a cavalcare Dreamfyre e partecipare alla guerra, arrivando persino a utilizzare i suoi figli come strumento di ricatto.
Helaena ama Dreamfyre, ma comprende anche quanto possa essere distruttivo il legame tra i Targaryen e i loro draghi. Per questo sceglie di mantenere le distanze. La sua morte assume quindi un significato preciso: Helaena rifiuta di permettere a Rhaenyra di controllarla e, con la sua scelta, riappropria di una libertà che le era stata negata.
La morte di Helaena doveva concentrarsi sugli esseri umani, non sui draghi
Inserire Dreamfyre nel momento della morte avrebbe modificato il centro emotivo del finale. Il silenzio lasciato dalla serie permette invece di concentrare tutta l’attenzione sulla reazione di Rhaenyra alla morte della sorella. In quel momento non sono i draghi a essere protagonisti, ma gli esseri umani e le conseguenze delle loro decisioni. Helaena ha rifiutato di continuare a essere utilizzata dalla regina e ha scelto il proprio destino.
La sua morte diventa così un messaggio rivolto direttamente a Rhaenyra: i Targaryen non sono divinità e non sono invulnerabili solo perché possono cavalcare i draghi. Possono cadere e possono bruciare. È anche per questo che la scelta di non mostrare Dreamfyre in lutto può essere considerata funzionale alla storia della terza stagione. Il dolore del drago avrebbe spostato l’attenzione proprio nel momento in cui la serie voleva concentrarsi sul cambiamento di Rhaenyra e sulla conseguenza più immediata delle sue azioni.
Dreamfyre potrebbe avere
un ruolo decisivo nella quarta stagione
L’assenza del lamento di Dreamfyre non significa necessariamente che la serie abbia eliminato questo elemento dalla storia. Al contrario, è probabile che House of the Dragon possa conservarlo per la quarta stagione. La storia potrebbe infatti riprendere quasi immediatamente dagli eventi del finale. La morte di Helaena avrà conseguenze enormi su Westeros e la terza stagione si conclude lasciando spazio al silenzio che precede la tempesta.
Il lamento di Dreamfyre potrebbe quindi arrivare all’inizio della quarta stagione, assumendo un peso ancora maggiore proprio perché il finale ha scelto di non mostrarlo. La prospettiva è particolarmente importante considerando ciò che attende King’s Landing. La popolazione si ribellerà contro Rhaenyra e uno degli eventi centrali della sua caduta sarà la Rivolta del Dragonpit.
L’insurrezione porterà alla morte di cinque draghi, tra cui Syrax, il drago della stessa Rhaenyra. Ma Dreamfyre rappresenterà la figura tragica più importante di quel momento. Nel racconto di Fire & Blood, il drago che aveva sofferto profondamente per la morte di Helaena combatte con particolare ferocia contro coloro che cercano di distruggere i draghi dei Targaryen. La sua morte provoca infine il crollo dell’intero Dragonpit.
Le rovine che vengono mostrate in Game of Thrones sono il risultato di quella distruzione. Conservare la sofferenza di Dreamfyre per la quarta stagione permetterebbe quindi alla serie di costruire progressivamente quel momento.
Helaena dimostra che il legame tra Targaryen e draghi può essere distruttivo
La scelta narrativa relativa a Dreamfyre assume anche un significato più ampio all’interno della saga. Uno degli elementi che distingue Helaena della serie dalla versione di Fire & Blood è proprio la sua consapevolezza del rapporto pericoloso tra i Targaryen e i loro draghi. Helaena ama le creature viventi e ama Dreamfyre, ma comprende che cavalcare un drago può modificare profondamente chi lo fa. Non vuole essere cambiata.
Questa idea non viene espressa nello stesso modo nel libro di Martin, ma assume un’importanza particolare se si considera l’intera storia di Game of Thrones. I Targaryen finiscono per considerarsi quasi divini perché possiedono i draghi. Il potere di queste creature li porta a sentirsi invincibili e intoccabili, dimenticando quanto possano essere distruttive.
La terza stagione mostra questo stesso concetto attraverso Daemon durante la Battaglia di Tumbleton. Il personaggio ha dato per scontata la potenza dei draghi e arriva a comprendere troppo tardi le conseguenze di questo potere.
I draghi diventano così una rappresentazione delle illusioni di grandezza dei Targaryen. House of the Dragon ha insistito molto su questo tema durante la terza stagione, mostrando come il potere dei draghi possa trasformare coloro che lo possiedono.
Rhaenyra ha permesso che il potere dei suoi draghi cambiasse il suo modo di essere, proprio come farà Daenerys più di un secolo dopo. I Targaryen e i loro draghi sono necessari per difendere Westeros dalla minaccia proveniente dal Nord, ma rimane una domanda inquietante: chi difenderà Westeros dai Targaryen e dai loro draghi? Scegliendo di sottrarsi a quel ciclo, Helaena è riuscita almeno in parte a trovare una via d’uscita.


Dreamfyre potrebbe avere
un ruolo decisivo nella quarta stagione