Rhaenyra al punto di non ritorno: ecco cosa significa davvero la morte di SPOILER in House of the Dragon – Stagione 3

ATTENZIONE - Spoiler dal finale di House of the Dragon - Stagione 3.

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La morte di Helaena Targaryen nel finale di House of the Dragon – Stagione 3 segna uno dei momenti più importanti nella trasformazione di Rhaenyra. La regina, ormai sempre più spietata nella sua lotta per il Trono di Spade, ha infatti oltrepassato una linea dalla quale, secondo Emma D’Arcy, non può più tornare indietro. La perdita di Helaena non rappresenta quindi soltanto una nuova tragedia nella Danza dei Draghi, ma rivela definitivamente quanto Rhaenyra sia ormai distante dalla sovrana che aveva cercato di essere.

La conferma arriva dalle dichiarazioni di Emma D’Arcy a TVLine, nelle quali l’interprete di Rhaenyra analizza il significato della morte di Helaena. La giovane Targaryen era incinta quando si è tolta la vita dopo essere stata tenuta isolata da Rhaenyra come prigioniera di guerra. Per D’Arcy, Helaena rappresentava uno degli ultimi personaggi rimasti moralmente incontaminati nonostante la vicinanza al potere. La sua morte diventa così il momento in cui la progressiva deriva di Rhaenyra assume una forma definitiva.

Il dettaglio più significativo arriva però nell’ultima scena: Rhaenyra si trova davanti alla finestra dalla quale Helaena è caduta e, invece di mostrare dolore o rimorso, la chiude semplicemente, quasi volesse cancellare ciò che è appena accaduto. È un gesto piccolo ma estremamente eloquente, soprattutto se messo a confronto con il rapporto che Rhaenyra aveva avuto con il padre Viserys. Dopo aver cercato inizialmente di seguire l’approccio più moderato del re, la protagonista sembra ormai aver abbandonato quella parte di sé. La domanda non è più se Rhaenyra sia disposta a sacrificare la propria morale per il potere, ma quanto lontano sarà disposta a spingersi.

La morte di Helaena segna la trasformazione definitiva di Rhaenyra in House of the Dragon – Stagione 3

Helaena TargaryenHelaena assume in questo senso un ruolo fondamentale nell’equilibrio morale della serie. La sua vicinanza alla corte e al potere non aveva cancellato la sua capacità di rimanere estranea alle logiche più crudeli della guerra. Proprio per questo, la sua morte ha un peso diverso rispetto alle numerose perdite che hanno caratterizzato la Danza dei Draghi: non scompare soltanto un personaggio importante, ma viene meno una delle ultime figure capaci di rappresentare un’alternativa alla spirale di violenza in cui sono precipitati i Targaryen.

La lettura di D’Arcy porta quindi a considerare la morte di Helaena come una condanna narrativa per Rhaenyra. La protagonista aveva ancora la possibilità di essere percepita come una sovrana capace di diplomazia e moderazione, ma le sue decisioni l’hanno progressivamente allontanata da quella prospettiva. La morte di Helaena rende questo cambiamento visibile anche agli altri personaggi e soprattutto ad Alicent, sua madre. Il rapporto tra le due donne rischia infatti di essere compromesso in modo irreversibile, aggiungendo un’ulteriore frattura alla già devastata relazione tra le due fazioni.

Il confronto con Viserys rende il passaggio ancora più significativo. Rhaenyra aveva cercato di raccogliere l’eredità di un padre ricordato come un sovrano relativamente pacifico, ma la guerra per il trono l’ha progressivamente costretta ad adottare gli stessi meccanismi di potere che aveva inizialmente cercato di combattere. Nel finale della terza stagione, quel conflitto sembra ormai concluso: Rhaenyra non è più davanti alla scelta tra il potere e la propria moralità, perché ha già scelto.

La direzione narrativa indicata da questo finale appare dunque particolarmente cupa. La perdita di Helaena potrebbe isolare ulteriormente Rhaenyra proprio nel momento in cui la sua posizione richiede alleanze e consenso. E se Helaena rappresentava davvero il “cuore morale” della storia, come sostiene D’Arcy, la sua scomparsa lascia un vuoto che non riguarda soltanto Alicent o la famiglia Targaryen: riguarda l’intero equilibrio etico della serie.

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice e Direttore Responsabile di Cinefilos.it dal 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
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