Scissione 3 continuerà una delle caratteristiche che hanno reso unica la serie Apple TV

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La terza stagione di Scissione non sembra intenzionata a limitarsi a riprendere esattamente dove si era fermata la precedente. Zach Cherry, interprete di Dylan G. nella serie Apple TV, ha anticipato che il prossimo capitolo sarà ancora una volta sensibilmente diverso da ciò che il pubblico ha già visto, confermando una scelta creativa che ha accompagnato la serie fin dal suo debutto.

Intervistato in esclusiva da ScreenRant, Cherry ha spiegato di aspettarsi una terza stagione differente dalla seconda, così come la seconda era stata molto diversa dalla prima. L’attore non ha naturalmente fornito dettagli sulla trama, ma si è detto «molto, molto, molto entusiasta» di ciò che sta prendendo forma. Le sue parole si collegano anche alle precedenti dichiarazioni del responsabile della programmazione Apple TV Matt Cherniss, che aveva anticipato per Scissione 3 una storia ancora più ampia e ambiziosa.

È un’indicazione più importante di quanto possa sembrare. Severance ha costruito buona parte della propria identità proprio sulla capacità di modificare continuamente il perimetro della storia senza perdere il suo nucleo concettuale. La prima stagione era soprattutto un inquietante mistero aziendale confinato negli uffici Lumon; la seconda ha cominciato invece ad allargare il mondo esterno, le implicazioni della procedura di separazione e la dimensione emotiva dei suoi protagonisti. Se questa progressione continuerà, la stagione 3 potrebbe cambiare ancora una volta prospettiva invece di trasformare la serie in una semplice reiterazione dei suoi misteri.

Scissione 3 sembra voler cambiare ancora le regole del mondo di Lumon

Scissione

La scelta avrebbe perfettamente senso considerando il punto in cui si è conclusa la seconda stagione. Mark S. e Helly R. hanno ormai superato una soglia che rende sempre più difficile mantenere la storia confinata nelle dinamiche apparentemente controllate del piano separato della Lumon. Le conseguenze delle loro decisioni potrebbero costringere la serie a esplorare nuovi ambienti, nuove gerarchie e soprattutto nuovi livelli del sistema che fino a questo momento sono rimasti nascosti.

Anche Dylan e Irving potrebbero diventare decisivi in questa evoluzione. Fin dall’inizio Scissione ha utilizzato i quattro dipendenti del Macrodata Refinement come differenti modi di interrogare il rapporto tra identità, memoria e libertà. Più il confine tra “innie” e “outie” si è fatto fragile, più la serie ha smesso di essere soltanto una satira del lavoro contemporaneo per trasformarsi in un racconto sulla possibilità stessa di possedere la propria identità.

Scissione - Stagione 2, episodio 9

È anche per questo che il cambiamento evocato da Cherry non dovrebbe essere interpretato semplicemente come un aumento della scala produttiva. Scissione ha già dimostrato di poter passare dalla commedia nera al thriller cospirativo, dal dramma psicologico alla fantascienza surreale senza perdere coerenza. Una terza stagione realmente diversa potrebbe quindi significare soprattutto un ulteriore spostamento del punto di vista e delle regole narrative attraverso cui il pubblico comprende Lumon.

La produzione della terza stagione è attualmente in corso, con Ben Stiller ancora fortemente coinvolto come produttore esecutivo. Apple TV non ha ancora annunciato una data ufficiale di uscita, ma dopo la lunga attesa che aveva separato le prime due stagioni la macchina produttiva sembra essersi rimessa in movimento con maggiore rapidità. E per una serie costruita sull’orrore della routine, continuare a rifiutare qualsiasi formula prevedibile potrebbe essere ancora una volta la scelta più coerente possibile.

Redazione
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