Summer H. Howell spiega i poteri di Carrie nella serie di Mike Flanagan

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Summer H. Howell, interprete di Carrie White nella nuova serie di Mike Flanagan  (leggi qui la nostra recensione), ha raccontato come sono stati sviluppati i poteri telecinetici della protagonista e quale percorso emotivo accompagnasse la loro scoperta. Disponibile su Prime Video dall’8 ottobre 2026, la serie aggiorna il romanzo di Stephen King al presente, introducendo anche elementi contemporanei come il cyberbullismo.

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In un’intervista con ScreenRant, Howell ha spiegato di aver lavorato direttamente con Flanagan sulla progressiva evoluzione dei poteri di Carrie. L’attrice ha descritto un personaggio che passa dalla paura all’accettazione delle proprie capacità, fino a sviluppare nei loro confronti un rapporto ambivalente. “Quando si tratta dei movimenti delle mani e cose del genere, penso che la mia versione di Carrie abbia una certa grazia quando usa le mani, perché a volte non ne ha bisogno. I suoi poteri derivano dalla mente. Mike e io ne abbiamo parlato parecchio e mi sono divertita molto a creare il suo percorso: avere paura dei suoi poteri, poi entrarci in sintonia, allenarli e iniziare ad amarli, pur odiandoli allo stesso tempo, e capire come li utilizza e il senso di colpa che può derivarne. Ci siamo divertiti moltissimo. Abbiamo cercato di usare effetti pratici quando possibile, quindi spesso era una questione di tempismo: io facevo una determinata cosa e poi loro dovevano intervenire, per esempio spegnendo gli irrigatori o facendo esplodere delle bottiglie al momento giusto. È stato davvero fantastico.”

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La scelta è interessante perché trasforma la telecinesi in qualcosa di più della semplice manifestazione visiva dei poteri di Carrie. Flanagan e Howell sembrano averla concepita come una componente del suo percorso psicologico: i gesti diventano un linguaggio corporeo che cambia insieme alla protagonista. Il fatto che Carrie non abbia realmente bisogno di muovere le mani rende inoltre questa gestualità una scelta interpretativa, utile a mostrare il rapporto sempre più complesso tra la ragazza e una forza che inizialmente non comprende.

La telecinesi di Carrie diventa un percorso tra paura, controllo e colpa

Nel romanzo di Stephen King, la telecinesi è inseparabile dall’isolamento e dalla repressione subiti da Carrie. La serie sembra approfondire questa dimensione mostrando il passaggio dalla paura alla consapevolezza. L’aspetto più interessante è proprio l’ambivalenza descritta da Howell: Carrie può arrivare ad amare il proprio potere perché rappresenta finalmente una forma di controllo, mentre allo stesso tempo ne teme le conseguenze.

Per rendere credibili queste capacità, la produzione ha inoltre fatto ricorso agli effetti pratici quando possibile. Howell doveva eseguire movimenti perfettamente sincronizzati con interventi realizzati dalla troupe fuori campo, come l’attivazione o lo spegnimento degli irrigatori e l’esplosione di bottiglie. È un approccio che permette all’attrice di reagire fisicamente agli effetti che il pubblico vedrà sullo schermo, invece di affidare ogni manifestazione della telecinesi alla post-produzione.

Summer H. Howell in Carrie
Summer H. Howell in Carrie. Cortesia di Prime Video

La nuova Carrie arriva così con un’eredità particolarmente pesante. Il film di Brian De Palma del 1976, interpretato da Sissy Spacek, resta il riferimento più celebre e vanta ancora oggi un 94% di recensioni positive su Rotten Tomatoes, mentre la serie di Flanagan si è attestata all’86%. La sfida per Howell e Flanagan è quindi ridefinire un personaggio già iconico senza limitarsi a replicare ciò che il cinema ha fatto cinquant’anni fa. E la scelta di rendere i poteri parte integrante della sua evoluzione emotiva sembra indicare proprio questa direzione.

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Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
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