VisionQuest cambierà radicalmente Ultron: il motivo della sua forma umana è più concreto di quanto sembri

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VisionQuest riporterà Ultron nel Marvel Cinematic Universe a più di dieci anni da Avengers: Age of Ultron, ma il villain interpretato da James Spader avrà un aspetto molto diverso da quello che il pubblico ricorda. Nella nuova serie Marvel, infatti, Ultron apparirà principalmente in forma umana, e lo showrunner Terry Matalas ha finalmente spiegato cosa si nasconde dietro questa particolare scelta creativa.

Parlando con Polygon, Matalas ha assicurato che VisionQuest offrirà comunque “molta azione robotica” e ha ricordato come uno dei principali riferimenti della serie sia proprio l’ultimo confronto tra Visione e Ultron in Age of Ultron. Il suo obiettivo, però, era soprattutto mettere Paul Bettany e James Spader realmente uno di fronte all’altro, sfruttando direttamente le capacità interpretative dei due attori anziché affidare costantemente Ultron alla CGI.

Dietro la trasformazione c’è quindi anche una ragione produttiva: mantenere un personaggio completamente digitale per gran parte della serie sarebbe stato estremamente costoso. Ma per Matalas il problema non è soltanto economico. Uno Ultron interamente in CGI non avrebbe potuto restituire con la stessa precisione le espressioni di Spader, che secondo lo showrunner può comunicare moltissimo anche attraverso il semplice movimento di un sopracciglio.

La forma umana di Ultron permetterà a VisionQuest di esplorare il suo rapporto con Visione

La scelta assume ancora più significato considerando il modo in cui VisionQuest riporterà in scena il villain. Sebbene Visione avesse distrutto l’ultimo corpo di Ultron nel finale di Avengers: Age of Ultron, la serie rivelerà che la sua coscienza è sopravvissuta all’interno di Visione, trasformando il loro nuovo confronto in qualcosa di molto più intimo rispetto a una semplice rivincita tra supereroe e antagonista.

Il trailer ha già mostrato brevemente Ultron nel suo classico aspetto robotico prima che il personaggio assuma l’avatar umano di James Spader. Questa versione appare come una sorta di eccentrica figura paterna, barbuta e apparentemente più affabile, anche se le immagini hanno già chiarito che fidarsi di lui sarebbe probabilmente un grave errore.

Spader aveva inoltre anticipato che Ultron non è rimasto semplicemente inattivo durante tutti questi anni. Intrappolato nella sua particolare “prigione”, avrebbe avuto accesso a Internet, televisione e storia, trascorrendo il tempo ad assorbire informazioni e persino a dipingere. Un’esistenza che potrebbe aver modificato profondamente la personalità incontrata dagli Avengers nel 2015.

VisionQuest

L’attore ha descritto anche il rapporto con Visione come una combinazione di amore e odio, mentre Ultron sarebbe sostanzialmente disinteressato alle altre intelligenze artificiali che popoleranno la serie. VisionQuest riunirà infatti diverse AI legate alla storia del MCU: James D’Arcy sarà J.A.R.V.I.S., Orla Brady interpreterà F.R.I.D.A.Y., Emily Hampshire sarà E.D.I.T.H., Henry Lewis D.U.M.-E e Jonathan Sayer U.

La forma umana di Ultron diventa quindi uno strumento narrativo oltre che produttivo. Matalas sembra voler spostare l’attenzione dalla spettacolarità del villain robotico al confronto psicologico tra creatore e creatura, padre e figlio, permettendo soprattutto a Bettany e Spader di sostenere direttamente alcune delle scene centrali della serie. Resta da capire se Ultron rimarrà confinato in questa dimensione digitale oppure riuscirà nuovamente a ottenere un corpo nel mondo reale.

VisionQuest debutterà il 14 ottobre su Disney+ e concluderà la trilogia televisiva iniziata con WandaVision e proseguita con Agatha All Along.

Redazione
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