Maschi Veri 2, recensione: la mascolinità è ancora un cantiere aperto

Dal 7 ottobre Mattia, Massimo, Riccardo e Luigi tornano a raccontare le loro disavventure di vita.

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Maschi si nasce, uomini si diventa. La seconda stagione di Maschi Veri, disponibile dal 7 ottobre in esclusiva su Netflix, riparte proprio da questa premessa un po’ trita ma innegabilmente vera: rimette al centro Mattia, Massimo, Riccardo e Luigi, interpretati da Maurizio Lastrico, Matteo Martari, Francesco Montanari e Pietro Sermonti. Dopo il percorso di “decostruzione” affrontato nella prima stagione, i quattro amici sono convinti di avere finalmente acquisito gli strumenti necessari per muoversi con maggiore consapevolezza nel complicato universo della mascolinità contemporanea.

Naturalmente, la teoria è una cosa e la vita quotidiana un’altra. Le loro certezze vengono rapidamente messe alla prova da nuovi equilibri sentimentali, cambiamenti personali e relazioni che continuano a sfuggire a qualsiasi manuale di comportamento. I quattro protagonisti sono ancora goffi, spesso fuori posto e talvolta incapaci di leggere correttamente le situazioni, però il loro legame appare più solido che mai. Ed è proprio l’amicizia a rappresentare il filo conduttore più efficace della nuova stagione.

Le quattro coppie ripartono da equilibri completamente nuovi

Maschi Veri Stagione 2
Maschi Veri. (L to R) Francesco Montanari as Riccardo, Maurizio Lastrico as Mattia, Matteo Martari as Massimo, Pietro Sermonti as Luigi in episode 207 of Maschi Veri. Cr. Lucia Iuorio/Netflix © 2026

La seconda stagione porta i personaggi in una posizione speculare rispetto a quella in cui li avevamo lasciati. I quattro amici, con le rispettive compagne, devono fare i conti con cambiamenti di status, desideri divergenti e nuove responsabilità, mentre il percorso intrapreso dai protagonisti continua a produrre conseguenze spesso imprevedibili.

Tornano Tiziana, Ilenia, Daniela, Emma, Federica e Eugenio, interpretati rispettivamente da Thony, Sarah Felberbaum, Laura Adriani, Alice Lupparelli, Nicole Grimaudo e Davide Iacopini. A loro si aggiungono Carolina Crescentini, Silvia D’Amico, Alessio Boni, Giancarlo Commare e Ilenia Pastorelli, che ampliano il gruppo di personaggi e introducono ulteriori possibilità narrative.

Il problema è che la scrittura sembra avere meno mordente rispetto alla prima stagione. I protagonisti raccolgono i frutti del percorso compiuto, ma proprio questa maggiore consapevolezza riduce in parte quella spontaneità comica che aveva reso il primo capitolo particolarmente divertente.

Gli stereotipi di genere restano al centro della commedia

Maschi Veri Stagione 2
Maschi Veri. (L to R) Davide Donin as Silvio, Carolina Crescentini as Simona, Matteo Martari as Massimo in episode 205 of Maschi Veri. Cr. Lucia Iuorio/Netflix © 2026

Maschi Veri continua a giocare con gli stereotipi legati ai ruoli di genere, mettendo gli uomini davanti alle proprie contraddizioni e cercando di raccontare quanto sia complicato modificare abitudini e convinzioni sedimentate. Il meccanismo conserva una sua efficacia, soprattutto quando permette ai quattro amici di trasformare le proprie fragilità in occasioni di confronto.

La stagione, però, introduce una criticità piuttosto evidente nella costruzione delle storyline femminili. Molte delle vicende che riguardano le donne ruotano infatti intorno alla gravidanza, alla maternità o alla possibilità di diventare madri: maternità desiderata, evitata, rimandata oppure affrontata attraverso l’adozione. Una concentrazione tematica che finisce per restringere la varietà dei percorsi femminili proprio mentre la serie vorrebbe ampliare il proprio discorso sui rapporti tra uomini e donne.

La comicità perde un po’ della sua spinta

Maschi Veri Stagione 2
Maschi Veri. (L to R) Matteo Martari as Massimo, Pietro Sermonti as Luigi, Francesco Montanari as Riccardo, Maurizio Lastrico as Mattia in episode 202 of Maschi Veri. Cr. Lucia Iuorio/Netflix © 2026

La regia di Matteo Oleotto e Milena Cocozza accompagna una stagione che procede con ritmo abbastanza agile, mentre la sceneggiatura di Furio Andreotti, Giulia Calenda e Ugo Ripamonti prova a mantenere l’equilibrio tra commedia sentimentale, riflessione sui ruoli di genere e dinamiche da gruppo di amici.

Il risultato, però, appare meno brillante rispetto all’esordio. Le situazioni comiche arrivano, ma con una forza inferiore; alcune dinamiche sembrano già conosciute e il meccanismo di mettere i quattro uomini davanti alle proprie goffaggini produce meno sorpresa. Rimane il piacere di ritrovare personaggi ormai familiari, insieme alla leggerezza di una serie che continua a parlare di relazioni senza prendersi troppo sul serio.

Maschi Veri 2 funziona soprattutto quando lascia parlare l’amicizia

Maschi Veri Stagione 2
Maschi Veri. (L to R) Ilenia Pastorelli as Tecla, Matteo Martari as Massimo in episode 202 of Maschi Veri. Cr. Lucia Iuorio/Netflix © 2026

La seconda stagione conserva quindi gli elementi che hanno costruito l’identità della serie, ma fatica a replicare l’effetto della prima. Il gruppo dei protagonisti resta il cuore del racconto e il rapporto tra Mattia, Massimo, Riccardo e Luigi è la componente più naturale e divertente.

Maschi Veri 2
2.5

Sommario

Maschi Veri 2 ritrova i suoi protagonisti, ma perde parte della brillantezza che aveva reso efficace la prima stagione.

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice e Direttore Responsabile di Cinefilos.it dal 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.

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