The Greatest, recensione: Prime Video racconta il mito di Muhammad Ali

Un ritratto di Muhammad Ali che privilegia l'approfondimento storico e sociale, sacrificando in parte il ritmo e la potenza del racconto sportivo.

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Dopo Hand of God e Cross, il creator Ben Watkins continua la sua collaborazione con Amazon Prime Video – attraverso l’acquisita Amazon MGM Studios – grazie a The Greatest, miniserie sportiva in otto episodi che racconta l’ascesa nell’Olimpo del pugilato del giovanissimo Cassius Clay, poi diventato Muhammad Ali.

Lo show si concentra in particolar modo sui primi anni della carriera da professionista del leggendario pugile, che lo portarono poi a diventare campione del mondo dei pesi massimi il 25 febbraio del 1964 dopo aver battuto Sonny Liston per KO tecnico. Sullo sfondo della vicenda sportiva non manca però anche la rappresentazione della complessa situazione sociale, animata dalla stagione della battaglia per i diritti civili degli della popolazione afroamericana. L’aspetto maggiormente efficace delle prime puntate di The Greatest risiede proprio nell’ampiezza della narrazione, nella delineazione del quadro storico e sociale offerto dalla narrazione e dalla messa in scena. In particolar modo il secondo episodio costituisce una graditissima sorpresa in quanto si sofferma sul personaggio dell’antagonista Liston, offrendo un ritratto molto meno stereotipato e più complesso del boxer.

Non soltanto Cassius Clay

The Greatest racconta dunque come il pregiudizio e la coercizione sociale, economica e civile di quel periodo abbiano costruito la figura del “bruto” Sonny Liston, simbolo dei preconcetti attraverso i quali la società americana vedeva gli uomini di colore che si pagavano da vivere adoperando le mani. Una variazione sul tema piuttosto interessante, la quale offre una prospettiva diversa e maggiormente articolata di una figura troppo spesso ridotta a semplice sparring-partner, o meglio vittima sacrificale dell’arte pugilistica di Muhammad Ali. Questo dimostra quanto The Greatest – tra i cui produttori esecutivi figura anche Michael B. Jordan – voglia raccontare nuovamente la parabola professionale ed umana di Ali mostrandone ogni lato in maniera non retorica. Un tentativo che merita di essere analizzato anche quando non produce la giusta tensione drammatica. Vi sono molti momenti infatti in cui lo show sembra più focalizzato al contesto che sulla figura del protagonista, e non riesce sempre a regalargli quell’aura epica necessaria ad incollare l’attenzione dello spettatore. Nonostante una messa in scena su cui nulla si può dire, The Greatest in particolar modo nelle prime puntate manca leggermente di mordente proprio perché propone un’indagine storiografica maggiormente accurata.

Prima c’è stato Michael Mann…

The GreatestIl problema principale potrebbe però non essere dello show ma di chi scrive: per spiegare tale angolazione bisogna tornare indietro di venticinque anni, ovvero al biopic Ali del 2001 che Michael Mann ha dedicato al pugile adoperando un Will Smith da nomination all’Oscar come protagonista. Ebbene, i primissimi minuti di Ali, i quali culminano proprio con la storica vittoria contro Liston e la conquista della corona dei pesi massimi, sono senza alcun dubbio uno dei picchi dell’intera cinematografia del grande autore di Heat – La sfida e Collateral: un concentrato di montaggio, musica, fotografia e messa in scena che mostrano in maniera vorticosa ma precisa esattamente quello che The Greatest vuole raccontare in otto puntate. Di fronte a quel piccolo grande prodigio cinematografico creato da Mann, The Greatest offre senza dubbio un approfondimento accurato e interessante di quel momento storico, ma non ne riproduce la potenza espressiva.

Dietro (e intorno) al fenomeno Muhammad Ali

The GreatestThe Greatest dunque non propone realmente nulla di nuovo rispetto a quanto prodotto sulla figura di Ali attraverso lungometraggi, documentari e via dicendo. Semmai lo show di Watkins approfondisce figure e temi prima tenuti maggiormente in secondo piano, e questo è certamente un punto a favore dell’operazione. Un pizzico di attenzione in più al ritmo della narrazione e alla sfera del puro, viscerale intrattenimento avrebbe probabilmente giovato, ma nel complesso The Greatest merita di certo la visione.

The Greatest
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Sommario

The Greatest ripercorre l’ascesa di Muhammad Ali con uno sguardo attento al contesto storico e sociale, valorizzando anche le figure che hanno incrociato il suo cammino, come Sonny Liston. Una miniserie interessante e accurata, che però fatica a trovare la tensione epica e la forza espressiva necessarie per trasformare la cronaca in grande racconto sportivo.

Adriano Ercolani
Adriano Ercolani
Critico cinematografico e curatore editoriale - Nato a Roma nel 1973, è laureato in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza. Dopo gli esordi nella produzione audiovisiva, dal 2006 lavora a Coming Soon Television sviluppando competenze anche nel giornalismo televisivo. Dal 2011 vive a New York come corrispondente di cinema per Comingsoon.it e Cinefilos.it ed è membro dei Critics Choice Awards.

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