L’Isola dei Ricordi, spiegazione del finale: in che modo il finale agrodolce prepara il terreno per un sequel

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L’Isola dei Ricordi costruisce la propria avventura fantastica attorno a un legame molto concreto: quello tra Jo e Raissa, due amiche cresciute insieme che si trovano davanti alla prospettiva di una separazione. Raissa sta per trasferirsi negli Stati Uniti per frequentare il college e Jo vive questa partenza come una possibile frattura definitiva, anche perché il padre ha già lasciato la sua vita per trasferirsi in America. L’arrivo nel regno perduto di Nakali trasforma così una paura quotidiana in un’avventura fantastica, dove ricordi, amicizia e identità diventano letteralmente materia narrativa.

Il viaggio permette al film di portare all’estremo questa idea: cosa rimane di una persona quando qualcuno le sottrae i ricordi che hanno contribuito a definirla? La risposta di L’Isola dei Ricordi passa attraverso Jo e Raissa, ma si allarga progressivamente agli altri abitanti di Nakali, mostrando come i rapporti con gli altri possano modificare il modo in cui affrontiamo paura, perdita e cambiamento. Il finale, apparentemente conclusivo, lascia inoltre aperta una porta concreta verso un nuovo viaggio nel regno fantastico.

Cosa succede a Jo e Raissa nel finale di L’Isola dei Ricordi e perché la loro amicizia sopravvive alla distanza

Il cuore del finale di L’Isola dei Ricordi è la scelta di Jo e Raissa di proteggere il loro legame proprio quando tutto sembra spingerle nella direzione opposta. Il viaggio a Nakali mette alla prova la loro amicizia e porta in superficie la paura che Jo coltiva fin dall’inizio: la partenza di Raissa potrebbe trasformare un rapporto costruito nel corso di tutta la loro vita in un ricordo del passato. La minaccia di Batibat rende questa paura ancora più concreta, perché i ricordi delle due ragazze diventano qualcosa che può essere sottratto e utilizzato contro di loro. Quando Raissa perde parte della propria memoria, il film rende visibile quanto la sua identità sia legata alle esperienze condivise con Jo. La loro amicizia diventa quindi una forma di memoria vivente, qualcosa che continua a definire entrambe anche quando il mondo intorno a loro cambia.

La conclusione conferma che la separazione geografica non cancella questo legame. Dopo la fuga da Nakali, un salto temporale mostra Raissa negli Stati Uniti per il college e Jo diventata una famosa autrice di fumetti grazie alle proprie capacità artistiche. Le loro strade hanno quindi preso direzioni differenti, proprio come Jo temeva, eppure il rapporto è rimasto intatto. La scena finale le riunisce durante il tour del libro di Jo, dove le due scherzano sul fatto che il suo graphic novel più famoso sia liberamente ispirato alla loro avventura. Persino il finto triangolo amoroso inserito nella storia diventa un modo leggero per mostrare quanto il loro passato condiviso continui a essere presente nella loro vita adulta. Il film trova così la propria chiusura proprio nella contraddizione apparente tra distanza e vicinanza: le protagoniste cambiano, crescono e prendono strade diverse, senza per questo smettere di appartenersi come amiche.

I ricordi in L’Isola dei Ricordi spiegano perché l’amicizia di Jo e Raissa è il vero centro della storia

L’Isola dei RicordiIl concetto di memoria è uno degli elementi più importanti attraverso cui L’Isola dei Ricordi racconta l’amicizia. Batibat può sottrarre i ricordi e utilizzarli, trasformando qualcosa di intangibile in una risorsa concreta all’interno della storia. Questa idea assume un significato particolare nel rapporto tra Jo e Raissa, perché le esperienze vissute insieme costituiscono una parte essenziale di ciò che entrambe sono diventate. Quando Raissa vede i ricordi condivisi con Jo venire distrutti, il pericolo riguarda quindi qualcosa di molto più profondo di una semplice perdita del passato: rischia di perdere una parte della propria identità.

È significativo che la risposta alla minaccia arrivi attraverso l’empatia. Jo e Raissa non costruiscono la loro alleanza soltanto intorno alla sopravvivenza, perché durante il viaggio imparano a comprendere anche gli altri abitanti di Nakali. Raww, Mermahn e Bungi diventano progressivamente alleati proprio grazie ai rapporti che si sviluppano nel corso dell’avventura, fino a essere disposti a combattere per i propri amici. La stessa Manang acquista una dimensione diversa quando viene rivelato che Batibat le ha sottratto una memoria. Il suo comportamento aggressivo può essere così letto alla luce di una perdita che lei stessa non riesce più a comprendere pienamente. Il film mette in parallelo questa condizione con quella di Raissa: entrambe reagiscono alla sottrazione dei propri ricordi attraverso rabbia e violenza, con una differenza decisiva. Raissa conserva qualcuno per cui vale la pena combattere e decide di tornare a Nakali per salvare Jo.

Manang e la memoria perduta aprono il mistero più interessante di L’Isola dei Ricordi

L’Isola dei RicordiLa vicenda di Manang lascia una delle questioni più significative ancora senza risposta. Per gran parte del film la creatura è presentata come una presenza minacciosa che attraversa Nakali alla ricerca delle proprie ali, diventando progressivamente una figura temuta dagli altri abitanti dell’isola. La rivelazione secondo cui Batibat le ha sottratto una memoria modifica però il modo in cui il personaggio può essere interpretato. Il comportamento di Manang non viene più ricondotto soltanto alla sua natura mostruosa: esiste una perdita precedente che contribuisce a spiegare la sua rabbia.

Il film sceglie deliberatamente di non rivelare quale sia questa memoria. È proprio questa omissione a trasformarla in un elemento di mistero, perché dopo che Batibat restituisce ciò che aveva sottratto, Manang appare più calma e presenta anche caratteristiche meno mostruose. Il recupero della memoria produce quindi un cambiamento visibile, anche se il pubblico non può sapere esattamente quale ricordo sia tornato. Il parallelismo con Raissa rende questa scelta ancora più significativa: entrambe sperimentano gli effetti della perdita della memoria, mentre la possibilità di recuperare ciò che è stato sottratto permette di ricostruire un rapporto con se stessi e con gli altri. Il destino di Manang diventa così una delle tracce narrative che L’Isola dei Ricordi lascia volutamente aperte, con un potenziale particolarmente interessante per un eventuale seguito.

Il finale di L’Isola dei Ricordi prepara un sequel attraverso il portale di Nakali

L’Isola dei RicordiLa conclusione non chiude completamente il rapporto tra Jo, Raissa e Nakali. Dopo essere riuscite a lasciare il regno fantastico, le due scoprono infatti di poter utilizzare nuovamente i loro braccialetti dell’amicizia insieme per aprire un passaggio verso quel mondo. Il dettaglio suggerisce che il legame tra le protagoniste e Nakali sia diventato qualcosa di permanente. La connessione potrebbe essere una conseguenza della manipolazione dei ricordi da parte di Batibat, che avrebbe lasciato nelle due ragazze una sorta di legame innato con il regno.

La scena conclusiva, con Jo e Raissa che entrano nuovamente nel portale, rende questa possibilità ancora più evidente. La storia potrebbe quindi proseguire attraverso nuove visite a Nakali e nuovi conflitti tra le sue diverse fazioni e i suoi regni. Un eventuale sequel potrebbe anche modificare la dinamica del primo film introducendo una nuova persona nel viaggio delle protagoniste oppure concentrandosi maggiormente sul rapporto tra i due mondi. La possibilità più interessante è proprio quella di trasformare il portale in una strada a doppio senso: dopo che Jo e Raissa hanno raggiunto Nakali, le forze soprannaturali del regno potrebbero potenzialmente arrivare sulla Terra. Il finale lascia dunque aperta una mitologia più ampia, costruita a partire da un elemento molto semplice: due amiche che, nonostante il tempo e la distanza, continuano a scegliersi.

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice e Direttore Responsabile di Cinefilos.it dal 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
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