Mr. Nelson, Did You Kill People? La vera storia dietro al film di Shinya Tsukamoto

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Mr. Nelson, Did You Kill People? (leggi la nostra recensione da Venezia 83), il nuovo film di Shinya Tsukamoto presentato in concorso alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, racconta la vera storia di Allen Nelson, veterano afroamericano della guerra del Vietnam. Il film prende spunto dalla sua autobiografia e dalla testimonianza raccolta nel volume Mr. Nelson, Did You Kill People?, seguendo il percorso di un giovane cresciuto nella povertà di Brooklyn, arruolatosi nei Marines a diciotto anni e partito per il Vietnam nel 1966. Al ritorno negli Stati Uniti, Nelson dovette affrontare PTSD, insonnia, depressione, crisi familiari e periodi di senzatetto. La sua vita avrebbe preso una nuova direzione attraverso la testimonianza pubblica e l’impegno pacifista. (via Reuters)

La vicenda raccontata da Tsukamoto contiene un episodio realmente accaduto che spiega il titolo del film. Durante un incontro con gli studenti, una bambina chiese a Nelson: “Mr. Nelson, did you kill people?”. Il veterano rispose affermativamente. Da quella domanda nacque una parte fondamentale della sua attività successiva: parlare ai giovani della guerra, del trauma e delle conseguenze delle proprie azioni. La testimonianza di Nelson documentata dallo storico Philip Seaton e da altre fonti permette di ricostruire una vita nella quale l’esperienza militare, il trauma psicologico e l’attivismo per la pace rimangono legati fino agli ultimi anni. (via The Asia-Pacific Journal)

Allen Nelson, dalla povertà di Brooklyn ai Marines: la storia del giovane soldato mandato in Vietnam nel 1966

Allen Nelson nacque a Brooklyn nel 1947 e trascorse l’infanzia e l’adolescenza nei quartieri più poveri della città. In una testimonianza raccolta da Philip Seaton per l’Asia-Pacific Journal raccontò di essere cresciuto negli slum e nei ghetti di Brooklyn, in un contesto dominato dalla povertà e dalla mancanza di opportunità. Nel 1965 lasciò la scuola superiore e si arruolò nel Corpo dei Marines. Aveva diciotto anni. L’esercito rappresentava per lui una possibilità di lavoro e di emancipazione sociale. (via The Asia-Pacific Journal)

Dopo l’addestramento negli Stati Uniti, Nelson arrivò a Okinawa e prestò servizio presso Camp Hansen. Nel 1966 fu inviato in Vietnam, dove rimase per un tour di servizio fino al 1967. La sua esperienza di guerra fu segnata dalla violenza contro la popolazione civile e dalla progressiva distruzione dell’immagine eroica che aveva associato al servizio militare. La documentazione raccolta da Seaton riporta il suo racconto del conflitto, compresi gli episodi vissuti nei villaggi vietnamiti e le conseguenze psicologiche di quelle esperienze. La sinossi ufficiale di Mr. Nelson, Did You Kill People? descrive lo stesso percorso: Nelson parte con l’aspettativa di vivere una guerra simile a quelle rappresentate nei film e incontra una realtà fatta di morte, paura e sospetto nei confronti dei civili. (via The Asia-Pacific Journal)

Il ritorno negli Stati Uniti segnò l’inizio di una lunga battaglia personale. Nelson soffriva di PTSD, insonnia e depressione. I rapporti con la famiglia si deteriorarono e attraversò un periodo di grave precarietà abitativa. Il dottor Daniels, psichiatra dell’ospedale per veterani, entrò nella sua vita durante questo periodo. Nel film il personaggio è interpretato da Geoffrey Rush e accompagna il protagonista nel tentativo di comprendere il trauma legato alla guerra. (via La Biennale di Venezia)

La domanda di una bambina che cambiò la vita di Allen Nelson: “Hai ucciso delle persone?”

Uno degli episodi più importanti della biografia di Nelson avvenne dopo il suo ritorno dalla guerra. Una sua conoscente, insegnante, gli chiese di parlare agli studenti della propria esperienza in Vietnam. Nelson esitò. Il ricordo della guerra rappresentava ancora una fonte di dolore e raccontarlo pubblicamente significava affrontare nuovamente quella parte della propria vita.

La testimonianza raccolta da Brian Covert nel 2009 racconta come Nelson alla fine accettò l’invito. Durante l’incontro una bambina gli rivolse la domanda destinata a diventare il titolo della sua autobiografia e del film di Tsukamoto: “Mr. Nelson, did you kill people?”. Nelson rispose di sì. I bambini reagirono abbracciandolo. L’episodio ebbe un’importanza decisiva nel suo percorso personale e contribuì alla nascita della sua attività di conferenziere e attivista. (via The Asia-Pacific Journal)

Da quel momento Nelson iniziò a raccontare con maggiore frequenza la propria esperienza agli studenti. Il suo lavoro prese anche la forma del counter-recruiting, attività rivolta ai giovani delle aree più povere degli Stati Uniti per spiegare concretamente cosa comportasse l’arruolamento. Seaton documenta la sua attività a Camden, nel New Jersey, dove Nelson cercava di offrire ai ragazzi informazioni sulle conseguenze della scelta militare e sostegno educativo. (via The Asia-Pacific Journal)

Allen Nelson e il Giappone: Okinawa, le basi americane e la difesa dell’articolo 9

Il rapporto con il Giappone divenne una componente centrale della sua attività pacifista. Nelson era arrivato a Okinawa come marine nel 1966. Decenni dopo tornò sull’isola come veterano impegnato contro la militarizzazione. La sua presenza in Giappone aumentò dopo il 1995, anno dello stupro di una studentessa di scuola elementare di Okinawa da parte di tre militari statunitensi. Dal 1996 Nelson iniziò una lunga serie di visite nelle scuole e nelle università giapponesi. (via The Asia-Pacific Journal)

Secondo la ricerca di Philip Seaton, Nelson visitò più di 300 scuole e università in Giappone, parlando agli studenti della guerra del Vietnam, della presenza delle basi militari statunitensi e dell’importanza dell’articolo 9 della Costituzione giapponese. La sua testimonianza assumeva quindi una dimensione storica specifica: un ex marine raccontava agli studenti giapponesi le conseguenze della guerra vissuta direttamente sul campo e sosteneva il valore di una Costituzione fondata sul principio del ripudio della guerra. (via The Asia-Pacific Journal)

La sua attività raggiunse negli anni circa 1.200 incontri pubblici in Giappone, secondo i materiali di presentazione del film. Nelson sviluppò un rapporto particolare con gli studenti e attribuiva grande importanza alle domande dei bambini, capaci di affrontare direttamente temi come la paura, la morte e l’uccisione. (via Reuters)

Il ritorno in Vietnam nel 2005 e l’eredità di Allen Nelson raccontata da Shinya Tsukamoto

Nel 2005 Nelson tornò in Vietnam. Quel viaggio rappresentò un confronto con il territorio nel quale aveva combattuto e con la memoria delle persone coinvolte nel conflitto. Secondo Reuters, il veterano tornò per esprimere il proprio rimorso per quanto accaduto durante la guerra; Tsukamoto ha ricreato questo momento nel film, coinvolgendo anche persone vietnamite che avevano vissuto direttamente il conflitto. (via Reuters)

La storia di Nelson arrivò a Tsukamoto durante il lavoro su Fires on the Plain. Il regista ha raccontato di aver letto numerosi materiali sulla guerra e di essersi imbattuto nell’autobiografia di Nelson, considerandola una delle testimonianze più sconvolgenti incontrate durante la ricerca. Il progetto cinematografico ha richiesto circa sette anni di lavoro. Tsukamoto ha collegato la storia del veterano alle proprie preoccupazioni per i conflitti contemporanei e per il progressivo indebolimento della cultura pacifista giapponese. (via La Biennale di Venezia)

Mr. Nelson, Did You Kill People? porta quindi sullo schermo una vicenda biografica costruita attorno alla memoria della guerra. Allen Nelson fu soldato, reduce, uomo traumatizzato, padre, senzatetto e infine testimone pubblico. La sua esperienza nelle scuole trasformò una domanda infantile in una forma di responsabilità civile. Il racconto di Tsukamoto ripercorre questo itinerario attraverso la violenza del Vietnam e le conseguenze che continuarono a manifestarsi nella vita del protagonista molti anni dopo il ritorno a casa. La storia vera di Nelson diventa così il punto di partenza per interrogare il rapporto tra guerra, responsabilità individuale, memoria e possibilità di costruire una cultura della pace.

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice e Direttore Responsabile di Cinefilos.it dal 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
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