Dopo anni di film, spin-off e interpretazioni ormai entrate nell’immaginario collettivo, gli X-Men si preparano a una nuova fase cinematografica sotto il controllo dei Marvel Studios. Il percorso compiuto finora ha prodotto alcuni personaggi praticamente insuperabili sul grande schermo, da Wolverine a Professor X, passando per Magneto, Deadpool, Mystica, Tempesta e Rogue. Eppure, proprio accanto a queste versioni diventate iconiche, esistono alcuni mutanti che il cinema non è mai riuscito a rappresentare davvero secondo la loro natura fumettistica.
Il nuovo X-Men potrebbe quindi avere un compito molto più interessante del semplice introdurre una nuova squadra di mutanti nel Marvel Cinematic Universe: correggere alcune delle occasioni mancate del passato. L’MCU ha già mostrato segnali incoraggianti con Gambit, interpretato da Channing Tatum in Deadpool & Wolverine, e con Jean Grey, che sembra destinata ad avere un ruolo importante nel futuro della saga. Ma sono soprattutto tre personaggi a rappresentare una grande opportunità: Ciclope, Bestia e Angelo. Tre mutanti che, per motivi diversi, meritano finalmente un adattamento capace di valorizzarne davvero l’identità.
Ciclope deve finalmente diventare il leader degli X-Men che i fumetti hanno sempre raccontato

Il problema non era soltanto il minutaggio. Il Ciclope cinematografico non ha quasi mai avuto l’occasione di dimostrare perché fosse così importante per la squadra. Nei fumetti Scott è uno stratega straordinario, un combattente estremamente disciplinato e soprattutto una figura centrale nell’organizzazione degli X-Men. La sua leadership nasce anche dalla necessità di controllare un potere potenzialmente devastante: i suoi raggi ottici non possono essere gestiti senza il visore che ne limita l’intensità. Questa condizione contribuisce a costruire un personaggio abituato all’autocontrollo, alla responsabilità e al sacrificio.
Il nuovo film può ripartire proprio da qui. Kit Connor interpreterà una versione più giovane di Scott e questo offre ai Marvel Studios l’opportunità di raccontarne la crescita: dal giovane mutante ancora incerto al leader capace di guidare una squadra. È un percorso che potrebbe diventare ancora più interessante attraverso il rapporto con Jean Grey e con il resto degli X-Men, senza necessariamente avere Wolverine a occupare costantemente il centro della scena.
Avengers: Doomsday potrebbe inoltre offrire una prima anticipazione di una versione più adulta del personaggio, ma il vero potenziale di Ciclope risiede nel reboot, dove Marvel può costruirne l’identità fin dall’inizio invece di dover recuperare anni di sviluppo narrativo perduti.
Bestia può finalmente essere contemporaneamente scienziato, mutante e irresistibile mattatore

Bestia è innanzitutto uno scienziato brillante. Il suo intelletto è parte integrante della sua identità e non un semplice elemento accessorio. Proprio come Tony Stark, Peter Parker o Reed Richards, togliere a Hank la sua dimensione intellettuale significa eliminare una parte fondamentale del personaggio.
Ma c’è un altro aspetto che il cinema ha trascurato: il suo lato comico. Nei fumetti Hank non è soltanto il membro più colto della squadra, ma anche un autentico amante degli scherzi, spesso descritto come una delle presenze più divertenti e vitali degli X-Men. La sua intelligenza convive con una personalità giocosa, ironica e capace di alleggerire anche le situazioni più drammatiche.
È proprio questo equilibrio che il reboot potrebbe recuperare. Il nuovo Bestia dovrebbe poter essere contemporaneamente geniale e buffo, sofisticato e fisicamente animalesco, capace di parlare di scienza e pochi minuti dopo trasformarsi nell’anima della festa. Una caratterizzazione più completa permetterebbe inoltre al personaggio di funzionare perfettamente all’interno dell’MCU, dove l’umorismo è spesso parte integrante della costruzione dei protagonisti.
Angelo è il vero grande assente e il reboot può finalmente trasformarlo in un eroe

X-Men: The Last Stand gli ha concesso un ruolo marginale, concentrandosi soprattutto sul suo rapporto con il padre e sulla difficoltà di accettare la propria mutazione. X-Men: Apocalypse ha fatto qualcosa di ancora più distante dalla sua natura eroica, trasformandolo in Arcangelo, uno dei Cavalieri di Apocalisse.
Il problema è evidente: il pubblico cinematografico non ha mai avuto la possibilità di conoscere davvero Warren come membro degli X-Men. Non ha potuto vedere il suo rapporto con Ciclope, Jean, Bestia e gli altri membri della formazione originale, né il suo percorso di accettazione della propria identità mutante.
Per questo motivo Angelo potrebbe essere uno dei personaggi più importanti da recuperare nel reboot. Non servirebbe nemmeno una rivoluzione narrativa: basterebbe raccontarlo come un giovane eroe che scopre di poter utilizzare le proprie ali non soltanto come simbolo della sua diversità, ma come uno straordinario strumento di libertà e di combattimento.
Il suo inserimento nella prima formazione degli X-Men permetterebbe inoltre ai Marvel Studios di avvicinarsi maggiormente alla composizione classica della squadra, recuperando quella dimensione da “prima generazione” che finora il cinema ha esplorato solo parzialmente.
Il vero obiettivo del reboot X-Men non è cancellare il passato, ma correggerne le occasioni mancate

Ciclope, Bestia e Angelo rappresentano tre casi emblematici. Il primo deve diventare il leader strategico e tormentato che i fumetti hanno sempre conosciuto; il secondo deve recuperare tanto il genio scientifico quanto l’ironia; il terzo deve finalmente essere un eroe prima di essere trasformato in una minaccia.
È questa la sfida più interessante per Marvel: non limitarsi a rifare gli X-Men, ma capire quali elementi della loro storia cinematografica non hanno mai funzionato davvero e trasformarli in nuove opportunità narrative. Se il reboot riuscirà nell’impresa, potrebbe non essere soltanto un nuovo inizio per la squadra, ma la prima vera occasione per vedere sul grande schermo una versione degli X-Men capace di rendere giustizia all’enorme complessità dei fumetti.
