Arriva in anteprima alla Festa del cinema di Roma il nuovo film documentario sulla vita dello scrittore partenopeo Erri De Luca, I pesci non chiudono gli occhi. Scritto e diretto dalla regista francese Audrey Gordon, l’opera si presenta da subito come un interessante dialogo tra presente e passato. Nello specifico, il docufilm riprende le vicende già narrate dall’autore nell’omonimo libro. I pesci non chiudono gli occhi è stato anche presentato in concorso nella sezione freestyle arts. Nonostante si tratti di un documentario, anche qui troviamo delle interpretazioni interessanti da parte degli attori che rimettono in scena i ricordi di Erri: in particolare l’attrice Nine d’Urso qui interpreta la madre di Erri, mentre i due giovani Chiara d’Angelo e Agostino Ceparano sono nei panni del giovane Erri e della bambina di cui lui si innamora.
I pesci non chiudono gli occhi: un viaggio nei ricordi
Il film ripercorre l’estate dei dieci anni di Erri: per lui le estati trascorse al mare nell’isola di Ischia erano un momento importante, di crescita. Ironicamente, l’autore stesso afferma che da piccolo riusciva a crescere fisicamente solo durante l’estate, come se invece la città lo opprimesse.
Qui lo scrittore passava il tempo a leggere, a mangiare ghiaccioli al limone e ad osservare: girovagando con lo sguardo incontra gli occhi di un’altra bambina. Tra i due si sviluppa un legame simile a un primo amore, contrastato solamente da tre altri bambini della loro età, gelosi di Erri.
I pesci non chiudono gli occhi, però, nasce anche da una forma di conversazione tra la regista ed Erri stesso. Così, i ricordi portano il pubblico anche lontano da Ischia, verso le manifestazioni di Lotta continua durante gli anni di piombo italiani, o oltre oceano con le lettere che il padre mandava a Erri ancora bambino.
Alcune scene ritraggono Erri oggi nel suo ritorno, o meglio arrivo, sull’isola, in un inesorabile cammino dei ricordi, che però non può che constatare le troppe differenze tra il passato che ha vissuto l’Erri bambino e l’Ischia di oggi.
I pesci non chiudono gli occhi: il dialogo continuo

Inoltre, il film unisce insieme parti di riprese di Erri oggi che va nei luoghi che erano stati sfondo dei suoi ricordi di infanzia, scene recitate che donano nuovamente vita all’estate dei dieci anni dello scrittore, quando ha conosciuto il valore dell’amore e della giustizia. Ed infine, ci sono le tante riprese video, molte fatte maldestramente dal padre di Erri, e foto, come testimonianza più reale di quel passato.
Erri De Luca: una vita piena, senza nostalgia
Per chi non conosce bene il personaggio di Erri De Luca, i pesci non chiudono gli occhi acquisisce anche un certo fascino e interesse proprio umano. Erri si mostra per ciò che è: un bambino, un giovane in lotta, un operaio e infine uno scrittore. Erri si presenta così molto più dei suoi libri, ma una figura poliedrica.
A ciò si aggiunge anche un curioso approccio dell’autore ai suoi ricordi: mentre molte persone, nel ritrovarsi a pensare a un passato felice, provano un certo senso di nostalgia, se non addirittura di angoscia, Erri afferma di aver provato una certa felicità nel vivere questo cammino nei ricordi durante le riprese. Questa allegria emerge effettivamente anche nel guardare I pesci non chiudono gli occhi: il docufilm non trasmette alcuna forma di tristezza nel ripensare al passato.
Sembra essere molto interessante anche proprio il modo in cui l’autore si approccia alla sua scrittura: se per molti autori questa è sembrata da subito l’unica professione e ambizione, Erri l’ha sempre vissuta come una passione secondaria, diversa dal suo lavoro che era come operaio.
In definitiva I pesci non chiudono gli occhi si afferma come un interessante docufilm, che racconta al pubblico una figura tutt’latro che scontata, e lo fa in maniera originale.
I pesci non chiudono gli occhi
Sommario
I pesci non chiudono gli occhi si afferma come una visione piacevole, della giusta durata per un docufilm e con una struttura interessante.

