L’Estranea, recensione: l’amore famigliare è una spirale nel film di Paolo Strippoli

Paolo Strippoli porta in concorso a Venezia 83 un horror familiare sul bisogno di controllare il destino, tra tragedia, melodramma e suggestioni soprannaturali.

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Paolo Strippoli, giovane regista che abbiamo conosciuto con titoli horror quali A Classic Horror Story, Piove e che, lo scorso anno, ha portato qui al Lido La valle dei sorrisi, approda ora in concorso a Venezia 83 con L’Estranea. Un film che abbraccia sfumature orrorifiche forse inedite per la poetica dell’autore, che ha indagato folk e sovrannaturale e che qui sposta lo sguardo sulla caduta di una famiglia borghese, fotografandola tra la Bari del 1999 e del 2006 e la Roma del 2026.

Bentornata, mamma…

Una sera, durante una violenta tempesta, Anna Colonna si presenta senza preavviso a casa della figlia Alice. La sua visita riapre una ferita rimasta sepolta per vent’anni e porta con sé una confessione destinata a cambiare per sempre il modo in cui Alice guarda alla propria famiglia.

Anna comincia infatti a raccontarle un passato segnato da una scelta estrema: molti anni prima, spinta dal desiderio quasi ossessivo di proteggere i propri figli e sottrarli all’imprevedibilità della vita, aveva stretto un misterioso patto con una donna sconosciuta. Un’estranea capace di offrirle ciò che Anna desiderava più di ogni altra cosa: l’illusione di poter esercitare un controllo sul destino.

Il racconto si sviluppa così su due piani temporali. Nel presente, madre e figlia sono confinate nell’appartamento di Alice, circondato dalla pioggia e attraversato da una tensione sempre più soffocante. Nel passato riaffiorano invece le estati della famiglia Colonna, immerse nella luce, nella musica e nell’apparente serenità di un nucleo familiare che sembra ancora inattaccabile. Ma dietro quella felicità si nascondono le conseguenze di decisioni che, prese in nome dell’amore, finiscono progressivamente per trasformarsi in una condanna. Mentre Anna ricostruisce gli eventi che hanno condotto fino a quella notte, emerge il ritratto di una madre incapace di accettare che la vita dei propri figli possa sfuggire al suo controllo.

Il potere del controllo

L’estranea si interroga sul valore delle proprie azioni e le conseguenze, su una generazione che ha cercato di schiacciare i propri figli e indirizzarli verso i propri interessi per paura di non riuscire più a “controllarli”. Senza dubbi, è un film “quadrato”, con una premessa davvero interessante, anche se lo svolgimento non riesce sempre a tenergli testa. Ci sono alcune ingenuità registiche e narrative che, in paragone con l’attuale panorama horror contemporaneo, vengono decisamente alla luce e depotenziano l’intero scheletro horror/thriller che, senza inserti così esagerati o melò, sarebbe risultato molto più d’impatto e pieno di suspense.

La famiglia Colonna

A ogni membro della famiglia Colonna è dedicato un capitolo della storia. Alice, Tobia, Walter e la madre formano i tasselli di un racconto che segue la forma di una spirale, figura geometrica che non solo coincide con il titolo internazionale del film, ma che torna a più riprese come icona serpeggiante, a simboleggiare la rovinosa caduta cui l’intera famiglia è stata destinata dal primo istante in cui è stato stabilito il patto con il lato oscuro dell’esistenza. Tutti gli attori si calano efficacemente nei loro ruoli, anche se le performance appaiono a tratti troppo caricate, ma è soprattutto Valeria Bruni Tedeschi a rubare la scena nei panni dell’estranea del titolo, questa figura stregonesca che appare nei momenti più bui della vita offrendo una strada alternativa, ma che non esula mai dalle responsabilità.

Un film strabordante come la pioggia di Roma

L’Estranea è forse il film più ambizioso e “sentito” di Strippoli, così strabordante nel racconto di una madre che non può e non vuole lasciare andare da fagocitare ogni accenno di (vera) suspense, ogni raccordo che avrebbe potuto rendere la narrazione davvero inquietante. Non è tuttavia facile intuire perché potrebbe venire apprezzato dal pubblico: il livello produttivo, la caratterizzazione dei personaggi e una storia con echi alla Final Destination, non possono che attrarre gli spettatori che già conoscono l’autore, o sono curiosi di avventurarsi in nuove produzioni del genere tutte italiane.

L'Estranea
2.5

Sommario

Ambizioso e visivamente solido, L’Estranea costruisce attorno alla famiglia Colonna una spirale di colpa, amore e ossessione. Una premessa potente e un cast efficace, guidato da Valeria Bruni Tedeschi, non sempre bastano però a sostenere uno sviluppo che tende a sacrificare suspense e inquietudine in favore del melodramma.

Agnese Albertini
Agnese Albertini
Nata nel 1999, Agnese Albertini è giornalista e critica cinematografica per Cinefilos.it, Best Movie e CinemaSerieTv.it. Laureata in Lingue e Letterature straniere all’Università di Bologna, dal 2022 scrive articoli, news, interviste in inglese e crea contenuti per i social.

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