La storia produttiva di Coyote vs. Acme continua a regalare colpi di scena anche dopo il suo arrivo nelle sale. Il film dedicato a Wile E. Coyote, che Warner Bros. Discovery aveva inizialmente deciso di non distribuire utilizzandolo come svalutazione fiscale, sta ottenendo risultati al box office che inevitabilmente riportano l’attenzione su quella controversa scelta.
Secondo i dati riportati da The Numbers, dopo poco più di una settimana nelle sale Coyote vs. Acme ha superato i 40 milioni di dollari al box office mondiale. Il totale è arrivato a circa 40,4 milioni, composto da 34,4 milioni incassati negli Stati Uniti e 5,9 milioni sui mercati internazionali. Una cifra particolarmente simbolica perché supera già i circa 30 milioni di dollari che Warner Bros. Discovery aveva previsto di ottenere attraverso la svalutazione fiscale quando, nel novembre 2023, aveva deciso di accantonare il film.
Il confronto non significa naturalmente che 40 milioni di incassi equivalgano a 40 milioni di ricavi per lo studio o che il risultato renda automaticamente il film profittevole: una parte del box office resta agli esercenti e vanno considerati costi di produzione, distribuzione e marketing. Ma il dato dimostra qualcosa di diverso e forse più importante: esisteva effettivamente un pubblico disposto a pagare per vedere Coyote vs. Acme. Ed è proprio questo a rendere oggi ancora più discutibile l’idea che il film non meritasse nemmeno una distribuzione.
Coyote vs. Acme sta dimostrando nelle sale di avere un pubblico che Warner Bros. aveva sottovalutato
Il risultato assume ancora più peso osservando l’andamento del secondo weekend. Durante il lungo fine settimana del Labor Day, dal 4 al 7 settembre, Coyote vs. Acme avrebbe raccolto circa 14,5 milioni di dollari, registrando un calo di appena il 28,8% rispetto al debutto.
Una tenuta particolarmente positiva per un film che deve confrontarsi nelle sale con titoli molto più grandi come The Odyssey e Spider-Man: Brand New Day. Coyote vs. Acme è riuscito così a raggiungere il terzo posto al box office durante il weekend, mostrando una capacità di mantenere il pubblico che potrebbe essere favorita anche dal passaparola.
Il film sta infatti ricevendo un’accoglienza molto positiva. Al momento dei dati riportati, su Rotten Tomatoes registra il 96% di recensioni positive da parte della critica e il 95% dal pubblico. Numeri che rendono ancora più singolare il percorso che ha preceduto la sua distribuzione.
Warner Bros. Discovery aveva deciso nel 2023 di accantonare il progetto e utilizzarlo per una svalutazione fiscale da circa 30 milioni di dollari. Le forti reazioni provocate dalla decisione portarono successivamente la compagnia a consentire ai filmmaker di cercare potenziali acquirenti. Alla fine Ketchup Entertainment ha acquisito i diritti di distribuzione per 50 milioni di dollari, portando il film nelle sale il 28 agosto 2026.
Con 40,4 milioni raccolti globalmente, il box office si trova ora a meno di 10 milioni dal prezzo pagato per acquisire il film. Anche in questo caso, però, il semplice confronto tra le due cifre non permette di stabilire quando o se Ketchup Entertainment recupererà effettivamente il proprio investimento. Il dato interessante è soprattutto la traiettoria commerciale di un titolo che, per un certo periodo, sembrava destinato a non essere mai mostrato al pubblico.
Diretto da Dave Green e sceneggiato da Samy Burch, Coyote vs. Acme trasforma una delle gag fondamentali dei Looney Tunes nella premessa stessa della storia: dopo essere stato vittima per anni dei prodotti difettosi della ACME Corporation, Wile E. Coyote decide di fare causa all’azienda con l’aiuto di un avvocato.
Nel cast figurano Will Forte, John Cena, Lana Condor, Tone Bell, Martha Kelly, Luis Guzmán, P.J. Byrne e John Early, mentre tra le voci troviamo Eric Bauza, Candi Milo e Jim Cummings.
Il successo iniziale di Coyote vs. Acme non permette ancora di stabilire quale sarà il risultato finale della sua corsa cinematografica. Ma ha già ottenuto qualcosa che sembrava impossibile tre anni fa: dimostrare concretamente che il film che Warner Bros. era pronta a lasciare in un archivio aveva un valore per il pubblico.

