Taylor Sheridan incontra il Soldato d’Inverno nella cruda proposta per l’MCU di Sebastian Stan

-

Dopo quindici anni nel Marvel Cinematic Universe, Sebastian Stan non ha mai avuto un vero film dedicato esclusivamente a Bucky Barnes. Il personaggio è stato fondamentale nella saga di Captain America, ha condiviso il centro della scena con Sam Wilson in The Falcon and the Winter Soldier ed è recentemente entrato nei New Avengers con Thunderbolts*. Ma l’attore aveva immaginato per lui qualcosa di molto più piccolo e lontano dalla tradizionale formula Marvel.

In una nuova intervista con New York Magazine, Stan ha infatti raccontato di aver proposto direttamente ai Marvel Studios un progetto sul Soldato d’Inverno concepito come un thriller sulla scia di Sicario, il film diretto da Denis Villeneuve e scritto da Taylor Sheridan. Niente minacce cosmiche o battaglie gigantesche: l’idea prevedeva un budget contenuto e una storia costruita intorno alle conseguenze psicologiche del passato di Bucky.

La proposta arrivò anche a Kevin Feige, che secondo Stan ascoltò l’idea e rispose che sembrava interessante. Non risulta però che il progetto sia mai entrato concretamente in sviluppo. Il racconto dell’attore rivela comunque quale direzione avrebbe voluto esplorare: utilizzare uno dei personaggi più tormentati del MCU per realizzare un vero thriller paranoico, recuperando quella componente da spy movie che aveva contribuito al successo di Captain America: The Winter Soldier.

Il film di Bucky immaginato da Sebastian Stan avrebbe trasformato il MCU in un thriller alla Sicario

Sebastian Stan
Sebastian Stan al Festival di Cannes 2026 – Foto di Luigi De Pompeis © Cinefilos.it

L’idea di Stan partiva da una premessa estremamente semplice. Bucky avrebbe incontrato qualcuno che credeva di riconoscere dal periodo nel quale era sotto il controllo dell’Hydra. Convinto che quella persona avesse avuto un ruolo nel suo condizionamento mentale, avrebbe iniziato a seguirla fino a sviluppare una vera ossessione.

«È la storia di un uomo che pensa di riconoscere qualcuno del suo passato, qualcuno che aveva a che fare con il periodo in cui gli avevano fatto il lavaggio del cervello», ha spiegato Stan. Bucky avrebbe quindi intrapreso un viaggio per scoprire chi fosse realmente quella persona, all’interno di una storia che l’attore descrive semplicemente come «un thriller».

Il riferimento a Sicario rende ancora più interessante la proposta. Il film scritto da Taylor Sheridan costruiva la propria tensione attraverso paranoia, ambiguità morale e personaggi progressivamente trascinati dentro un sistema di violenza che non riescono più a controllare. Applicare un’impostazione simile a Bucky avrebbe permesso ai Marvel Studios di affrontare una parte del personaggio spesso rimasta sullo sfondo.

Sebastian-Stan-as-Bucky-Barnes-in-Avengers-Infinity-Wars-Wakanda-Battle

Per decenni, infatti, il Soldato d’Inverno è stato utilizzato come assassino dall’Hydra. Bucky conserva frammenti di quelle missioni e deve convivere con crimini commessi mentre non possedeva realmente il controllo delle proprie azioni. The Falcon and the Winter Soldier aveva iniziato ad affrontare direttamente questo trauma, mostrando anche il suo tentativo di confrontarsi con alcune delle persone danneggiate dalle azioni del Winter Soldier.

Il progetto immaginato da Stan avrebbe potuto portare questa idea molto più lontano. Invece di trasformare nuovamente Bucky in una semplice macchina da combattimento, avrebbe costruito il mistero proprio sull’impossibilità di fidarsi completamente dei suoi ricordi: la persona che crede di riconoscere appartiene davvero al suo passato oppure è il trauma a convincerlo che sia così?

È un terreno particolarmente adatto al personaggio e, soprattutto, molto diverso dalla direzione sempre più spettacolare assunta dal MCU.

Bucky è tornato recentemente in Thunderbolts*, diventando uno dei membri fondatori dei New Avengers, e Sebastian Stan riprenderà il ruolo anche in Avengers: Doomsday. Al momento, invece, non è stato annunciato ufficialmente il suo coinvolgimento in Avengers: Secret Wars, né è chiaro quale futuro lo attenda dopo gli eventi del prossimo crossover.

Nel frattempo Stan sta attraversando anche il confine tra Marvel e DC: l’attore farà infatti il suo debutto nell’universo di Matt Reeves con The Batman – Part II, attualmente in produzione.

Sebastian Sten sul red carpet del Festival di Cannes – Foto di Luigi De Pompeis © Cinefilos.it

Proprio l’incertezza sul futuro di Bucky rende oggi ancora più affascinante la proposta raccontata dall’attore. Dopo quindici anni, il MCU possiede un personaggio con una storia abbastanza complessa da sostenere un film senza bisogno di appoggiarsi agli Avengers o a una nuova minaccia globale.

Un thriller relativamente economico, costruito attorno alla paranoia e ai fantasmi del Soldato d’Inverno, avrebbe inoltre permesso alla Marvel di recuperare qualcosa che Captain America: The Winter Soldier aveva già dimostrato: Bucky funziona particolarmente bene quando il cinecomic incontra lo spy thriller. Sebastian Stan voleva semplicemente portare quell’intuizione alle sue conseguenze più estreme.

Redazione
Redazione
La redazione di Cinefilos.it è formata da un gruppo variegato di appassionati di cinema. Tra studenti, critici, giornalisti e aspiranti scrittori, il nostro gruppo cresce ogni giorno, per offrire ai lettori novità, curiosità e informazione sul mondo della settima arte.
- Pubblicità -

ALTRE STORIE

- Pubblicità -