Star Trek, il nuovo reboot avrà personaggi inediti e precise ispirazioni

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Il nuovo film di Star Trek firmato da John Francis Daley e Jonathan Goldstein sarà un vero reboot, con personaggi completamente nuovi e una storia pensata per essere accessibile anche a chi non conosce la saga. È una scelta destinata a far discutere i fan, soprattutto perché il progetto rinuncerà ai volti più celebri della storia cinematografica e televisiva del franchise.

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In un’intervista concessa a Inverse, i due registi e sceneggiatori hanno spiegato la direzione scelta per il film prodotto da Paramount. “Due film che citiamo come riferimenti per ciò che speriamo di fare sono Training Day e Allarme rosso”, ha dichiarato Goldstein. Daley ha aggiunto: “Si svolge quasi in tempo reale ed è uno sguardo completamente diverso a ciò che può essere un film di Star Trek, senza tradire i fondamenti di ciò che dovrebbe essere.”

La vera svolta, quindi, riguarda il modo in cui il film intende rapportarsi alla mitologia di Star Trek. Dopo anni di progetti legati a personaggi e continuità già consolidate, Paramount sembra voler verificare se il marchio possa funzionare anche senza fare affidamento sulla conoscenza pregressa degli spettatori. È una strategia comprensibile sul piano industriale, soprattutto dopo il fallimento dei progetti successivi a Star Trek Beyond, ma comporta un rischio evidente: per conquistare un nuovo pubblico bisogna riuscire a conservare l’identità di una saga anche quando si eliminano alcuni dei suoi riferimenti più riconoscibili.

Il nuovo Star Trek vuole trasformare il franchise in un thriller accessibile a tutti

Il progetto precedente di un quarto film della linea inaugurata da J.J. Abrams era stato approvato prima dell’uscita di Star Trek Beyond nel 2016, salvo poi essere abbandonato. Anche l’ipotesi di un film diretto da Quentin Tarantino, descritto dallo stesso regista come un progetto particolarmente folle e vietato ai minori, non è mai arrivata sullo schermo. Il nuovo reboot nasce dunque dopo una lunga serie di tentativi falliti di trovare una direzione per il cinema di Star Trek.

Daley e Goldstein sembrano voler cambiare prospettiva attraverso una storia concentrata sulla tensione e sulla dimensione umana. Il riferimento a Training Day e Allarme rosso suggerisce infatti un film costruito attorno ai rapporti di potere, ai conflitti tra personaggi e alle decisioni prese sotto pressione, più che sulla semplice celebrazione della mitologia trekkiana. L’ambientazione fantascientifica diventerebbe così il contesto di un racconto immediatamente comprensibile.

Star Trek - Il futuro ha inizio spiegazione finale film

Goldstein è stato particolarmente chiaro sull’obiettivo: “Non vogliamo fare affidamento sul fandom. Non vogliamo semplicemente sperare che ci siano abbastanza fan della serie originale o di The Next Generation, o di qualunque altra cosa, che vadano a vederlo. Vogliamo semplicemente realizzare un grande film che viva in un mondo che le persone conoscono – alcune persone conoscono – e che altre scopriranno. E poi, con un po’ di fortuna, dare vita a un nuovo franchise.”

È probabilmente questa la frase destinata a dividere maggiormente il pubblico. Per Star Trek, infatti, cancellare la dipendenza dalla propria storia può essere una liberazione creativa oppure una perdita d’identità. La sfida di Daley e Goldstein sarà dimostrare che si può costruire qualcosa di nuovo senza dover imitare ciò che è già esistito. Se riusciranno nell’impresa, il reboot potrebbe diventare davvero il punto di partenza di una nuova generazione di spettatori. In caso contrario, il rischio è quello di avere un buon film di fantascienza che potrebbe appartenere a qualunque universo.

Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
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