The Uprising, il nuovo film diretto da Paul Greengrass con Andrew Garfield protagonista, arriva nelle sale accompagnato da un’accoglienza critica decisamente più contrastata del previsto. Il dramma storico ha infatti debuttato su Rotten Tomatoes con il 56% di recensioni positive, un risultato che al momento lo colloca al di sotto della soglia “Fresh” dell’aggregatore.
Il dato, tuttavia, va considerato ancora provvisorio. Il 56% è stato calcolato sulla base di appena 18 recensioni e potrà quindi salire o scendere sensibilmente con l’arrivo di nuovi giudizi. Non è ancora disponibile, inoltre, il punteggio del pubblico, che permetterà di capire se l’accoglienza degli spettatori sarà altrettanto divisiva.
Le reazioni contrastanti sembrano riflettere soprattutto la natura del film di Greengrass: un’opera che utilizza la rivolta dei contadini inglesi del 1381 per costruire un racconto fisico e politico sul conflitto tra classi sociali, mettendo al centro la distanza crescente tra chi detiene il potere e chi ne subisce le conseguenze.
The Uprising divide la critica, ma per Cinefilos è un film politico, vibrante e coraggioso
Diretto e scritto da Paul Greengrass, The Uprising vede Andrew Garfield interpretare Ploughman, un vedovo che ha perso la propria famiglia e diventa uno dei leader della ribellione contro il governo di Riccardo II. La pressione fiscale e gli abusi perpetrati contro contadini e lavoratori alimentano una rivolta destinata a trasformarsi in uno scontro sempre più violento con le strutture del potere.
Nonostante il debutto poco entusiasmante su Rotten Tomatoes, Cinefilos.it ha accolto positivamente il film. Nel suo commento da New York, Adriano Ercolani sottolinea soprattutto la capacità di Greengrass di trasformare la ricostruzione storica in una riflessione politica contemporanea:
«Paul Greengrass racconta la rivolta dei contadini del 1381 con il suo cinema fisico e concitato, trovando nel confronto tra popolo e potere il cuore del film. Non sempre equilibrato e originale, The Uprising resta un’opera vibrante e coraggiosa, impreziosita da un ottimo cast e dalla regia del cineasta inglese.»
È proprio questa dimensione a rendere interessante la distanza tra il primo punteggio aggregato e il giudizio di Cinefilos. The Uprising non sembra essere un film privo di difetti: la costruzione delle classi dominanti rischia in alcuni momenti di diventare eccessivamente schematica e il racconto non sempre mantiene lo stesso equilibrio. Ma il cinema nervoso e immediato di Greengrass trova nella rivolta un terreno particolarmente adatto alla sua regia, trasformando le tensioni sociali in movimento, caos e confronto fisico.
La storia presenta inoltre un legame particolare con il mito di Robin Hood. Per un breve periodo il film era stato promosso con il titolo The Uprising: The Rise of Robin Hood, prima di tornare alla denominazione originale, collegando idealmente la rivolta del 1381 alla tradizione popolare dalla quale sarebbe emersa la leggenda del celebre fuorilegge.
Accanto a Garfield troviamo un cast particolarmente ricco: Jamie Bell interpreta John Ball, Woody Norman è Riccardo II, Cosmo Jarvis veste i panni di Wat Tyler, mentre completano il cast Jonny Lee Miller, Tom Hollander, Stephen Dillane, Katherine Waterston e Stanley Townsend.
Il 56% iniziale di Rotten Tomatoes racconta dunque un film capace di dividere, ma sarà necessario attendere un numero più consistente di recensioni per capire quale sarà il suo vero consenso critico. Per Cinefilos, invece, il punto di forza è già chiaro: Greengrass usa una rivolta avvenuta più di seicento anni fa per interrogare ancora una volta il rapporto tra popolo e potere.
The Uprising arriva nelle sale statunitensi l’11 settembre 2026.
