Zack Snyder torna sul suo addio alla DC e boccia il modello Marvel: “Non sono interessato”

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Zack Snyder è tornato a parlare del suo rapporto con il cinema supereroistico e, inevitabilmente, del difficile capitolo che lo lega alla DC. Il regista di L’uomo d’acciaio ha raccontato quanto sia ancora particolare per lui parlare delle difficoltà incontrate nella propria carriera proprio negli studi di Warner Bros., mentre ha chiarito di non avere alcun interesse a dirigere un film del Marvel Cinematic Universe.

Intervistato da The Hollywood Reporter durante la promozione di The Last Photograph, Snyder ha ricordato una recente proiezione di Excalibur di John Boorman negli studi Warner. Durante il successivo Q&A gli è stato chiesto quale fosse stata la più grande avversità affrontata nella sua carriera. Una domanda che, considerando il luogo, ha assunto un peso particolare: “Ci sono state anche domande piuttosto pesanti, come ‘Quali avversità hai affrontato nella tua carriera?’. Ho pensato: ‘È una domanda strana da farmi in questa stanza, ma va bene’.”

Il riferimento è chiaramente alla fine del suo progetto per l’universo cinematografico DC. Snyder ha inoltre ammesso di non aver ancora visto il Superman di James Gunn, pur precisando di sostenerlo e di augurare il meglio al nuovo DCU. La sua posizione sul Marvel Cinematic Universe, invece, è molto più netta: “La Marvel è come una giostra di un parco divertimenti, giusto? Ci sono le salite, le discese, il momento in cui procedi tranquillo e poi un’altra discesa. Alla fine pensi: ‘Wow, è stato pazzesco, è stato fantastico’. Non avevo alcun interesse per questo. E forse è stato un errore. Ma io non penso in quel modo. Non riesco a farlo. Preferirei semplicemente parlare della loro mitologia. E forse questo è meno divertente.”

Zack Snyder preferisce la mitologia al modello seriale dei cinecomic

La dichiarazione di Snyder è interessante perché chiarisce una differenza di approccio che ha caratterizzato anche il suo lavoro alla DC. Il regista non sembra rifiutare i fumetti o la loro mitologia: ciò che respinge è una concezione del cinecomic come esperienza costruita soprattutto attorno a ritmo, spettacolarità e continuità narrativa. Il suo cinema tende invece a prendere il materiale supereroistico come una materia mitologica da reinterpretare secondo un immaginario personale.

È anche per questo che il suo percorso con la DC continua a essere un argomento delicato. Snyder non ha ancora visto il Superman di James Gunn, nonostante il passaggio di consegne abbia ormai aperto una fase completamente diversa per il franchise. La sua uscita dal progetto DC ha lasciato un’eredità molto polarizzante, culminata nel rilascio della Zack Snyder’s Justice League, ma il nuovo corso ha scelto una direzione più ampia e seriale, maggiormente orientata alla costruzione di un universo condiviso.

Zack Snyder Batman v Superman
Foto di Clay Enos/Clay Enos – © 2016 Warner Bros. Entertainment Inc., Ratpac-Dune Entertainment LLC and Ratpac Entertainment, LLC

Il rapporto di Snyder con il cinema a fumetti, tuttavia, potrebbe presto riaprirsi. Il regista è infatti coinvolto come produttore esecutivo e dovrebbe dirigere il pilot della serie prequel di 300, sviluppata da Warner Bros. Television in collaborazione con Netflix. Il progetto non ha ancora ricevuto un ordine ufficiale per la serie, ma una writers’ room è già stata formata. Sarebbe il ritorno di Snyder al mondo dei fumetti dopo Justice League del 2021 e, soprattutto, un’occasione per tornare a un territorio nel quale la sua idea di mitologia cinematografica aveva trovato una delle sue espressioni più riconoscibili.

Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
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