Il live-action di Look Back diretto da Hirokazu Kore-eda sta ottenendo un’accoglienza quasi unanime dopo il passaggio alla Mostra del Cinema di Venezia 2026. Il film, tratto dal celebre manga one-shot di Tatsuki Fujimoto, ha debuttato su Rotten Tomatoes con il 93% di recensioni positive sulla base delle prime 15 valutazioni raccolte, confermando una risposta critica molto forte per un adattamento che arrivava dopo una versione animata già considerata eccellente.
Il film segue Fujino e Kyomoto, due ragazze molto diverse unite dalla passione per il disegno e dal sogno di diventare mangaka. La loro relazione cresce insieme alle rispettive ambizioni e fragilità, trasformando un incontro apparentemente semplice in un legame destinato a segnare entrambe. Natsuki Deguchi e Aju Makita interpretano le protagoniste, mentre Kore-eda firma regia e sceneggiatura.
Il risultato sembra aver convinto soprattutto perché Look Back non cerca di sostituire né il manga né il film animato del 2024. Anche nella nostra recensione da Venezia abbiamo sottolineato come Kore-eda trovi una nuova dimensione per la storia di Fujimoto, trasformandola in un racconto delicato su amicizia, arte, perdita e possibilità. Il film lavora sui piccoli gesti, sul tempo trascorso insieme e sul disegno come forma concreta di relazione, facendo dell’incontro tra Fujino e Kyomoto il vero cuore emotivo dell’opera.
Look Back dimostra che un live-action può reinterpretare un manga senza perderne l’anima
Il confronto inevitabile è con il film animato del 2024, che aveva già ottenuto un’accoglienza straordinaria. Per Kore-eda la sfida era quindi doppia: adattare un manga amatissimo e, allo stesso tempo, giustificare l’esistenza di una seconda trasposizione cinematografica a così poca distanza dalla precedente.
La risposta sembra stare proprio nel linguaggio scelto dal regista. Nella recensione di Cinefilos.it abbiamo evidenziato come Kore-eda trasformi il gesto del disegnare in vera materia cinematografica: il suono della matita sulla carta, il ritmo delle mani e il tempo passato davanti a una tavola diventano parte integrante della narrazione. Il disegno non è semplicemente il mestiere delle protagoniste, ma il linguaggio attraverso cui imparano a conoscersi e a crescere.
È qui che il cinema di Kore-eda incontra naturalmente l’opera di Fujimoto. Entrambi osservano emozioni enormi attraverso dettagli minimi. Fujino e Kyomoto appartengono inizialmente a mondi quasi opposti: una più sicura e competitiva, l’altra introversa e isolata. Una disegna personaggi, l’altra sfondi. Il manga diventa così lo spazio concreto nel quale le loro differenze smettono di separarle e cominciano invece a completarsi.
Il live-action interviene inoltre su alcuni aspetti più enigmatici della storia originale
Come osservato nella nostra recensione, Kore-eda amplia alcuni passaggi della parte finale e rende più leggibili determinati nodi narrativi, senza però cancellare quella zona sospesa tra realtà, memoria e immaginazione che rende Look Back così emotivamente potente. È probabilmente questa la scelta che permette all’adattamento di avere una propria identità invece di ridursi a una riproduzione del manga.
Le prime recensioni internazionali sembrano muoversi nella stessa direzione. Vengono apprezzate soprattutto le interpretazioni delle due protagoniste, la sensibilità con cui Kore-eda affronta amicizia e lutto e la capacità di preservare il nucleo emotivo dell’opera di Fujimoto. Le principali riserve riguardano invece la dilatazione del racconto: trasformare un one-shot molto concentrato in un lungometraggio di circa cento minuti porta inevitabilmente ad ampliare alcuni passaggi che nell’originale erano molto più asciutti.
Ma proprio questa espansione potrebbe essere il punto di forza del progetto. Look Back non prova a competere direttamente con l’adattamento animato, bensì ad aggiungere un’altra prospettiva. Dopo il manga e l’animazione, la storia trova così una terza forma capace di dialogare con le precedenti senza rimanerne prigioniera. Come abbiamo scritto dopo Venezia, il vero valore dell’adattamento risiede proprio nella capacità di cambiare linguaggio senza perdere la magia dell’originale.
Il film arriverà nelle sale italiane il 21 gennaio 2027, distribuito da Lucky Red. Dopo l’accoglienza ottenuta a Venezia e il forte debutto su Rotten Tomatoes, Look Back sembra quindi confermare una cosa non affatto scontata: anche un manga già adattato con successo può trovare nuova vita sullo schermo quando dietro la macchina da presa c’è un autore capace di reinterpretarlo invece di limitarvisi.

