La nuova serie di Harry Potter potrebbe riuscire dove persino gli otto amatissimi film della saga hanno dovuto inevitabilmente accettare dei compromessi. A sostenerlo è Gary Oldman, interprete di Sirius Black nella saga cinematografica, secondo cui il formato televisivo permetterà al nuovo adattamento HBO di restituire una quantità di dettagli dei romanzi impossibile da conservare sul grande schermo.
Oldman conosce bene il problema. L’attore ha interpretato il padrino di Harry a partire da Harry Potter e il prigioniero di Azkaban e ha spiegato come i film fossero costretti a sacrificare una parte consistente del materiale originale per rientrare nella durata cinematografica. Intervistato da Entertainment Weekly al Toronto International Film Festival, ha sottolineato proprio questo aspetto parlando della nuova serie.
«Abbiamo dovuto tagliare moltissimo e, nonostante questo, riuscivamo a malapena a portare i film a circa tre ore. Credo che [la serie TV] seguirà i libri praticamente parola per parola e penso che, da spettatore, sarà più soddisfacente.»
Oldman ha aggiunto che nei film «molti dettagli sui personaggi sono stati sacrificati» a causa della necessità di lavorare all’interno di una finestra di circa due ore e mezza. Quanto alla nuova produzione, l’attore ha concluso semplicemente: «Auguro loro buona fortuna.»
La serie di Harry Potter potrà recuperare personaggi e storie sacrificati dai film
La maggiore fedeltà ai romanzi rappresenta fin dall’annuncio uno dei principali elementi con cui HBO intende distinguere la serie dai film. La prima stagione sarà composta da otto episodi e adatterà il primo romanzo, offrendo quindi molto più spazio rispetto alle due ore e 32 minuti di Harry Potter e la pietra filosofale.
Alcuni cambiamenti sono già evidenti. Nella serie comparirà Peeves, il poltergeist di Hogwarts completamente escluso dalla saga cinematografica, interpretato da Peter Serafinowicz. Sarà inoltre mostrato Harry insieme a Hagrid nella metropolitana di Londra, mentre un’altra scena riprenderà più fedelmente l’incontro con Fuffi: Neville Paciock sarà insieme a Harry, Ron ed Hermione quando i ragazzi scopriranno il cane a tre teste, come avviene nel romanzo.
La questione potrebbe diventare ancora più importante procedendo nella saga, perché i libri aumentano progressivamente di lunghezza e complessità. Proprio Sirius Black potrebbe essere uno dei personaggi a beneficiarne maggiormente. I film hanno infatti ridotto diversi elementi della sua storia con i Malandrini e anche il ruolo del tradimento di Kreacher negli eventi che conducono al suo destino in Harry Potter e l’Ordine della Fenice.
Sirius dovrebbe entrare nella serie soltanto con la terza stagione e il nuovo interprete non è ancora stato annunciato. Ben Barnes rimane da tempo uno dei fancast più popolari, ma non esiste al momento alcuna conferma sul suo coinvolgimento. Nel frattempo, la produzione è già andata avanti: sono iniziate le riprese della seconda stagione e diversi importanti ruoli adulti sono stati assegnati.
Le parole di Oldman individuano quindi quella che potrebbe diventare la vera ragione d’esistere del nuovo Harry Potter. La serie difficilmente potrà sostituire nell’immaginario collettivo un cast e otto film cresciuti insieme a un’intera generazione, ma può offrire qualcosa che il cinema, per sua stessa struttura, non poteva garantire: tempo. Più spazio per i personaggi, per Hogwarts e per tutte quelle sottotrame che i film furono costretti a comprimere o eliminare. È su questo terreno, più che sul semplice confronto con gli interpreti originali, che il nuovo adattamento HBO dovrà dimostrare il proprio valore.

