Avengers: Doomsday potrebbe realizzare il vero piano finale di Thanos: la teoria che collega Doctor Doom a Endgame

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A sette anni da Avengers: Endgame, una delle ultime minacce pronunciate da Tony Stark potrebbe assumere un significato completamente nuovo. Prima dello scontro finale contro Thanos, Iron Man avvertiva Steve Rogers che manipolare il tempo avrebbe inevitabilmente avuto delle conseguenze: «Giochi con il tempo, e prima o poi il tempo gioca con te». All’epoca era una constatazione legata direttamente all’arrivo del Thanos del 2014 nel presente degli Avengers. Oggi, però, quella frase sembra quasi anticipare l’intera Saga del Multiverso e potrebbe diventare la chiave attraverso cui Avengers: Doomsday collegherà Doctor Doom agli eventi di Endgame.

La teoria diventa ancora più interessante se si guarda non soltanto a ciò che Thanos voleva ottenere in Infinity War, ma a ciò che decide di fare alla fine di Endgame. Dopo aver scoperto che gli Avengers hanno annullato lo Snap, il Titano Pazzo abbandona definitivamente l’idea di riequilibrare l’universo eliminando metà della vita: vuole distruggere completamente la realtà e crearne una nuova, popolata da esseri incapaci di ricordare ciò che esisteva prima. È un progetto che Thanos non riesce mai a realizzare, ma che assomiglia sorprendentemente a ciò che Doctor Doom compie nei fumetti di Secret Wars. Se l’MCU seguirà almeno in parte quella direzione, Victor von Doom potrebbe quindi diventare non il semplice successore di Thanos, ma il villain capace di portare a termine il suo vero Endgame.

Avengers: Endgame potrebbe aver già spiegato l’origine di Doomsday: Doctor Doom sarebbe la conseguenza delle scelte degli Avengers

Il collegamento parte da una delle frasi apparentemente più semplici di Avengers: Endgame. Quando Tony Stark dice a Steve Rogers che alterare il tempo finirà inevitabilmente per produrre una reazione, il film sta descrivendo ciò che è appena accaduto: gli Avengers hanno viaggiato nel passato per recuperare le Gemme dell’Infinito e, così facendo, hanno permesso indirettamente al Thanos del 2014 di raggiungere il loro presente. Il viaggio nel tempo salva l’universo, ma genera contemporaneamente la minaccia che rischia di distruggerlo. È significativo che, sette anni dopo, Marvel Studios abbia riportato proprio quella battuta al centro della promozione di Avengers: Endgame Encore, la nuova distribuzione cinematografica del film pensata anche per costruire un collegamento con Doomsday. Non è ancora una conferma che quella frase sia stata trasformata retroattivamente in un vero presagio, ma la sua nuova centralità rende inevitabile chiedersi perché Marvel voglia riportare l’attenzione proprio su quel concetto.

Nel frattempo l’MCU ha mostrato ripetutamente che intervenire sul tempo e sulle realtà alternative produce conseguenze sempre più difficili da controllare. Le ramificazioni temporali di Loki, le incursioni introdotte attraverso la Saga del Multiverso e l’incontro progressivo tra universi differenti hanno trasformato quello che in Endgame sembrava un espediente necessario per sconfiggere Thanos nel problema strutturale dell’intera fase successiva. È quindi possibile leggere Doctor Doom come il punto nel quale tutte queste conseguenze finalmente convergono. Il materiale mostrato finora per Doomsday ha insistito sull’idea di vite “rubate”, lasciando intendere che Victor possa considerare l’ordine attuale della realtà qualcosa che non avrebbe dovuto esistere. Se fosse davvero questa la sua prospettiva, gli Avengers non sarebbero semplicemente gli eroi che Doom vuole sconfiggere: sarebbero coloro che, salvando il proprio universo, hanno contribuito a destabilizzare quello degli altri.

Questa lettura permetterebbe inoltre a Doomsday di evitare uno dei rischi inevitabili dopo Thanos: costruire un nuovo villain semplicemente più potente del precedente. Doom non avrebbe bisogno di esserlo. Gli basterebbe avere una ragione per considerare la vittoria degli Avengers in Endgame come l’origine del problema che ora pretende di risolvere. La frase di Tony diventerebbe così tragicamente profetica: il tempo non avrebbe reagito immediatamente alla manipolazione degli Avengers, ma sette anni dopo, presentandosi con il volto dell’uomo che aveva pronunciato quell’avvertimento.

Doctor Doom e Thanos potrebbero condividere la stessa convinzione: essere gli unici capaci di salvare una realtà destinata a morire

Avengers: Doomsday - Robert Downey Jr.

Il parallelo più profondo tra Doom e Thanos non riguarda necessariamente i loro poteri, ma il modo in cui entrambi concepiscono se stessi. Thanos non si considera mai semplicemente un conquistatore. In Infinity War è convinto che l’universo sia condannato dall’esaurimento delle proprie risorse e che soltanto qualcuno disposto a compiere ciò che gli altri giudicano moralmente inaccettabile possa salvarlo. La sua idea dell’“inevitabile” nasce esattamente da questa convinzione: non pensa di avere ragione perché è più forte, ma di essere più forte perché è l’unico disposto ad accettare quella che considera una necessità.

Victor von Doom potrebbe occupare uno spazio simile, ma attraverso una logica ancora più pericolosa. Nei fumetti, Doom ha sempre avuto un rapporto particolare con il concetto di salvezza: il suo autoritarismo deriva anche dalla convinzione che il mondo funzionerebbe meglio se fosse governato da lui. Il confine tra proteggere la realtà e possederla diventa quindi sottilissimo. Se Doomsday presenterà davvero un Multiverso sull’orlo del collasso, Victor potrebbe non considerare gli Avengers nemmeno i suoi veri nemici. Potrebbe vederli come persone incapaci di comprendere che alcune realtà devono essere sacrificate perché qualcosa possa sopravvivere.

Doctor Destino in Avengers Doomsday

Il possibile dolore personale anticipato attorno al personaggio renderebbe questa convinzione ancora più significativa. Se Doom avesse perso il proprio mondo, la propria famiglia o qualcosa di fondamentale a causa delle conseguenze delle incursioni, la sua crociata avrebbe una motivazione emotiva prima ancora che ideologica. Sarebbe qui che Robert Downey Jr. diventerebbe una scelta narrativa molto più interessante di una semplice provocazione di casting. Il volto di Tony Stark, l’uomo che ha sacrificato se stesso per preservare l’universo degli Avengers, diventerebbe quello di Victor von Doom, l’uomo disposto a sacrificare interi universi per preservare ciò che considera davvero degno di sopravvivere. Due idee opposte di salvezza incarnate dallo stesso volto.

È anche per questo che Doom potrebbe funzionare come conseguenza di Endgame senza cancellarne il significato. Tony Stark ha salvato il proprio universo; Victor potrebbe arrivare per dimostrare che quella vittoria aveva un prezzo invisibile. In questo modo la Saga del Multiverso non negherebbe il sacrificio di Iron Man, ma lo collocherebbe dentro una prospettiva molto più ampia: ciò che è stato una salvezza osservando una singola realtà potrebbe essere diventato una catastrofe osservando l’intero Multiverso.

Il piano finale di Thanos in Avengers: Endgame assomiglia già a Secret Wars e Doctor Doom potrebbe essere colui che riuscirà davvero a realizzarlo

Il passaggio decisivo della teoria arriva proprio durante la battaglia finale di Endgame. Il Thanos del 2014 scopre che il suo piano originale è destinato a fallire perché coloro che sopravvivono non accetteranno mai ciò che ha fatto. Gli Avengers riusciranno a recuperare le Gemme e a riportare in vita le vittime dello Snap. È allora che il personaggio cambia obiettivo. Non vuole più eliminare metà della vita: vuole cancellare completamente l’universo e ricostruirne uno nuovo attraverso le Gemme dell’Infinito, popolandolo con esseri che non sappiano cosa sia stato distrutto. «Un universo riconoscente», lo definisce Thanos. La differenza è fondamentale, perché il suo obiettivo finale non è più correggere la realtà esistente, ma sostituirla.

Ed è proprio qui che Endgame sembra avvicinarsi sorprendentemente alla premessa di Secret Wars di Jonathan Hickman ed Esad Ribić. Nel grande evento Marvel del 2015, le incursioni conducono alla distruzione del Multiverso. Doom riesce però a impossessarsi del potere dei Beyonders e utilizza ciò che resta delle diverse realtà per costruire Battleworld, un mondo composto dai frammenti degli universi distrutti. Victor non è semplicemente il sovrano di questa nuova realtà: ne diventa praticamente il dio, mentre gran parte dei suoi abitanti non possiede alcun ricordo dell’esistenza precedente. Soltanto alcune figure conoscono la verità e un piccolo gruppo di sopravvissuti alla distruzione del Multiverso conserva la memoria del mondo perduto.

Capitan-America-Avengers-Endgame

La somiglianza concettuale è difficile da ignorare. Thanos voleva distruggere l’universo e crearne uno nuovo i cui abitanti non ricordassero ciò che avevano perso. Doom, nei fumetti, salva ciò che resta del Multiverso creando un nuovo mondo nel quale quasi nessuno ricorda cosa esistesse prima. I due progetti non sono identici nelle motivazioni o nelle modalità, ma condividono un principio inquietante: per salvare la realtà bisogna prima accettare che quella precedente smetta di esistere.

Se Avengers: Doomsday dovesse concludersi con il collasso del Multiverso e la nascita di una versione cinematografica di Battleworld, Doom riuscirebbe quindi letteralmente dove Thanos aveva fallito. E la simmetria sarebbe particolarmente potente: in Endgame Robert Downey Jr. interpreta l’uomo che usa le Gemme dell’Infinito per impedire a Thanos di creare quella nuova realtà; sette anni dopo potrebbe interpretare l’uomo che finisce per crearla.

Battleworld potrebbe essere il vero finale di Avengers: Doomsday e trasformare Secret Wars nella risposta definitiva a Endgame

Naturalmente, questa parte rimane una teoria. Marvel Studios non ha confermato che Avengers: Doomsday terminerà con la creazione di Battleworld né che l’adattamento cinematografico di Secret Wars seguirà direttamente la struttura del fumetto di Hickman. Ma narrativamente sarebbe una soluzione particolarmente efficace perché permetterebbe ai due prossimi film degli Avengers di avere funzioni differenti. Doomsday potrebbe raccontare il fallimento degli eroi nel tentativo di impedire la morte del Multiverso, mentre Secret Wars inizierebbe dentro la realtà costruita da Doom dopo quella catastrofe.

Una struttura del genere permetterebbe anche di spiegare perché Marvel stia riunendo personaggi appartenenti a continuità cinematografiche differenti. Gli Avengers dell’MCU, i Fantastici Quattro e gli X-Men provenienti da altre realtà non sarebbero semplicemente ospiti di un gigantesco crossover, ma rappresenterebbero letteralmente mondi destinati a entrare in collisione. Battleworld diventerebbe allora il luogo nel quale quelle storie possono sopravvivere dopo la distruzione delle rispettive realtà, prima che Secret Wars conduca eventualmente alla nascita di un nuovo universo condiviso.

Thanos-in-Avengers-Endgame-MCU

È qui che Endgame potrebbe cambiare retroattivamente significato senza perdere la propria forza. Per sette anni abbiamo considerato la vittoria contro Thanos come la conclusione definitiva della Saga dell’Infinito. Doomsday potrebbe trasformarla invece nel primo atto inconsapevole della crisi successiva. Gli Avengers hanno sconfitto Thanos alterando il tempo, riportando indietro metà dell’universo e preservando la propria realtà; Doom potrebbe arrivare come conseguenza estrema di quelle azioni, convinto che quel mondo salvato sia soltanto uno dei tanti responsabili della morte del Multiverso.

A quel punto la Saga del Multiverso chiuderebbe un cerchio iniziato molto prima di quanto sembrasse. Thanos aveva immaginato un universo nuovo incapace di ricordare quello precedente. Tony Stark gli aveva impedito di crearlo. Doctor Doom potrebbe finalmente riuscirci, trasformando Avengers: Secret Wars non soltanto nel seguito di Doomsday, ma nella risposta definitiva alla domanda lasciata sospesa da Endgame: cosa succede quando gli eroi salvano il proprio universo manipolando le regole della realtà?

Avengers: Doomsday arriverà nelle sale il 18 dicembre 2026.

Redazione
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