Spider-Man: Brand New Day non porta realmente in azione i New Avengers, ma potrebbe aver detto sulla nuova squadra molto più di quanto sembri. La presenza di Yelena Belova permette infatti al film di mostrare per la prima volta quale sia il criterio con cui il gruppo nato alla fine di Thunderbolts* decide quali minacce meritino il suo intervento. Ed è proprio questa scelta a mettere in discussione la capacità dei New Avengers di raccogliere davvero l’eredità lasciata dalla squadra originale.
Il gruppo composto da Yelena, Bucky Barnes, Red Guardian, Ghost, U.S. Agent e, almeno potenzialmente, Sentry esiste ormai ufficialmente nell’MCU, anche se non lo abbiamo ancora visto affrontare una missione completa sotto questa identità. Avengers: Doomsday cambierà inevitabilmente la situazione, portando questi personaggi dentro una crisi di dimensioni enormemente superiori rispetto a quella affrontata in Thunderbolts*. Prima ancora di misurarne la forza, però, Marvel sembra interessata a mettere alla prova qualcosa di più importante: il loro giudizio.
È qui che Spider-Man: Brand New Day assume un peso inatteso. L’errore di valutazione commesso da Yelena davanti alla minaccia rappresentata da Jean Grey non dimostra semplicemente che i New Avengers possono sbagliare. Suggerisce che la squadra non abbia ancora sviluppato quella capacità di leggere il pericolo che distingueva gli Avengers originali. Una debolezza che potrebbe alimentare lo scontro con Sam Wilson e, soprattutto, trasformare i New Avengers negli improbabili outsider di Avengers: Doomsday.
Yelena sottovaluta Jean Grey e rivela quanto i New Avengers debbano ancora imparare a riconoscere una vera minaccia
Quando Peter Parker cerca l’aiuto di Yelena Belova per affrontare ciò che sta accadendo intorno al Damage Control, la risposta della nuova Black Widow è piuttosto netta. Il caso viene sostanzialmente classificato come qualcosa di troppo piccolo per richiedere l’intervento dei New Avengers: le classiche “small potatoes”, contrapposte alle minacce più grandi di cui dovrebbe occuparsi una squadra con quel nome. In linea teorica, il ragionamento non è assurdo. Spider-Man ha sempre operato anche su una dimensione urbana, mentre gli Avengers vengono mobilitati quando il problema supera la capacità dei singoli eroi.
Il problema è che Brand New Day smonta progressivamente questa distinzione. Yelena non può sapere immediatamente quanto Jean Grey sia potente, ma comprende che dietro gli eventi potrebbe esserci una forma di possessione. Ed è proprio questo dettaglio a rendere discutibile la decisione di non intervenire. In un universo popolato da Hulk, Thor, Scarlet Witch e numerosi altri esseri dotati di capacità potenzialmente devastanti, il controllo mentale non può essere considerato una minaccia secondaria. Significa possedere, almeno teoricamente, la possibilità di trasformare alcune delle armi più potenti della Terra contro il pianeta stesso.
Jean dimostra concretamente il problema quando riesce a prendere il controllo di Smart Hulk. A quel punto la scala della minaccia cambia completamente: non conta più soltanto ciò che Jean può fare direttamente, ma chi può costringere ad agire al proprio posto. È una dinamica che rende il potere mentale particolarmente pericoloso nell’MCU e che evidenzia il limite del sistema adottato dalla nuova squadra. I New Avengers sembrano classificare le crisi sulla base delle loro dimensioni apparenti, mentre alcune delle minacce peggiori possono iniziare proprio come incidenti circoscritti.
La differenza rispetto agli Avengers originali passa anche da qui. Tony Stark e Steve Rogers commettevano errori enormi, talvolta con conseguenze catastrofiche, ma i film avevano progressivamente costruito attorno alla squadra una capacità di comprendere quando un evento apparentemente limitato potesse diventare qualcosa di molto più grande. I New Avengers possiedono combattenti formidabili, ma Brand New Day suggerisce che non abbiano ancora acquisito la stessa maturità strategica. Essere Avengers, in altre parole, non significa soltanto essere abbastanza potenti da affrontare una crisi: significa capire quale crisi non si può permettere di ignorare.
L’errore dei New Avengers può rendere ancora più profondo il conflitto con Sam Wilson in Avengers: Doomsday
Questa debolezza diventa particolarmente interessante considerando che nell’MCU esiste ormai un problema ancora irrisolto: chi ha davvero il diritto di chiamarsi Avengers? Thunderbolts* ha trasformato pubblicamente Yelena e i suoi compagni nei New Avengers, mentre Sam Wilson rappresenta l’eredità morale più diretta di Steve Rogers. La disputa sul nome della squadra può quindi sembrare inizialmente una questione di legittimità, ma Spider-Man: Brand New Day offre a Marvel la possibilità di trasformarla in qualcosa di molto più sostanziale.
Sam potrebbe non contestare soltanto il nome. Potrebbe contestare il modo in cui il gruppo interpreta il ruolo degli Avengers. Se venisse a sapere che Spider-Man aveva segnalato una minaccia e che la squadra aveva scelto consapevolmente di non intervenire, la vicenda di Jean Grey diventerebbe un argomento perfetto contro di loro. Non perché ogni problema di New York debba necessariamente mobilitare gli Avengers, ma perché la responsabilità associata a quel nome richiede una capacità di valutazione che Yelena, almeno in questo caso, non dimostra.
Il contrasto sarebbe coerente anche con il percorso di Sam Wilson. Da quando ha raccolto lo scudo di Captain America, Sam non è stato costruito come l’eroe più potente dell’MCU, ma come qualcuno che comprende il peso politico e morale dei simboli. Il nome Avengers è esattamente questo: non una semplice denominazione operativa, bensì una promessa fatta al mondo. I protagonisti di Thunderbolts*, al contrario, arrivano da esperienze molto diverse. Sono assassini, agenti compromessi, supersoldati falliti o individui manipolati dalle istituzioni. Il loro valore come personaggi nasce proprio dalla possibilità di diventare qualcosa di migliore, non dal fatto che lo siano già.
Per questo uno scontro con gli Avengers di Sam potrebbe funzionare molto meglio se Marvel evitasse di ridurlo alla domanda su quale gruppo sia “quello vero”. Le due squadre possono incarnare concezioni differenti dell’eroismo: da una parte Sam, custode di un’eredità che pretende responsabilità; dall’altra Yelena e i suoi compagni, persone imperfette che hanno ricevuto un titolo enorme prima di aver imparato completamente cosa comporti. Brand New Day potrebbe aver fornito il primo esempio concreto di questa distanza.
Spider-Man: Brand New Day rende i New Avengers degli outsider perfetti per affrontare Doctor Doom
La conseguenza più interessante dell’errore di Yelena riguarda però Avengers: Doomsday. I New Avengers arriveranno al prossimo grande evento Marvel senza il prestigio, l’esperienza e probabilmente neppure la potenza complessiva della formazione che affrontò Thanos. Non è necessariamente un limite narrativo. Al contrario, potrebbe essere esattamente ciò di cui il film ha bisogno per evitare di trasformare la nuova squadra in una semplice imitazione degli Avengers precedenti.
Thunderbolts* aveva già costruito il gruppo partendo dai suoi difetti. Yelena, Bucky, Alexei, Walker e Ghost non funzionano perché rappresentano l’élite dei supereroi, ma perché sono individui danneggiati costretti a trovare una forma di fiducia reciproca. La loro proclamazione come New Avengers arriva quasi prima della loro effettiva maturazione. Spider-Man: Brand New Day sembra continuare questa idea: hanno ottenuto il nome, ma devono ancora diventare ciò che quel nome rappresenta.
È una premessa particolarmente efficace davanti a Doctor Doom. Contro una minaccia destinata a riunire personaggi provenienti da diversi angoli dell’universo Marvel, la nuova squadra non dovrà soltanto dimostrare di poter combattere. Dovrà dimostrare di saper scegliere, collaborare e assumersi responsabilità quando la posta in gioco diventa assoluta. L’eventuale confronto con Sam Wilson può quindi diventare parte dello stesso percorso, costringendo Yelena e gli altri a confrontarsi con l’eredità che hanno accettato.
Ed è forse questo il vero valore della scelta compiuta in Spider-Man: Brand New Day. Marvel non ha bisogno che i New Avengers siano già all’altezza di Iron Man, Captain America, Thor e degli altri eroi che hanno definito la Infinity Saga. Sarebbe molto più interessante vederli fallire proprio perché non lo sono ancora. La leggerezza con cui Yelena giudica la situazione di Jean Grey può allora diventare il primo segnale di un arco più grande: quello di una squadra che ha ricevuto il titolo di Avengers prima di averne conquistato davvero il significato. Se Doomsday porterà questo conflitto fino alle sue conseguenze, il loro punto debole potrebbe diventare esattamente ciò che renderà interessante seguirli.




