Arrivato al cinema nel 2006, The Departed – Il bene e il male è uno dei film più celebri della carriera di Martin Scorsese, un thriller criminale costruito intorno a una guerra di infiltrati, identità nascoste e tradimenti incrociati. Da una parte c’è Frank Costello, potente boss della criminalità irlandese di Boston, che ha inserito una propria talpa nella polizia; dall’altra Billy Costigan, giovane agente incaricato di infiltrarsi nella sua organizzazione. Entrambi cercano di individuare l’infiltrato presente nello schieramento avversario, creando una spirale di paranoia destinata a travolgere tutti.
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La storia, però, non nasce interamente dalla fantasia di Scorsese e dello sceneggiatore William Monahan. The Departed è infatti il remake americano del film hongkonghese Infernal Affairs, diretto da Andrew Lau e Alan Mak nel 2002, dal quale riprende l’idea centrale dei due infiltrati che si cercano reciprocamente. Per l’ambientazione bostoniana e per la costruzione del personaggio di Frank Costello, tuttavia, Monahan guardò anche alla cronaca criminale americana, in particolare alla figura di James “Whitey” Bulger e al rapporto realmente esistito tra il boss della Winter Hill Gang e l’agente dell’FBI John Connolly. È dunque nella storia di Bulger che bisogna cercare la principale componente reale del film.
La vera storia di Whitey Bulger, il boss di Boston che trasformò il rapporto con l’FBI in un’arma criminale
Per capire quanto The Departed debba alla realtà occorre partire da Whitey Bulger, nato a Boston nel 1929 e destinato a diventare uno dei criminali più importanti e ricercati degli Stati Uniti. A partire dagli anni Settanta assunse una posizione dominante nella criminalità organizzata dell’area di Boston, legandosi alla cosiddetta Winter Hill Gang e costruendo una rete di potere fondata sulla violenza, sulle intimidazioni e sui rapporti con altre organizzazioni criminali.
La somiglianza con Frank Costello riguarda soprattutto il modo in cui il potere criminale di Bulger si intrecciò con quello delle istituzioni. Bulger non era semplicemente un boss che cercava di evitare l’arresto: aveva sviluppato un rapporto con l’FBI attraverso l’agente John Connolly, che conosceva l’ambiente criminale di Boston e che divenne una figura fondamentale nella gestione di quel rapporto.
Bulger forniva informazioni agli investigatori federali sulla criminalità rivale, soprattutto sulla mafia italoamericana. In cambio, il boss otteneva una forma di protezione che gli permetteva di continuare a esercitare il proprio potere mentre alcuni dei suoi concorrenti finivano nel mirino delle autorità. La dinamica reale è quindi particolarmente vicina al principio drammatico alla base di The Departed: un criminale può prosperare quando riesce a trasformare l’apparato che dovrebbe combatterlo in uno strumento al servizio dei propri interessi.
È qui che il film trova la sua materia più autenticamente “vera”. Frank Costello non è una riproduzione biografica di Bulger e Jack Nicholson costruisce un personaggio molto più teatrale, imprevedibile e grottesco rispetto alla figura storica. Anche la relazione con Colin Sullivan, interpretato da Matt Damon, è una rielaborazione cinematografica di quella tra Bulger e Connolly, trasformata però in una vicenda di infiltrazione interna alla polizia del Massachusetts.
La storia reale di Bulger era inoltre molto più lunga e complessa di quella raccontata nel film. Il criminale aveva alle spalle arresti e condanne già prima di diventare una figura dominante della criminalità di Boston. Il suo rapporto con l’FBI contribuì poi a costruire attorno a lui una reputazione particolarmente controversa: mentre collaborava con gli investigatori, continuava a essere coinvolto in attività criminali e a consolidare la propria posizione.
Dalla protezione dell’FBI alla fuga: come si conclude davvero la storia di Whitey Bulger e John Connolly
Il sistema costruito attorno a Whitey Bulger e John Connolly non rimase però intatto per sempre. Con il passare degli anni emersero accuse e testimonianze sempre più pesanti sulla natura del rapporto tra il boss e l’agente, fino a rendere impossibile mantenere quella collaborazione segreta. Quando le autorità iniziarono a muoversi concretamente contro Bulger, il criminale era già riuscito a scomparire.
Bulger divenne un latitante nel 1994, quando fu avvertito che stava per essere incriminato. Per i successivi sedici anni rimase lontano dalla giustizia, entrando progressivamente nella lista dei criminali più ricercati dagli Stati Uniti. Il suo nome finì persino accanto a quello di Osama bin Laden nella lista dell’FBI dei dieci ricercati più pericolosi, contribuendo a trasformarlo in una figura quasi leggendaria della criminalità americana.
La sua fuga terminò soltanto nel giugno 2011, quando fu arrestato a Santa Monica, in California, insieme alla compagna Catherine Greig. Il ritrovamento fu favorito anche dalle informazioni ottenute grazie a una campagna pubblica dell’FBI che aveva diffuso immagini aggiornate di Bulger. Dopo anni trascorsi nascosto, il boss tornava così al centro dell’attenzione giudiziaria.
Nel frattempo anche John Connolly aveva dovuto affrontare le conseguenze del proprio rapporto con Bulger. La sua vicenda giudiziaria contribuì a mostrare quanto profondamente i confini tra investigazione federale e criminalità organizzata fossero stati compromessi. Connolly fu condannato per il suo coinvolgimento nella vicenda e nel 2008 ricevette una condanna per omicidio di secondo grado legata all’uccisione del businessman John Callahan.
La storia di Bulger si concluse in modo molto diverso da quella di Frank Costello. Nel 2013 fu condannato per numerosi reati, compreso il coinvolgimento in undici omicidi, e ricevette due ergastoli più cinque anni. Non sarebbe però rimasto a lungo in carcere: il 30 ottobre 2018 fu trovato morto nella prigione federale di Hazelton, in West Virginia. Aveva 89 anni ed era stato aggredito da altri detenuti.
È significativo che il destino reale di Bulger sia arrivato alla violenza anche dopo la cattura, perché The Departed utilizza proprio la morte come elemento decisivo nella propria rappresentazione del mondo criminale. La differenza è che il film condensa e reinventa decenni di criminalità, corruzione e rapporti istituzionali in una storia costruita per arrivare a una resa dei conti molto più rapida e spettacolare.
The Departed tra Infernal Affairs e cronaca criminale: cosa resta davvero della storia vera nel film
La risposta alla domanda se The Departed – Il bene e il male sia tratto da una storia vera deve quindi essere formulata con una certa precisione. Il film non racconta la biografia di Whitey Bulger, né mette in scena un caso di cronaca realmente avvenuto. La sua trama principale deriva da Infernal Affairs, mentre la realtà criminale di Boston fornisce materiale e suggestioni soprattutto per la costruzione di Frank Costello e del sistema di protezioni che circonda il boss.
La componente più evidente dell’eredità di Bulger riguarda proprio il personaggio interpretato da Jack Nicholson. Costello è un criminale che ha trascorso anni a costruire relazioni con uomini delle istituzioni e che comprende perfettamente quanto l’informazione possa essere potente quanto la violenza. La sua capacità di avere un uomo dentro la polizia richiama direttamente il meccanismo attraverso cui Bulger riuscì a sfruttare il proprio rapporto con John Connolly.
Anche Colin Sullivan è dunque una figura di finzione con una precisa controparte reale. Matt Damon non interpreta Connolly, così come Leonardo DiCaprio non interpreta una persona realmente esistita. Billy Costigan è una creazione narrativa funzionale alla struttura del film: il suo percorso serve a rendere simmetrico il conflitto, mettendo un infiltrato della polizia all’interno della banda mentre Sullivan agisce dall’altra parte.
Questa distinzione rende ancora più interessante il film di Martin Scorsese. La cronaca di Bulger gli fornisce una base concreta per raccontare la corruzione del potere, mentre Infernal Affairs gli offre il meccanismo narrativo del doppio infiltrato. Il risultato è una storia che non vuole ricostruire fedelmente un caso giudiziario, bensì utilizzare elementi reali per rendere credibile un universo in cui criminali e istituzioni finiscono per contaminarsi reciprocamente.
Lo stesso finale del film va letto in questa prospettiva. Il topo che compare nell’ultima inquadratura è una metafora esplicita del tradimento e degli informatori, ma soprattutto riassume il tema centrale di The Departed: in un sistema fondato sulla doppiezza, la distinzione tra poliziotto e criminale diventa progressivamente più fragile. È una conclusione profondamente scorsesiana, perché il vero oggetto del film non è stabilire semplicemente chi appartenga al bene o al male, come suggerisce il titolo italiano, bensì mostrare quanto facilmente quelle categorie possano essere corrose dall’ambizione, dalla paura e dal potere.
Per questo la storia vera dietro The Departed non coincide con la trama che vediamo sullo schermo. La vicenda di Whitey Bulger e John Connolly costituisce una delle radici reali del film, mentre Infernal Affairs ne rappresenta l’origine narrativa più diretta. Martin Scorsese e William Monahan fondono entrambe le componenti e le trasformano in una tragedia criminale autonoma, in cui la Boston reale diventa il terreno sul quale una storia profondamente cinematografica può interrogarsi sulla fedeltà, sull’identità e sul prezzo del tradimento.

