Il dramma poliziesco in due parti di Guy Ritchie che sta spopolando su Netflix è fantastico, ma il film è ancora meglio

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The Gentlemen ha dimostrato quanto bene il cinema di Guy Ritchie possa funzionare anche quando viene dilatato nella forma seriale. Dopo aver costruito per anni gangster movie fatti di criminali eccentrici, dialoghi taglienti e trame che sembrano procedere in direzioni opposte prima di ricomporsi, il regista ha trovato nella serie Netflix uno spazio ideale per ampliare quella formula. Con Theo James al centro della storia e un mondo criminale nascosto dietro l’aristocrazia britannica, lo show riesce a trasformare una delle ossessioni di Ritchie in un universo potenzialmente inesauribile.

Eppure chi ha scoperto questo mondo attraverso Netflix dovrebbe tornare indietro di qualche anno. Il film The Gentlemen del 2019 non racconta la stessa storia e non utilizza gli stessi personaggi, ma contiene in forma concentrata quasi tutto ciò che rende irresistibile la serie. Anzi, proprio perché deve costruire e chiudere il proprio gioco in meno di due ore, potrebbe essere ancora oggi la versione più pura e riuscita di questa particolare idea di gangster movie.

The Gentlemen funziona così bene perché la televisione amplifica una struttura che Guy Ritchie utilizzava già al cinema

Per comprendere perché The Gentlemen sembri nato per diventare una serie basta tornare ai primi film di Ritchie. Lock, Stock and Two Smoking Barrels e Snatch erano già costruiti come piccoli ecosistemi criminali: protagonisti relativamente riconoscibili circondati da gangster, truffatori, pugili clandestini e personaggi apparentemente secondari che improvvisamente diventavano fondamentali per la storia.

La serie Netflix utilizza la stessa struttura, ma può permettersi di respirare. Eddie Horniman, interpretato da Theo James, eredita inaspettatamente la proprietà di famiglia e scopre che sotto quell’apparente rispettabilità aristocratica esiste un enorme business legato alla droga. All’inizio vuole liberarsene; poi comprende quanto facilmente denaro, potere e criminalità possano diventare seducenti.

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Il formato episodico permette soprattutto di dare spazio ai personaggi che gravitano intorno a lui. Freddy, il fratello interpretato da Daniel Ings, può trasformarsi continuamente da problema comico a vera minaccia; figure apparentemente marginali possono ottenere intere sequenze e motivazioni proprie. È la struttura dei vecchi gangster movie di Ritchie, semplicemente lasciata espandere.

Il film del 2019 concentra però tutta la formula di Guy Ritchie in meno di due ore

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È proprio qui che il film The Gentlemen conserva un vantaggio. Matthew McConaughey interpreta Mickey Pearson, americano trapiantato nel Regno Unito che ha costruito un gigantesco impero della marijuana nascosto lontano dagli occhi delle autorità. Quando decide di vendere tutto e ritirarsi, però, la notizia attira rapidamente concorrenti, criminali e opportunisti pronti ad approfittarne.

La premessa sembra quasi una versione speculare della serie. Eddie entra accidentalmente in un impero criminale dal quale vorrebbe uscire; Mickey possiede quell’impero e cerca disperatamente di abbandonarlo. In entrambi i casi, però, il vero tema è lo stesso: una volta entrati nel sistema, potere e criminalità diventano molto più difficili da lasciare di quanto sembri.

Intorno a Mickey, Ritchie costruisce inoltre uno dei cast più divertenti della propria carriera. Charlie Hunnam è Ray, il suo braccio destro; Hugh Grant trasforma Fletcher in un investigatore privato viscoso e irresistibile, utilizzato anche come narratore deformante dell’intera vicenda. Ogni personaggio possiede una funzione precisa all’interno di una macchina narrativa che continua a cambiare prospettiva.

The Gentlemen dimostra perché il cinema di Guy Ritchie migliora quando tutto sembra sul punto di sfuggire di mano

La serie può sviluppare maggiormente i personaggi, ma il film possiede qualcosa di più difficile da replicare: la compressione. In meno di due ore Ritchie deve introdurre fazioni, tradimenti, ricatti e doppi giochi mantenendo il pubblico abbastanza disorientato da sorprendersi, ma mai abbastanza da perdere il controllo della storia.

È uno dei tratti fondamentali del suo cinema. Le informazioni vengono spesso presentate fuori ordine, alcuni dettagli sembrano insignificanti e intere scene acquistano un significato diverso quando il puzzle viene completato. Per questo The Gentlemen è anche uno di quei film che migliorano alla seconda visione: conoscendo la destinazione, diventa possibile vedere quanto accuratamente fosse stato preparato il percorso.

Netflix ha dimostrato che quel mondo può diventare più grande. Il film del 2019 dimostra però che Guy Ritchie non ha necessariamente bisogno di otto episodi per costruire un universo. A volte gli bastano cento minuti, quattro criminali memorabili e una situazione destinata inevitabilmente a degenerare.

Redazione
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