Possible Love, recensione: la sociologia dell’amore di Lee Chang-dong

Il regista sudcoreano approda in concorso con un opera fiume che indaga ruoli sociali, frustrazioni e sfruttamento di un amore-odio a quattro occhi.

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Non desiderare la roba d’altri“: con il decimo comandamento del Decalogo si apre il nuovo film di Lee Chang-dong, Possible Love, che segna il ritorno dell’autore sudcoreano in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia a distanza di ben 24 anni da Oasis, Leone d’argento alla miglior regia. Anche in questa sua nuova operazione dietro la cinepresa – questa volta più immersiva che mai – il regista di Burning racconta ancora una volta lo sfruttamento, la lotta fra classi e l’ambiguità dell’amore in crisi e dei ruoli sociali in un’opera fiume affascinante, che non perde mai di vista i suoi personaggi.

Il lavoro che scompare

La pellicola segue le vite di due coppie appartenenti a mondi sociali molto diversi. Ho-seok ha perso il lavoro e cerca insieme alla moglie Mi-ok di affrontare le conseguenze economiche ed emotive del licenziamento; Ye-ji è invece una documentarista sposata con il benestante Sang-woo. Quando la donna decide di raccontare la storia dei lavoratori licenziati in un documentario, le strade dei quattro si incrociano, facendo emergere frustrazioni, desideri e tensioni di classe che finiranno per mettere in discussione i loro rapporti e le certezze su cui hanno costruito le proprie vite.

Tra le varie tematiche al centro del nuovo film di Lee Chang-dong c’è, appunto, quella del lavoro che sta scomparendo, in una società sempre più liquida e frammentata, in cui la digitalizzazione, anche professionale, ha preso il sopravvento. In particolare, il regista è stato ispirato da un episodio risalente a dieci anni fa, quando la ristrutturazione di una grande azienda coreana provocò il licenziamento di quasi il 40% della forza lavoro e diede origine a un lungo sciopero, duramente represso dalle autorità. Ho-seok è ancora estremamente provato dall’accaduto, non riesce apparentemente ad aprirsi con nessuno, neanche con la moglie e nasconde questa gigantesca sofferenza dietro a “uno sguardo tanto triste“.

Gli occhi cinematografici

Il quartetto di attori protagonisti è semplicemente sensazionale nel dar vita a questa dinamica sociale, in cui convergono sogni, crisi, amori impossibili da leggere e altri approfittatori. Alla camera del regista si sovrappone quella di Ye-ji, un secondo piano di lettura che cerca di frugare nelle vite degli altri, dando vita a un enigmatico gioco di sguardi, confessioni e verità che riescono ad essere raccontate a tratti solo davanti a una di queste cineprese, entrambe o nessuna. C’è poi un terzo occhio cinematografico: quello del figlio di Mi-ok e Ho-seok, sguardo trascendentale che il regista riprende dal Decalogo di Kieślowski, e che viene inquadrato sempre “tirando su col naso”, come se fiutasse qualcosa, tanto all’interno della sua famiglia quanto nel rapporto con la coppia benestante.

L’amore a vettori opposti

Possible Love è un vero e proprio trattato sociologico in cui l’amore è andato ormai perduto, in cui ci si potrebbe innamorare delle vite degli altri pur disprezzandole nel pregiudizio; si vorrebbe desiderare di essere dall’altra parte, tanto per una lecita voglia di riscatto quanto per un subdolo interesse nel raccontare storie, quello che manca nell’agiatezza e noia della propria vita privilegiata.

Nei suoi 164 minuti, l’opera indaga apparentemente ogni tratto dei suoi personaggi eppure – e questa è la miglior caratteristica del cinema di Lee Chang-dong – quando il film finisce ci sembra di non averli potuti conoscere, di dover riflettere su ogni quadro, composizione di inquadrature e dialoghi e forse, neanche a quel punto, saremmo riusciti ad afferrare le possibilità di un amore.

Possible Love
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Sommario

Lee Chang-dong racconta ancora una volta lo sfruttamento, la lotta fra classi e l’ambiguità dell’amore in crisi e dei ruoli sociali in un’opera fiume affascinante, che non perde mai di vista i suoi personaggi.

Agnese Albertini
Agnese Albertini
Nata nel 1999, Agnese Albertini è giornalista e critica cinematografica per Cinefilos.it, Best Movie e CinemaSerieTv.it. Laureata in Lingue e Letterature straniere all’Università di Bologna, dal 2022 scrive articoli, news, interviste in inglese e crea contenuti per i social.

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