Quando Stephen King consiglia un film horror, una parte consistente degli appassionati del genere tende inevitabilmente ad ascoltarlo. Lo scrittore di IT, Shining, Carrie e Pet Sematary utilizza spesso i propri social per commentare positivamente film e serie che lo hanno colpito, da From a Stranger Things. Questa volta, però, c’è qualcosa di diverso. King ha deciso di promuovere The Cycle con largo anticipo rispetto alla sua uscita su Shudder, definendo il nuovo horror con Deborah Ann Woll semplicemente “speciale”.
La differenza può sembrare sottile, ma è proprio ciò che rende il suo endorsement particolarmente interessante. King ha ammesso apertamente di non essere solito creare aspettativa intorno a film horror prima della loro distribuzione, soprattutto quando non hanno alcun collegamento con le sue opere. Per The Cycle ha fatto un’eccezione, invitando i suoi follower a segnare il titolo sul calendario. Il film arriverà su Shudder il 23 ottobre 2026, appena una settimana prima di Halloween, e improvvisamente quello che avrebbe potuto essere uno dei tanti nuovi horror stagionali possiede un elemento capace di distinguerlo nettamente dalla concorrenza.
Stephen King considera The Cycle “speciale”, e questa volta il momento del suo consiglio conta quasi quanto il giudizio
King è diventato negli anni una sorta di osservatore privilegiato della cultura horror contemporanea. Non perché ogni suo giudizio debba necessariamente trasformarsi in una certificazione di qualità, ma perché lo scrittore continua a seguire con grande attenzione ciò che il genere produce al cinema e in televisione. Proprio per questo è importante distinguere una normale reazione positiva da ciò che sta facendo con The Cycle. Stavolta King non sta semplicemente raccontando ai suoi follower di aver apprezzato qualcosa: sta contribuendo attivamente a costruire l’attesa per un film che il pubblico non può ancora vedere.
“C’è un film in arrivo su Shudder a ottobre chiamato The Cycle”, ha scritto King su X, spiegando di non essere solito promuovere in anticipo gli horror che non derivano dalle proprie storie. Poi il giudizio che inevitabilmente ha attirato l’attenzione: “questo è speciale”. E infine l’invito più significativo: segnarselo sul calendario.
È una raccomandazione particolarmente efficace perché The Cycle sembra partire da un’idea narrativa costruita proprio intorno a quella contaminazione tra passato e presente che può sostenere un horror molto più inquietante del semplice accumulo di spaventi. Deborah Ann Woll, conosciuta soprattutto come Karen Page in Daredevil e Daredevil: Born Again, interpreta una donna convocata in una stazione di polizia dopo una scoperta apparentemente impossibile: il corpo di suo padre viene ritrovato sulla scena di un crimine 36 anni dopo la sua scomparsa.
La ricerca di una spiegazione la porta progressivamente verso il passato dell’uomo e verso una presenza maligna. È una premessa che trasforma immediatamente il mistero familiare nel motore dell’orrore: non si tratta soltanto di capire come un corpo possa riapparire dopo quasi quattro decenni, ma di scoprire cosa sia accaduto durante tutto quel tempo e quale rapporto possa avere con ciò che sta iniziando a manifestarsi nel presente.
Il titolo stesso, The Cycle, suggerisce inevitabilmente l’idea di qualcosa destinato a ripetersi. Ed è probabilmente questo il punto più interessante della premessa: il ritorno del padre non sembra semplicemente riaprire un caso irrisolto, ma costringere la protagonista a entrare dentro qualcosa che potrebbe non essersi mai realmente concluso.
L’approvazione di Stephen King alza enormemente le aspettative, ma The Cycle dovrà dimostrare di essere più della sua inquietante premessa
Proprio l’intervento di King crea però anche il primo vero problema per The Cycle. Un horror relativamente piccolo distribuito da Shudder avrebbe potuto costruire lentamente la propria reputazione attraverso trailer, recensioni e passaparola. Essere definito “speciale” da uno degli autori che più hanno influenzato l’immaginario horror moderno cambia immediatamente la misura delle aspettative.
E The Cycle dovrà dimostrare di saperle sostenere.
Qualche elemento incoraggiante esiste già oltre alla presenza di Deborah Ann Woll. Il film è diretto da Jordan Downey, che ha scritto la sceneggiatura insieme a Kevin Stewart. I due avevano già collaborato a V/H/S/Beyond, capitolo della longeva antologia horror che aveva ottenuto un’accoglienza critica particolarmente positiva. Nel cast compaiono inoltre Jeffrey Donovan, Gretchen Corbett, Will Hochman, Dana Millican, Jack Doolan e Trevor Newlin.
Ma nessuno di questi elementi spiega da solo perché King abbia deciso di esporsi così presto.
Ed è proprio qui che la sua raccomandazione diventa più intrigante. L’autore ha spesso dimostrato di apprezzare horror molto diversi tra loro, senza limitarsi alle produzioni più grandi o ai film che replicano il tipo di paura associato alle sue opere. Se ha deciso di indicare The Cycle al pubblico quasi due mesi prima della distribuzione, è ragionevole aspettarsi che abbia individuato nel film qualcosa che vada oltre una buona premessa.
Questo non rende automaticamente The Cycle uno dei migliori horror dell’anno. Anzi, l’endorsement di King rischia inevitabilmente di produrre aspettative che il film non avrebbe dovuto affrontare senza il suo intervento. Ma è proprio questa contraddizione a rendere il titolo molto più interessante adesso: un piccolo horror deve improvvisamente confrontarsi con una promessa enorme.
Shudder, del resto, gli ha assegnato una posizione ideale. L’uscita del 23 ottobre permette al film di arrivare nel momento dell’anno in cui l’interesse verso il genere raggiunge naturalmente il suo picco, trasformandolo in una delle nuove proposte immediatamente disponibili per la settimana di Halloween.
Per Deborah Ann Woll rappresenta anche un’occasione interessante per allontanarsi momentaneamente dall’universo Marvel e da Karen Page, affrontando un personaggio costruito intorno a un mistero familiare molto più oscuro. Ma la vera curiosità resta inevitabilmente quella creata dalle poche parole di King.
Non sappiamo ancora cosa abbia visto in The Cycle per considerarlo tanto particolare. Ed è probabilmente meglio così. Per un film horror basato su un mistero che ritorna dal passato dopo 36 anni, sapere soltanto che Stephen King pensa che valga la pena segnarselo sul calendario è già una campagna promozionale difficile da battere.

