Carrie di Stephen King torna sullo schermo, questa volta come serie TV su Prime Video, e affronta i poteri di Carrie White, interpretata da Summer H. Howell, in modo diverso rispetto alle precedenti versioni. Tra le opere più celebri di Stephen King, Carrie è stato il suo primo romanzo pubblicato ed è già stato adattato in quattro film, tra cui un sequel e un film televisivo, oltre che per il teatro. Ora, per la prima volta, Carrie (leggi qui la nostra recensione) arriva sul piccolo schermo con un adattamento sviluppato da Mike Flanagan e distribuito in streaming su Prime Video.
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La serie Carrie del 2026 è una rivisitazione e modernizzazione del romanzo di Stephen King, ma, nonostante introduca numerosi cambiamenti e aggiunte, rimane fedele agli elementi fondamentali della storia originale. Carrie racconta la vicenda di Carrie White che, dopo essere stata istruita a casa e tenuta isolata per tutta la vita, viene mandata alle scuole superiori e si confronta per la prima volta con il mondo esterno in seguito alla morte improvvisa del padre. Nel frattempo, sua madre Margaret, interpretata da Samantha Sloyan, iperprotettiva e violenta, è costretta a trovare un lavoro se vuole continuare a mantenere la custodia della figlia.
Mentre Carrie, incuriosita ed entusiasta di conoscere il mondo, cerca di adattarsi alla nuova realtà, Margaret fatica ad accettare i cambiamenti. Quando però uno scandalo legato al bullismo prende di mira Carrie, la situazione precipita e scatena non soltanto il caos sociale intorno a lei, ma anche i suoi poteri telecinetici rimasti fino a quel momento latenti. I poteri di Carrie sono un elemento fondamentale della sua storia, ma cambiano a seconda che si considerino il romanzo, i film precedenti o la nuova serie TV, che li amplia in modi intelligenti e inaspettati.
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La spiegazione dei poteri di Carrie White
In tutte le versioni di Carrie, i suoi poteri si manifestano pienamente dopo il terribile scherzo con il sangue di maiale al ballo di fine anno. È però evidente, in ogni adattamento, che queste capacità erano presenti fin dalla sua nascita. Nel romanzo, la prima manifestazione significativa dei poteri di Carrie avviene quando ha tre anni e vede la giovane vicina prendere il sole in topless. Carrie le chiede informazioni sulle sue “cuscinetti sporchi”, espressione usata da Margaret per indicare il seno, e quando la madre la sorprende a parlare con la vicina, la trascina violentemente dentro casa.
Mentre Margaret punisce severamente Carrie, una pioggia di pietre si abbatte sulla casa dei White, dando origine a un fenomeno che nessuno riesce a spiegare. Questa scena non è presente nel film del 1976 diretto da Brian De Palma né nell’adattamento del 2013, ma una sua variante è stata inserita nella serie. Qui Carrie incontra la vicina Stella, interpretata da Naika Toussaint, ma invece di concentrarsi sul suo corpo rimane incuriosita dal libro che la donna sta leggendo. Quando Margaret la scopre e la trascina nuovamente in casa, anche in questo caso una pioggia di pietre si abbatte sull’abitazione.
Carrie possiede quindi poteri psionici che comprendono la telecinesi, cioè la capacità di muovere e manipolare oggetti e persone con la mente, la levitazione, la telepatia, attraverso la quale può leggere, proiettare e manipolare i pensieri, la geocinesi, responsabile tra le altre cose della pioggia di pietre, e l’elettrocinesi. Tutte queste capacità sono presenti nella serie TV. Il film del 2013 ha inoltre aggiunto la pirocinesi e la fragocinesi, ovvero la capacità di provocare esplosioni.
Il romanzo, tuttavia, non spiega mai in modo definitivo l’origine dei poteri di Carrie, lasciando spazio a diverse teorie. La più popolare sostiene che il padre di Carrie fosse Randall Flagg sotto mentite spoglie e che le sue capacità fossero una forma di “luccicanza”, il potere che potrebbe essere stato posseduto anche da sua madre. La Carrie di Mike Flanagan modifica questo aspetto e rivela invece che anche Margaret possedeva dei poteri, come ammette nella parte finale dell’episodio conclusivo, ma che aveva scelto attivamente di reprimerli.
Carrie di Mike Flanagan collega i poteri telecinetici al più ampio universo di Stephen King
Non è un segreto che esista un vero e proprio universo narrativo di Stephen King. Diversi romanzi e racconti dello scrittore fanno infatti riferimento gli uni agli altri, creando un universo condiviso dotato di una propria mitologia. Questi collegamenti vengono spesso eliminati negli adattamenti delle opere di King, per evitare confusione o a causa di questioni legate ai diritti. Mike Flanagan, però, ha inserito discretamente Carrie all’interno di questo universo più ampio attraverso un riferimento nell’episodio finale.
Il finale della prima stagione di Carrie rivela che le interviste vengono condotte da Adelaide, interpretata da Kate Siegel, una donna che conosce bene l’esistenza di persone dotate di poteri speciali come quelli di Carrie. La stessa Adelaide, infatti, possiede delle capacità soprannaturali. Quando Margaret le confessa di avere a sua volta dei poteri, Adelaide osserva che “alcune persone hanno un po’ di luccicanza”, un chiaro riferimento al potere centrale del romanzo Shining di Stephen King.
La “luccicanza” viene rappresentata e descritta in modo diverso nel romanzo Shining e nell’adattamento cinematografico diretto da Stanley Kubrick, noto per le numerose differenze rispetto al libro. Nel materiale originale, la luccicanza è un’abilità psichica che si manifesta soprattutto attraverso la telepatia, ma può comprendere anche altre capacità, come la proiezione astrale e la telecinesi, a seconda della persona che la possiede.
Alla luce di questo, il fatto che i poteri di Carrie vengano definiti una forma di “luccicanza” acquista particolare significato e permette alla serie di inserirsi in modo naturale nell’universo narrativo di Stephen King.
Carrie utilizza i suoi poteri molto meglio nella serie TV
Carrie utilizza notoriamente i suoi poteri per vendicarsi dei compagni di scuola e dei bulli dopo l’incidente del sangue di maiale al ballo di fine anno. La serie, però, le concede molto più tempo per scoprire le proprie capacità, imparare a controllarle e capire come utilizzarle.
Nel romanzo c’è un momento in cui Margaret tenta di schiaffeggiare Carrie, ma la ragazza blocca la mano della madre a mezz’aria grazie ai suoi poteri. La scena è stata inserita anche nella serie di Prime Video.
Prima che Carrie parta per il ballo, Margaret cerca di convincerla a rimanere a casa e comincia a farsi del male. Carrie utilizza allora i suoi poteri per far scivolare Margaret fuori dalla stanza e chiudere la porta. Nella serie questo episodio non avviene esattamente nello stesso modo, ma Carrie usa comunque le proprie capacità per spingere la madre dentro un armadio e costringerla a “pentirsi”. Da quel momento Margaret appare visibilmente spaventata dalla figlia, che inizia a utilizzare liberamente i suoi poteri all’interno della casa. Il rapporto tra le due si ribalta e Carrie conquista progressivamente il controllo della situazione.
Inoltre, incoraggiata da Emaline, interpretata da Thalia Dudek, Carrie utilizza i suoi poteri contro i bulli già prima del ballo. All’inizio si tratta di manifestazioni innocue, che però aumentano progressivamente di intensità fino a quando Carrie rompe il naso di Chris, interpretata da Alison Thornton, dopo che la ragazza la aggredisce verbalmente.
In seguito, Emaline aiuta Carrie a familiarizzare con le proprie capacità e a controllarle meglio. Si tratta di una forma di sostegno e di affiancamento che le precedenti versioni del personaggio non avevano mai avuto.
La Carrie del 2026 lascia ancora più domande sui suoi poteri
La serie Carrie di Mike Flanagan aggiunge molti più elementi sui poteri della protagonista e sulla loro origine rispetto al romanzo e ai precedenti adattamenti. Se da una parte questo arricchisce la mitologia legata a Carrie White, dall’altra apre numerosi nuovi interrogativi.
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La serie offre a Carrie un’alleata in Emaline, personaggio che non compare né nel romanzo né nei precedenti adattamenti. Come confermato nell’episodio finale di Carrie, Emaline è una potente e apparentemente pericolosa proiettatrice astrale. Solo nel finale riesce finalmente a interagire fisicamente con Carrie, ma le sue reali motivazioni rimangono poco chiare.
Alla fine del primo episodio viene mostrata una ragazza che afferma di poter percepire Carrie e i suoi poteri, informando poi una donna che in seguito si scopre essere Adelaide. La serie conferma quindi fin dall’inizio che, oltre a Margaret e Carrie, esistono altre persone dotate di capacità psioniche. La presenza di alcune di queste persone al ballo negli episodi conclusivi solleva però ulteriori interrogativi ai quali non viene ancora data risposta.
Non è chiaro cosa vogliano Adelaide e le persone che la circondano da Carrie. Non sappiamo se intendano aiutarla o eliminarla e il fatto che Emaline dica a Carrie di volerla portare al sicuro, lontano da coloro che le stanno cercando, rende la situazione ancora più misteriosa e intrigante.
Tutte queste domande potrebbero trovare una risposta in una seconda stagione. Al momento, però, Carrie è stata concepita come una miniserie e non è stata confermata una seconda stagione.
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