La serie horror preferita di Stephen King è un capolavoro di 67 episodi che merita di essere riscoperto

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Quando si parla delle serie che hanno definito l’horror televisivo, Ai confini della realtà (The Twilight Zone) occupa inevitabilmente una posizione privilegiata. Alla fine degli anni Cinquanta Rod Serling trasformò fantascienza e soprannaturale in strumenti attraverso cui affrontare argomenti politici e sociali che difficilmente avrebbero superato direttamente le resistenze di network, censori e inserzionisti.

Il risultato è diventato uno dei grandi classici della televisione americana, capace di utilizzare alieni, mostri e mondi impossibili come metafore di paure molto concrete. Eppure, secondo Stephen King, esiste un’altra serie antologica dello stesso periodo che avrebbe fatto persino meglio: Thriller, produzione NBC guidata da Boris Karloff e oggi molto meno conosciuta rispetto al capolavoro di Serling.

Thriller con Boris Karloff è uno dei grandi horror dimenticati della televisione

Il successo di Ai confini della realtà contribuì alla diffusione delle serie antologiche fantastiche e horror. Nel corso degli anni sarebbero arrivati titoli come The Outer Limits, Tales from the Crypt, Are You Afraid of the Dark? e Hammer House of Horror, ma Thriller debuttò su NBC già nel 1960, immediatamente dopo l’affermazione della serie di Serling.

A presentarla c’era Boris Karloff, diventato un’icona del cinema horror soprattutto grazie alla sua interpretazione della creatura di Frankenstein nei classici Universal. Anche Thriller adottava una struttura antologica, raccontando quindi una storia differente in ogni episodio, ma poteva muoversi liberamente tra suspense più realistica e racconti apertamente soprannaturali.

La formula permise alla serie di coinvolgere numerose guest star destinate a diventare volti fondamentali della televisione e del cinema americano. Tra queste figurano William Shatner, Mary Tyler Moore, Bruce Dern e Leslie Nielsen, che compare già nel primo episodio, molti anni prima della svolta comica che avrebbe caratterizzato la parte più celebre della sua carriera.

Ma è soprattutto il modo di costruire la paura a distinguere Thriller. La serie non aveva bisogno di puntare sul gore o sullo shock: utilizzava suspense, ombre, fotografia in bianco e nero e una colonna sonora firmata anche da Jerry Goldsmith per generare tensione. Un horror inevitabilmente figlio della propria epoca, ma costruito su meccanismi narrativi che possono funzionare ancora oggi.

La sua corsa fu relativamente breve. Thriller arrivò a 67 episodi, prima che Alfred Hitchcock Presents ne occupasse la fascia di programmazione. Nonostante abbia mantenuto negli anni lo status di classico tra gli appassionati, non ha mai raggiunto nella cultura popolare la stessa longevità di Ai confini della realtà.

Stephen King considera Thriller la migliore serie horror mai realizzata per la televisione

A rivalutare Thriller c’è però un estimatore particolarmente autorevole. Nel 1981, Stephen King pubblicò Danse Macabre, il suo saggio dedicato all’horror nella letteratura, nel cinema, alla radio e in televisione. Ed è proprio parlando del piccolo schermo che lo scrittore espresse un giudizio sorprendentemente netto.

Per King, Thriller è «la migliore serie horror mai trasmessa in televisione».

Un’affermazione ancora più significativa considerando che Ai confini della realtà era già diventata il riferimento assoluto del genere. La preferenza di King può però essere letta anche attraverso il suo personale rapporto con l’horror. Lo scrittore ha spesso considerato molte delle proprie opere più vicine alla suspense che all’horror puro, e Thriller costruiva proprio su quella tensione progressiva una parte fondamentale della propria identità.

Il confronto con The Twilight Zone non deve necessariamente stabilire quale delle due sia davvero superiore. Serve piuttosto a riportare l’attenzione su una serie che rischia di essere ricordata soltanto dagli appassionati di televisione classica. Thriller appartiene alla stessa stagione creativa che ha trasformato l’horror televisivo in qualcosa di più di un semplice contenitore di mostri e spaventi.

E se Stephen King continua a essere uno dei nomi che più hanno influenzato l’horror contemporaneo, il fatto che abbia definito questa serie di 67 episodi la migliore mai realizzata per la televisione è probabilmente una ragione sufficiente per riscoprirla.

Redazione
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