RoboCop è pronto a tornare in azione, questa volta sul piccolo schermo. Dopo diversi anni di sviluppo, la serie di Prime Video basata sull’iconico franchise fantascientifico ha trovato il suo protagonista: Dan Stevens interpreterà il nuovo RoboCop, raccogliendo l’eredità del personaggio reso celebre da Peter Weller nel film del 1987 diretto da Paul Verhoeven.
La scelta è stata confermata dallo stesso Stevens attraverso un video pubblicato sui social. L’attore britannico, recentemente entrato anche nel MonsterVerse con Godzilla x Kong: The New Empire, sarà quindi al centro della nuova interpretazione televisiva della proprietà MGM. Il progetto era entrato in sviluppo nel 2022 e la prima stagione sarà composta da otto episodi, con Peter Ocko nel ruolo di showrunner.
Il casting di Stevens rappresenta soprattutto il primo segnale concreto di un progetto rimasto a lungo dietro le quinte. Ma la questione più interessante sarà capire quale RoboCop intenda costruire Prime Video: il film originale non era soltanto un action fantascientifico, ma una feroce satira della privatizzazione, delle multinazionali, dei media e della trasformazione dell’essere umano in prodotto. La premessa della serie suggerisce che almeno una parte di quell’identità resterà centrale.
La serie RoboCop riparte dal conflitto tra tecnologia, potere e identità umana
La sinossi diffusa per il progetto presenta infatti una storia molto vicina alle fondamenta del franchise. Una gigantesca società tecnologica convince una città ad affidarsi a un potente robot come membro delle forze dell’ordine. All’interno della macchina viene però impiantata la coscienza di un agente morto e molto amato, riportando immediatamente al conflitto tra uomo e macchina che definiva Alex Murphy nella versione originale.
È un punto di partenza che permette alla serie di conservare il concetto fondamentale di RoboCop senza necessariamente riprodurre scena per scena il film di Verhoeven. Nel 1987, Murphy diventava proprietà della Omni Consumer Products dopo essere stato brutalmente ucciso, e il progressivo recupero della propria identità trasformava quella che apparentemente sembrava una storia su un poliziotto cyborg in una riflessione molto più corrosiva sulla disumanizzazione prodotta dal potere economico.
Il franchise ha già attraversato numerose incarnazioni. Dopo il film originale sono arrivati RoboCop 2 e RoboCop 3, oltre a produzioni televisive e animate, fino al reboot cinematografico del 2014 con Joel Kinnaman. Nessuna di queste versioni è però riuscita a replicare completamente l’impatto culturale e soprattutto la particolare combinazione di violenza, satira e fantascienza dell’originale.
Dan Stevens diventa quindi una scelta interessante proprio perché il nuovo adattamento dovrà trovare un equilibrio delicato: RoboCop non funziona soltanto come macchina da combattimento. Dietro l’armatura deve continuare a esistere una persona che cerca di riaffermare la propria identità contro un sistema che l’ha trasformata in tecnologia proprietaria. In un’epoca dominata dalle discussioni sull’intelligenza artificiale, sulle grandi aziende tecnologiche e sull’automazione, quella premessa potrebbe risultare persino più attuale oggi rispetto a quasi quarant’anni fa.
La serie RoboCop di Prime Video è attualmente in sviluppo e non ha ancora una data d’uscita.


