La nuova serie live-action di RoboCop per Prime Video vuole recuperare lo spirito che rese il film del 1987 molto più di un semplice action fantascientifico. Dan Stevens, scelto per interpretare la nuova versione di Alex Murphy, ha infatti confermato che il reboot punterà nuovamente sulla combinazione tra violenza estrema e satira, due elementi centrali del cult diretto da Paul Verhoeven.
Parlando con ScreenRant, Stevens ha spiegato che proprio l’umorismo e la componente satirica sono stati tra gli aspetti che lo hanno convinto ad accettare il progetto. «Credo che sia stato l’umorismo, la satira che Peter vuole preservare dell’originale», ha dichiarato l’attore, riferendosi a Peter Weller. «Le due cose che ricordo dell’originale sono la violenza estrema, che all’età che avevo non avevo mai visto in quella forma, e anche il modo satirico in cui veniva trattata. Spero che sarà altrettanto divertente».
La scelta è significativa perché RoboCop ha sempre funzionato meglio quando l’azione e la fantascienza erano utilizzate come strumenti per raccontare qualcosa di più ampio. Il film originale prendeva infatti di mira il potere delle grandi corporation, la privatizzazione dei servizi pubblici, la violenza mediatica e il rapporto sempre più ambiguo tra tecnologia e controllo sociale.
La serie RoboCop vuole recuperare la satira corporativa del film del 1987
Dan Stevens interpreterà una nuova versione di Alex Murphy, il poliziotto ucciso in servizio e trasformato in un cyborg destinato a diventare RoboCop. La premessa della serie riprende chiaramente quella classica: secondo la logline ufficiale, un gigantesco conglomerato tecnologico convince la città a inserire nelle forze di polizia un potente robot al cui interno viene impiantata la coscienza di un agente caduto.
Si tratta quindi di un’impostazione molto vicina al DNA del film originale, dove la Omni Consumer Products trasformava Murphy in un prodotto aziendale prima ancora che in un simbolo di giustizia. Ed è proprio qui che la componente satirica potrebbe diventare ancora più rilevante oggi, in un contesto dominato da intelligenza artificiale, sorveglianza, automazione e crescente potere delle grandi aziende tecnologiche.
La serie è stata ordinata ufficialmente da Amazon MGM Studios e sarà composta da otto episodi. Alla guida del progetto c’è Peter Ocko, già autore di Lodge 49, che fungerà da sceneggiatore, showrunner e produttore esecutivo.
La produzione è affidata a Blumhouse-Atomic Monster, con James Wan, Michael Clear e Rob Hackett tra i produttori esecutivi. Del team fanno parte anche Michael Miner ed Ed Neumeier, co-sceneggiatori del RoboCop originale, un dettaglio che rafforza ulteriormente l’intenzione di mantenere un legame diretto con il tono e le idee del film del 1987.
Per il franchise si tratta di un nuovo tentativo di rilancio dopo diversi progetti rimasti incompiuti. Il reboot cinematografico del 2014, interpretato da Joel Kinnaman, non ha avuto seguito, mentre RoboCop Returns, pensato come sequel diretto del primo film e potenzialmente destinato a riportare Peter Weller nel ruolo, non è mai entrato realmente in produzione.
La nuova serie Prime Video sembra quindi voler percorrere una strada differente: non limitarsi a modernizzare RoboCop sul piano visivo, ma recuperare ciò che rendeva davvero speciale il personaggio, ovvero il contrasto tra ultraviolenza, umorismo nero e critica sociale.
Al momento non sono stati annunciati altri membri del cast né una data di uscita ufficiale.


