Insomnia di Christopher Nolan è tratto da una storia vera? Le origini del thriller con Al Pacino

-

Insomnia è uno dei film più anomali nella carriera di Christopher Nolan. Uscito nel 2002, tra Memento e Batman Begins, è l’unico lungometraggio del regista britannico di cui Nolan non firma la sceneggiatura e vede Al Pacino nei panni di Will Dormer, detective della polizia di Los Angeles inviato nella cittadina di Nightmute, in Alaska, per indagare sull’omicidio della diciassettenne Kay Connell. La presenza di Robin Williams nel ruolo dello scrittore Walter Finch e di Hilary Swank in quello della giovane detective Ellie Burr completa un thriller costruito intorno a colpa, manipolazione e progressiva perdita di lucidità.

La storia possiede molti elementi che possono far pensare a un vero caso di cronaca: una piccola comunità isolata, l’indagine sulla morte di un’adolescente, investigatori arrivati da fuori e soprattutto una ricostruzione del crimine che evita quasi completamente gli elementi spettacolari tipici del thriller hollywoodiano. Eppure Insomnia non è tratto da una storia vera. Il film di Nolan è invece il remake americano dell’omonimo thriller norvegese del 1997 diretto da Erik Skjoldbjærg, con Stellan Skarsgård protagonista.

Capire questa origine è importante anche per leggere correttamente il film. Nolan non parte da un fatto realmente accaduto, ma da una storia già costruita intorno all’ambiguità morale del detective. La sua operazione consiste nel rielaborarla attraverso alcuni temi che stavano diventando centrali nel suo cinema: la percezione inaffidabile della realtà, il peso della colpa e un protagonista incapace di distinguere progressivamente l’indagine che sta conducendo dal conflitto che porta dentro di sé.

Insomnia non racconta una storia vera: il film di Nolan è il remake di un thriller norvegese del 1997

La vera origine di Insomnia va cercata nel cinema scandinavo. Nel 1997 Erik Skjoldbjærg dirige Insomnia, scritto insieme a Nikolaj Frobenius, con Stellan Skarsgård nei panni dell’investigatore Jonas Engström. Presentato alla Settimana della Critica del Festival di Cannes, il film raccontava già di un detective impegnato nell’indagine sull’omicidio di una ragazza in una località dove, durante l’estate, il sole praticamente non tramonta.

Christopher Nolan arrivò quindi su un materiale narrativo preesistente. La sceneggiatura dell’adattamento americano venne affidata a Hillary Seitz, mentre Steven Soderbergh e George Clooney figurano tra i produttori esecutivi. Nolan mantenne l’architettura fondamentale dell’originale, trasferendo però l’azione dalla Norvegia all’Alaska e trasformando Jonas Engström nel detective Will Dormer interpretato da Al Pacino.

Non esiste dunque un vero “caso Kay Connell” alla base del film. Kay, Dormer e Walter Finch sono personaggi di finzione e anche la particolare relazione che si sviluppa tra investigatore e assassino appartiene alla costruzione narrativa del thriller. L’impressione di realismo deriva soprattutto dal modo in cui Insomnia tratta l’indagine: il delitto non è utilizzato per costruire un mistero pieno di svolte artificiali, ma per mettere progressivamente sotto pressione il protagonista.

È anche qui che l’adattamento comincia a diventare riconoscibilmente nolaniano. La domanda fondamentale smette presto di essere soltanto chi abbia ucciso Kay. Il film vuole capire cosa accade quando l’uomo incaricato di stabilire la verità è costretto a manipolarla per proteggere se stesso. L’indagine diventa così un problema morale prima ancora che poliziesco.

Il sole che non tramonta in Insomnia è reale e rende credibile l’ambientazione del film

Insomnia film
Al Pacino in Insomnia © 2002 Warner Home Video. All rights reserved.

Se il delitto raccontato da Insomnia è inventato, uno degli elementi più strani del film ha invece una base completamente reale. La luce quasi permanente che impedisce a Dormer di dormire deriva dal fenomeno del sole di mezzanotte, caratteristico delle regioni situate a latitudini molto elevate durante i mesi estivi. È proprio questa condizione naturale a fornire al thriller il suo dispositivo narrativo più importante.

Nolan trasferisce la vicenda nella fittizia Nightmute, in Alaska, e trasforma la luce in qualcosa di opposto rispetto alla sua funzione tradizionale. Nei thriller l’oscurità nasconde il pericolo; in Insomnia è la luce a diventare minacciosa. Dormer cerca disperatamente di oscurare la propria stanza, ma il giorno continua a filtrare dalle finestre. Più tenta di sottrarsi alla luce, più questa sembra impedirgli di nascondersi.

La scelta permette al film di rendere visibile il deterioramento mentale del protagonista. La privazione del sonno compromette progressivamente concentrazione, memoria e percezione, mentre Dormer deve contemporaneamente indagare su Finch e nascondere ciò che è realmente accaduto al suo collega Hap Eckhart. La realtà oggettiva dell’indagine e quella percepita dal detective iniziano così a sovrapporsi.

Questa funzione della luce diventa ancora più evidente nella spiegazione del finale di Insomnia, quando il conflitto tra Dormer e Finch porta alle estreme conseguenze il dilemma morale costruito durante tutto il film. Il sole che non tramonta assume allora un significato quasi simbolico: Dormer ha trascorso l’intera storia cercando un’oscurità nella quale riposare e, soprattutto, nascondere la propria colpa, ma la luce continua a inseguirlo fino a costringerlo ad affrontare la verità.

Christopher Nolan cambia il film originale e rende centrale il conflitto morale di Will Dormer

Insomnia spiegazione finale
Al Pacino and Robin Williams in Insomnia © 2002 Warner Home Video. All rights reserved.

Il rapporto tra l’Insomnia del 1997 e quello del 2002 è particolarmente interessante perché Nolan non realizza una semplice replica americana. L’originale di Skjoldbjærg è generalmente più freddo e moralmente corrosivo, mentre l’adattamento hollywoodiano costruisce un percorso maggiormente orientato verso la possibilità di redenzione del protagonista.

Questa differenza passa soprattutto attraverso Will Dormer. Il detective interpretato da Pacino arriva in Alaska portandosi dietro un’indagine degli Affari Interni e il sospetto di avere manipolato delle prove in passato per ottenere una condanna. Quando accidentalmente uccide Hap durante l’inseguimento nella nebbia, decide di nascondere la verità perché teme che la morte del collega possa compromettere anche i suoi vecchi casi. Una singola menzogna comincia così a contaminarne ogni decisione successiva.

Walter Finch comprende immediatamente questa vulnerabilità. Il personaggio interpretato da Robin Williams non ha bisogno di dimostrare che Dormer sia identico a lui; gli basta convincerlo che tra loro esista una zona morale comune. Entrambi hanno causato una morte ed entrambi possono raccontarsi che le circostanze siano state più complicate di quanto appaiano. Il vero scontro del film nasce dal rifiuto di Dormer di accettare questa equivalenza.

È proprio questo elemento a rendere Insomnia molto più vicino al resto della filmografia di Nolan di quanto la sua natura di remake possa suggerire. Leonard Shelby in Memento, Bruce Wayne nella trilogia del Cavaliere Oscuro, Robert Angier in The Prestige e perfino Robert Oppenheimer saranno, in forme diversissime, uomini costretti a convivere con le conseguenze delle proprie scelte. Dormer appartiene già a questa genealogia: non deve semplicemente risolvere un crimine, ma stabilire fino a che punto una buona intenzione possa giustificare un’azione moralmente sbagliata.

Perché Insomnia sembra più realistico degli altri thriller di Christopher Nolan

Insomnia cast
Al Pacino and Robin Williams in Insomnia © 2002 Warner Home Video. All rights reserved.

L’assenza di una storia vera alla base di Insomnia rende paradossalmente ancora più interessante la sua sensazione di autenticità. Nolan rinuncia quasi completamente alle strutture narrative che lo avevano reso riconoscibile con Memento. Non ci sono cronologie invertite, grandi enigmi concettuali o costruzioni temporali elaborate. La tensione nasce da un uomo stanco che prende decisioni sempre peggiori mentre cerca di mantenere il controllo della situazione.

Anche Walter Finch contribuisce a questa dimensione. Robin Williams lo interpreta lontanissimo dall’immagine tradizionale del serial killer cinematografico. È pacato, intelligente, apparentemente ordinario. La sua pericolosità nasce dalla capacità di osservare Dormer e individuare esattamente il punto nel quale può esercitare pressione. Finch non vuole soltanto sfuggire alla polizia: vuole trasformare il detective nel testimone della propria giustificazione.

Il film diventa quindi una storia sulla responsabilità più che sulla soluzione di un omicidio. Nolan utilizza gli strumenti del procedural poliziesco per costruire un dilemma nel quale verità giudiziaria e verità morale smettono di coincidere. Dormer sa chi è l’assassino, ma possiede contemporaneamente un segreto che permette all’assassino di controllarlo. La certezza investigativa non gli offre alcun vantaggio finché non è disposto ad affrontare anche la propria colpa.

È per questo che Insomnia può sembrare il racconto di un vero caso criminale pur essendo completamente fittizio. Il realismo non deriva dalla cronaca, ma dalla credibilità delle conseguenze. Nolan prende una storia norvegese inventata e la trasforma in uno dei suoi primi grandi studi sull’ossessione e sull’autoinganno: due temi destinati a diventare molto più importanti, nella sua filmografia, della semplice domanda su chi sia il colpevole.

Redazione
Redazione
La redazione di Cinefilos.it è formata da un gruppo variegato di appassionati di cinema. Tra studenti, critici, giornalisti e aspiranti scrittori, il nostro gruppo cresce ogni giorno, per offrire ai lettori novità, curiosità e informazione sul mondo della settima arte.
- Pubblicità -

ALTRE STORIE

- Pubblicità -