Il finale di Ufficiale e gentiluomo è diventato una delle immagini romantiche più riconoscibili del cinema degli anni Ottanta: Zack Mayo (Richard Gere), ormai ufficiale della Marina, entra nella fabbrica dove lavora Paula con la sua uniforme bianca, la prende tra le braccia e la porta via sotto gli applausi delle altre operaie. È un’immagine talmente iconica da aver finito quasi per vivere indipendentemente dal film.
Eppure, ridurre il finale del film di Taylor Hackford alla realizzazione della storia d’amore tra Zack e Paula significa perderne una parte fondamentale. Ufficiale e gentiluomo racconta certamente una relazione sentimentale, ma soprattutto la trasformazione di un uomo che ha costruito la propria identità sulla convinzione di non aver bisogno di nessuno. Come osservava già Roger Ebert nella sua recensione del 1982, il film considera l’amore soprattutto come crescita e capacità di accettare gli altri per ciò che sono. Il finale funziona perché Zack, prima di poter scegliere Paula, deve imparare esattamente questo.
Come finisce Ufficiale e gentiluomo: la morte di Sid cambia definitivamente Zack
La svolta decisiva arriva attraverso Sid Worley. Dopo aver creduto che Lynette fosse incinta, Sid abbandona il corso per assumersi le proprie responsabilità e le propone di sposarlo. È anche una liberazione personale: ammette finalmente di non aver mai desiderato realmente la carriera militare e di aver cercato soprattutto di soddisfare le aspettative della propria famiglia. Ma quando Lynette scopre che Sid non diventerà un aviatore, lo respinge e gli rivela che la gravidanza era soltanto un falso allarme. Poco dopo Zack e Paula trovano Sid morto suicida in una stanza di motel.
La morte dell’amico distrugge Zack perché rappresenta anche il possibile esito della sua stessa incapacità di costruire qualcosa oltre l’obiettivo militare. Entrambi sono arrivati all’accademia cercando un’identità: Sid attraverso le aspettative familiari, Zack tentando di fuggire da un’infanzia segnata dal suicidio della madre e da un padre alcolizzato e distante. Ma Sid scopre troppo tardi di aver costruito il proprio futuro intorno alle aspettative degli altri.
Zack reagisce tornando alla base e cercando a sua volta di abbandonare tutto. Accusa Foley e finisce per affrontarlo fisicamente, ma il sergente riesce ancora una volta a imporsi. È l’ultima crisi prima della trasformazione definitiva del protagonista.
Il saluto tra Zack e Foley completa la vera trasformazione del protagonista
Il rapporto con Emil Foley è infatti importante quanto quello con Paula. All’inizio Zack considera l’accademia semplicemente il mezzo attraverso cui costruirsi una vita diversa. È individualista, commercia clandestinamente accessori con gli altri candidati e pensa principalmente alla propria sopravvivenza.
Foley comprende rapidamente questo limite e cerca di spezzarlo. Durante la celebre punizione inflitta a Zack, il ragazzo arriva finalmente ad ammettere perché non può abbandonare il corso: fuori da lì sente di non avere nulla. Il problema iniziale di Zack è racchiuso proprio in quella convinzione. Non sta andando verso qualcosa; sta cercando disperatamente di scappare da ciò che è stato.
La sua trasformazione emerge quando rinuncia alla possibilità di battere il record del percorso a ostacoli per aiutare Casey Seeger a superare l’ultima prova. Per la prima volta il successo di qualcun altro diventa più importante del proprio.
Quando Zack completa l’addestramento e diventa ufficiale, il rapporto di forza con Foley è quindi cambiato. Dopo aver ricevuto il primo saluto militare dal sergente, Zack lo ringrazia riconoscendo implicitamente in lui quella figura di riferimento che non aveva mai avuto. Foley, invece, torna immediatamente ad accogliere una nuova classe di candidati. È un addio volutamente asciutto: Zack può andarsene perché ormai non ha più bisogno che Foley gli insegni chi deve diventare.
Perché Zack torna da Paula nel finale di Ufficiale e gentiluomo
Soltanto a questo punto Zack può tornare da Paula. Durante il film aveva cercato di mantenere la loro relazione entro limiti precisi perché innamorarsi avrebbe significato dipendere emotivamente da qualcuno. Paula, inoltre, porta con sé una storia che alimenta questa diffidenza: sua madre era stata abbandonata proprio da un candidato ufficiale dopo essere rimasta incinta. Zack teme invece che le ragazze del posto cerchino nei futuri aviatori una possibilità di fuga dalla propria condizione.
La tragedia di Sid e Lynette mostra la versione distruttiva di quel meccanismo. Ma Paula non è Lynette. Non vuole intrappolare Zack con una gravidanza e, quando lui la tratta come se fosse semplicemente una delle ragazze interessate alla sua futura uniforme, è capace di respingerlo. Ebert sottolineava proprio come Paula ami Zack senza accettare di utilizzare gli stessi mezzi delle altre ragazze per assicurarsi un ufficiale.
Per questo l’ingresso finale nella fabbrica ha un significato che va oltre la fantasia romantica dell’uomo in uniforme che salva la donna dalla sua vita ordinaria. Zack e Paula stanno entrambi cercando di spezzare un ciclo. Paula non vuole ripetere la storia della madre; Zack non vuole diventare suo padre, incapace di costruire legami duraturi.
Quando Zack attraversa la fabbrica e porta Paula fuori, ha già ottenuto ciò che pensava fosse il suo unico obiettivo: è diventato ufficiale. Non ha quindi bisogno di lei per salvarsi. La sceglie quando finalmente potrebbe andarsene da solo.
È questa la differenza tra lo Zack dell’inizio e quello dell’ultima scena. All’inizio vuole disperatamente trovare una via d’uscita; alla fine ha una strada davanti a sé, ma decide di non percorrerla da solo.
Ed è anche il motivo per cui l’immagine conclusiva continua a funzionare oltre la sua evidente componente da favola romantica. Il vero lieto fine di Ufficiale e gentiluomo non è semplicemente che Zack conquista Paula: è che Zack Mayo, per la prima volta, sente di appartenere a qualcosa e sceglie di appartenere anche a qualcuno.



