Bucking Fastard, recensione del film di Werner Herzog – Venezia 83

Il celebre regista approda in concorso con un film dalle premesse bizzarre e una coppia di attrici protagoniste come non le avete mai viste

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In simbiosi totale alla ricerca di un nuovo mondo. Un’unione sincronica scaturita da un enorme bisogno di amore è al centro del nuovo film di Werner Herzog, Bucking Fastard, presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia.

Al centro della storia ci sono Jean e Joan Holbrooke (Kate e Rooney Mara), due sorelle talmente identiche nelle maniere da sembrare gemelle. Parlano all’unisono e hanno gli stessi lapsus, sono vestite con i medesimi abiti, sognano le stesse cose e sono addirittura innamorate dello stesso uomo, Gareth (Orlando Bloom), che è il loro vicino di casa e nei confronti del quale riceveranno un ordine restrittivo.

Ce ne sono troppe di “voi”

Il film parte proprio col processo alle due sorelle, artefici di vandalismi ai danni dell’uomo, incapaci di accettare il fatto che sia promesso sposo a una donna. Per le sorelle, “quando ami, non conti“, o meglio, puoi contare sull’invisibilità delle tue azioni in nome di una forza esplosiva e verso cui anelano, che è l’amore.

Noi spettatori di Bucking Fastard non possiamo realmente vedere il mondo attraverso i loro occhi, ma l’intuizione più interessante messa in campo da Herzog è quella di mostrarci come reagisce il mondo alla loro bizzarra presenza. Dalle persone che le vogliono aiutare a quelle che le vogliono sfruttare, dagli animali che sognano e quelli che incrociano davvero la loro strada, fino alle meraviglie della natura che diventano per loro involucro di un mondo incantato.

Ci siamo nascoste abbastanza

A una prima parte ben imbastita succede un secondo atto decisamente più contemplativo e che potrebbe perdere lo spettatore, ma Herzog ritrova direzione precisa con un finale dagli echi lynchiani – il film è dedicato proprio al compianto regista – che non si rifà a facili metafore ma inserisce le sorelle direttamente nel mondo in cui vorrebbero stare, e le porta a confrontarcisi.

Bucking Fastard è un film decisamente affascinante, a partire dalla performance univoca e speculare delle sorelle Mara, al massimo del divertimento in questo esperimento peculiare, passando per la direzione registica di Herzog e il passo mantenuto dal racconto, che sobbalza e si frena a tratti, ma tutto sempre in funzione del movimento di vita delle due sorelle.

Raccontando l’emarginazione di due figure aliene e alla ricerca costante di amore – tema cardine nel suo cinema – Werner Herzog riempie di vita un film sulla solitudine, del fascino magico e fanciullesco di chiunque voglia cercare un mondo migliore in cui poter esistere. La forza attrattiva delle sorelle Holbrooke risiede nel fatto che non sono inermi né totalmente innocenti, non conoscono internet ma conoscono il sesso e il proprio corpo, una serie di velleità in apparente contrasto con lo sguardo del bambino che ritroviamo in loro nel corso della narrazione, eppure proprio per questo sono un duo – o un uno – impossibile da dimenticare.

Bucking Fastard
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Sommario

Raccontando l’emarginazione di due figure aliene e alla ricerca costante di amore, Werner Herzog riempie di vita un film sulla solitudine, del fascino magico e fanciullesco di chiunque voglia cercare un mondo migliore in cui poter esistere.

Agnese Albertini
Agnese Albertini
Nata nel 1999, Agnese Albertini è giornalista e critica cinematografica per Cinefilos.it, Best Movie e CinemaSerieTv.it. Laureata in Lingue e Letterature straniere all’Università di Bologna, dal 2022 scrive articoli, news, interviste in inglese e crea contenuti per i social.

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