Blade, Bassam Tariq rompe il silenzio sull’addio alla Marvel: “Qualcun altro gestiva tutto”

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Bassam Tariq è stato il primo regista incaricato di portare Blade nel Marvel Cinematic Universe, ma dopo due anni di sviluppo abbandonò il progetto nel 2022. Ora, a distanza di tempo, il filmmaker ha raccontato quanto fosse avanzata la sua versione del film e soprattutto cosa significasse, dal suo punto di vista, dirigere all’interno dei Marvel Studios.

Intervistato da TheWrap, Tariq ha spiegato che la produzione era arrivata molto più avanti di quanto si potesse pensare prima del suo abbandono. Il regista aveva trasferito la propria famiglia ad Atlanta in vista delle riprese e la costumista premio Oscar Ruth E. Carter aveva già iniziato a lavorare agli abiti d’epoca. Alcuni elementi preparati per Blade sarebbero poi stati riutilizzati da Carter in I Peccatori, il film di Ryan Coogler ambientato negli anni Trenta.

La parte più interessante della testimonianza riguarda però il funzionamento dei Marvel Studios. Tariq non descrive necessariamente un’esperienza negativa: parla di un sistema che gli piaceva, pur sottolineando la presenza costante di una struttura creativa superiore alla volontà del singolo filmmaker. “Il sistema era interessante, ma sapevi che c’era qualcun altro a gestire questa cosa. Tu sei lì secondo i loro tempi. È qualcosa di diverso.” Una frase misurata, che acquista peso considerando quanto il percorso di Blade sia stato tormentato.

Blade Trinity spiegazione finale film
Una scena del film Blade: Trinity con Wesley Snipes

Il caso Blade riapre il dibattito sull’autonomia dei registi Marvel

La vicenda di Bassam Tariq si inserisce in una discussione che accompagna da anni il modello produttivo dei Marvel Studios. Il progetto con Mahershala Ali ha attraversato numerosi cambiamenti, coinvolgendo diversi sceneggiatori, registi e versioni della storia, oltre a continui rinvii. Il fatto che Tariq avesse già organizzato parte concreta della produzione rende il suo abbandono ancora più significativo.

La sua osservazione sul controllo creativo trova inoltre un’eco in precedenti ricostruzioni sul ruolo di Kevin Feige. Un’inchiesta del Wall Street Journal ha descritto il presidente dei Marvel Studios come profondamente coinvolto nella lavorazione dei film, con interventi che possono arrivare alla riscrittura di scene, alla richiesta di nuove riprese e a modifiche effettuate anche durante il montaggio. Un modello che garantisce una forte coerenza industriale all’MCU, lasciando però aperta la questione dell’identità autoriale.

Blade
Mahershala Ali in Alita – Angelo della Battaglia

Il paradosso è che Tariq e Mahershala Ali hanno poi ritrovato un terreno più libero in Your Mother Your Mother Your Mother, action thriller presentato al Toronto International Film Festival. Il film permette inoltre ad Ali di mettere in mostra una fisicità che avrebbe potuto essere centrale nella sua interpretazione di Blade. La storia del progetto Marvel diventa così anche il racconto di un film mai arrivato sullo schermo: una versione sufficientemente avanzata da avere già costumi, preparazione produttiva e un’identità propria, ma destinata a dissolversi prima delle riprese.

Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
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